Quella Pasqua del 1951

Pasqua 1951. Durante le vacanze scolastiche, in un prato qualunque del nord Europa, dei bambini giocano una partitella che si chiama vita.
Scusa Ameri…scusa Ameri…

Enrico Ameri passa dall’altra parte del campo il 7 aprile 2004. Ricordarlo oggi significa tornare al mistero del calcio raccontato senza urla, ma con garbo e stile. E oggi “…scusa Ameri…” non è più solo un ritmo, ma un’ammissione di colpa per quello che siamo riusciti o non riusciti a fare dopo.
Edmondo Fabbri e “la Corea”. Una sconfitta definitiva

Edmondo Fabbri, uomo perbene, allenatore della squadra italiana eliminata dalla Corea del Nord al primo turno dei Mondiali del 1966. Una ferita mai rimarginata che si è portato dentro per tutta la vita. Ma erano altri tempi e, anche nella sconfitta, altra pasta di uomini
Calcio, terra e polvere

Calcio, terra e polvere che seccava la gola e si attaccava alla pelle sudata. Quando andava bene. Altrimenti era fango scivoloso o indurito al primo sole. I campi della periferia romana degli anni sessanta non erano solo campi da calcio, erano un mondo.
Ezio Vendrame. Una vita in fuorigioco

Ezio Vendrame è stato un irregolare, ha dedicato al sua vita al calcio, ma soprattutto l’ha dedicata a essere un uomo libero. Cosa rara ieri, forse impossibile nel calcio di plastica dei nostri giorni.
L’incredibile storia del salesiano centravanti di Mao

Don Giuseppe Ho, salesiano, centravanti. Potrebbe sembrare una storia normale, ma non lo è. Questa è la storia dispersa del salesiano che negli anni della persecuzione dei cristiani in Cina diventa centravanti e capitano della Nazionale di Mao che nel 1952 gioca contro la Grande Ungheria di Puskas. Di lui abbiamo trovato una traccia che risale a metà anni ’60. Dopo solo oblio.
Se oggi potesse raccontare la sua storia, siamo sicuri che la racconterebbe così.
Il campetto della Subaugusta

Ci vediamo sul campetto, quello di via Subaugusta, vicino il muro di cinta di Cinecittà. Alle tre in punto, noi giochiamo con la maglietta bianca, voi tutti gli altri colori.
D’annunzio, lo scudetto tricolore e la Roma

D’Annunzio, inventore di parole come nessuno, inventa anche lo scudetto tricolore. Ambito da tutti, vera icona del calcio giocato e anche parlato, di scudetti la Roma ne ha vinti tre e sognati molti, ma ne ha avuto uno in più, quello appuntato sulla maglia nella tourneé venezualana del 1953
Il calcio aVARiato

Una riflessione laica sul VAR. Una riflessione che tra gioco, filosofia e tecnologia, sottolinea il progressivo smarrimento del senso del gioco. Una riflessione che mette in campo la necessita di scegliere tra calcio e calcio aVARiato.
Paolo Sollier. Il rivoluzionario del pallone

Paolo Sollier, un anno in serie A con il Perugia e una vita passata su campi e campetti, da calciatore e da allenatore. Sempre senza perdersi, sempre pronto alle sfide in campo e fuori. Sempre pronto a chiudere il pugno e ad alzarlo in faccia a tutti.
Stalin. Quel giorno sulla Piazza Rossa

Quel giorno in una piazza Rossa trasformata in campo sintetico, Stalin assiste a una partitella e si diverte. È 6 luglio del 1936: il calcio sovietico nasce quel giorno.
Gasperino er bibitaro

Stadio Olimpico. Curve anni settanta, nessuna copertura, ti bagni se piove, ti bruci col sole. Ma ci sono loro, Gasperino er bibitaro e Er Nocciolina. Tutta un’altra storia.
Stadio Colombes. Il Bologna e la finale dimenticata

Parigi, 1937. I rossoblu vincono la coppa dell’Esposizione Internazionale e anticipano di un anno il successo mondiale della Nazionale di Vittorio Pozzo.
Prati. Un bomber di nome Pierino

Pierino Prati, la sua vita da bomber tra Milan e Roma, il suo attaccamento speciale alla maglia giallorossa, il suo rapporto con allenatori e presidenti, la sua ricerca del goal e la bellezza estetica dei suoi dribbling per andare a rete.
Dino Viola . Il Presidente indimenticabile.

Presidente della Roma per undici anni, Dino Viola ha lasciato un segno indimenticabile nel cuore dei tifosi. Sono molti quelli che lo sentono ancora come “il mio presidente” e che rimpiangono il calcio e la città del Violese.
George. Best, pop, rock

Divo assoluto, geniale, esteta del dribbling, innamorato della vita viscerale e senza regole, George Best lascia un segno indelebile nel calcio moderno e paga i suoi conti fino in fondo.
Gigi Meroni. L’ultimo volo della farfalla granata

Gigi Meroni, grande giocatore, elegante e funambolico, uomo fuori dal comune, anticonformista, geniale, dotato di grande sensibilità artistica. Il 15 ottobre 1967 un’automobile se lo porta via. Aveva solo 24 anni e la sua è una storia da non dimenticare.
Fiume, il calcio e la dignità ritrovata

Fiume significa tante storie. Questa è la storia del suo calcio e dei campioni fiumani che hanno poi vestito tante altre maglie lasciando un segno che va oltre i goal fatti. Questa è la storia di una dignità ritrovata.
Nicolò Carosio, lenticchie e whiskaccio

1 gennaio 1933. Appena ieri. Nicolò Carosio con la prima radiocronaca italiana di una partita di calcio, tra lenticchie e whiskaccio, inventa un linguaggio e segna la strada di un’epoca che ancora si mantiene giovane
Aldair. Un marziano a Roma

Aldair, Pluto, Alda, ovvero tutti i nomi del campione. Una storia sportiva e umana che a Roma ha lasciato un segno talmente profondo, tanto da non averlo mai fatto uscire dal cuore dei tifosi.
Giuliano Giuliani. La sfortuna di un uomo perbene

Giuliano Giuliani, un uomo perbene, un antidivo, un portiere con una storia che sembra essere stata rimossa. Un uomo tradito due volte, dall’Aids prima e dall’indifferenza poi. Dimenticato, ma forse non proprio da tutti.
Con la Roma in fondo al cuore

Un racconto di calcio, di tifo e di Curva Sud sul filo della memoria. Una geografia del cuore dove quattro lettere diventano i punti cardinali dello Stadio Olimpico e di un amore infinito, quello per la Roma
È stato il piede di Dio

22 giugno 1986. Il piede del dio del calcio. Un’esplosione di gioia.
Gino Sansoni, l’inventore di Forza Milan!

Gino Sansoni, eclettico, geniale, visionario, scaltro, furbo, navigatore del tempo che gli è stato concesso vivere e che ha voluto vivere fino in fondo. Un uomo che si divide tra la vita che vuole divorare, la passione per l’editoria e quella per il calcio. A lui si deve l’invenzione di Forza Milan!, innovazione editoriale che precorre i tempi e traccia una strada che sarà di esempio per tutti.
Astutillo Malgioglio. Un esempio.

Ci sono i campioni e ci sono gli uomini. Poi ci sono uomini che diventano esempio. Proprio come Astutillo Malgioglio.
Roma 1934. Il mio comportamento non sarebbe cambiato

Lite all’insegna del “Lei non sa chi sono io” (con il “voi” però, dati i tempi), prima di un derby romano. Protagonisti Virgilio, centurione della milizia, e Giovanni Marinelli, segretario amministrativo PNF. Intervento di Mussolini per chiudere, faticosamente, la questione. Virgilio era mio nonno, ex legionario fiumano, marcia su Roma, giornalista, poi comandante btg nella rsi
Garrincha, ma adesso che fai?

Garrincha, ma adesso che fai? Se proprio non me lo vuoi dire va bene così, anzi è meglio, anzi lascia che te lo dica io cosa fare.
Il mio tiro mancino

Cosa accade in una sera di ottobre a Luca De Prà, portiere con tradizione familiare e un tiro mancino che attraversa tutto il campo? Questa volta è il destino a tirargli un tiro mancino e a fargli cambiare vita. O forse a fargliela trovare.
Oscar Massei. Fuoriclasse di nicchia

Oscar Massei era, mi correggo è, un fuoriclasse di nicchia al quadrato perché giocava nella SPAL che era, mi correggo è, a sua volta una grande squadra di nicchia. Anzi grandissima, anche se non ha mai vinto niente.
Le ragazze del calcetto

Le ragazze del calcetto hanno una storia comune e una vita che condividono nel campo e fuori. Una storia al servizio del bene comune. Una storia di sport che fa bene a tutti.
Il calcio di Melissa

Melissa, 15 anni, grande appassionata di calcio e unica giocatrice della prima squadra dell’ASDD Roma 2000 per disabili visivi. Il racconto di come si è avvicinata a questo sport e le prospettive del domani.
Carlo Ancelotti e la maglietta della felicità

Carlo Ancelotti non ha mai saputo della sua maglietta della felicità. Eppure tra una domenica allo stadio, rapinatori in trasferta, criminali improvvisati e il rapimento di un bambino, quella maglia esiste ed è arrivata al suo proprietario.
Destinazione Curva Sud. Diario di un romanista

Cinecittà-Stadio Olimpico, destinazione Curva Sud. Fine anni sessanta, la prima volta allo stadio in compagnia di un amico più grande, la prima volta con una bandiera vera tra le mani. Il diario di un romanista per un viaggio del tempo e nel tempo.
Lo spogliatoio. Grammatica della felicità

Se giocare al calcio significa muoversi dentro un paradigma di vita, senza alcun dubbio è nello spogliatoio, con i suoi codici e i suoi simboli, che si forma la grammatica della piccola felicità, quella che ricorderai per tutta la vita. Se non ci avete mai fatto caso, allora vuol dire che non avete mai giocato in Categoria.
Il calcio. La mia vita fortunata

Una vita sui campi, dal torneo parrocchiale alla Primavera della Roma, da calciatore ad allenatore, dalla Nazionale giovanile di Malta alla Nazionale militare italiana. Una vita di calcio, di passione e di divertimento. Una vita di scelte fortemente volute. Una vita fortunata, perché scegliere aiuta sempre la fortuna.
Liberiamo Oronzo Canà!

Oronzo Canà, il Porca Puttena e lo spot della Tim. Ancora una volta il calcio supera il perimetro sportivo e diventa paradigma sociale, di costume e di libertà.