Prati. Un bomber di nome Pierino

Pierino Prati, la sua vita da bomber tra Milan e Roma, il suo attaccamento speciale alla maglia giallorossa, il suo rapporto con allenatori e presidenti, la sua ricerca del goal e la bellezza estetica dei suoi dribbling per andare a rete.
Prati e Rocco

Pierino – così registrato all’anagrafe – Prati è nato a Cinisello Balsamo ( MI ) il 13 dicembre 1946 da papà Gino, che lavorava alle acciaierie Breda di Sesto San Giovanni e da mamma Giovanna Cucchi.
Su spinta dei coetanei Maldera, fratello più grande del futuro campione d’Itala con la Roma Aldo Maldera, e Santin, che già erano inseriti nel settore giovanile del Milan, Pierino, accompagnato in moto da uno zio, effettuò un provino a Milanello. Fu accolto da Luciano Tessari, responsabile del settore giovanile del Milan e valutato da Nils Liedholm, il quale dopo una settimana di prove, lo fece tesserare dalla Società milanese. Fu l’inizio di un solido rapporto di amicizia, nel rispetto dei rispettivi ruoli tra i due personaggi.

Pierino Prati, schierato sempre in attacco, segnò valanghe di gol nelle varie categorie del settore.

Con tanta applicazione negli allenamenti, che spesso protraeva anche dopo quelli collettivi, irrobustì il suo fisico e migliorò anche la già notevole potenza di tiro. Alto 1,81, misura ragguardevole per l’epoca, dominava gli avversari nel gioco aereo. Come da prassi in vigore in quegli anni, Prati venne dato in prestito nella stagione 1965-1966 per farsi le ossa alla Salernitana, contribuendo in maniera determinante con 19 presenze e 10 rete alla promozione in serie B della squadra campana.

Gli anni del Milan

Tornato al Milan, il 18 settembre 1967 fece il debutto in serie A in Milan-Venezia terminata 2-1.
Per completare il suo percorso di crescita il club meneghino, a novembre 1967, lo diede di nuovo in prestito, questa volta al Savona, che disputava il campionato di Seri B, dove Prati si mise in grande evidenza segnando 15 gol in 29 gare.

Nel campionato 1967-1968 a 16 squadre, con i rossoneri conquistò lo scudetto e la Coppa delle Coppe.
Vinse anche con 15 reti – segnate in 23 gare – la classifica dei cannonieri della serie A, superando bomber di razza quali Altafini, Combin e Riva (13 reti), nonché Maraschi e Savoldi (12 reti). Il 6 aprile 1968 fece il suo esordio con goal nella Nazionale italiana battuta 3-2 dalla Bulgaria. Rete bissata nella successiva gara Italia-Bulgaria 2-0 disputata a Napoli. Sempre con l’Italia vinse a giugno 1968 il Campionato Europeo. Nei successivi tre anni con il Milan, nella speciale classifica dei cannonieri si classificò al terzo posto con 14 reti, al quarto con 12 reti ed il secondo posto con 19 reti.

La stagione 1968-1969 fu trionfale per la squadra e per Prati, chiamato dai tifosi milanisti Pierino la peste per come si muoveva nelle aree avversarie beffando i suoi controllori. Il Milan, con il suo attaccante di razza, vinse la Coppa dei Campioni e la Coppa Intercontinentale.


Nella finale europea al Santiago Bernabeu di Madrid contro l’Ajax di Cruijff, Pierino la Peste mise a segno 3 reti. Il primo di testa su cross dell’ex romanista Sormani, il secondo, sempre su passaggio di Sormani, con una cannonata sotto la traversa ed il terzo ancora di testa su millimetrico passaggio di Rivera.

Dopo un quadriennio favoloso per la squadra e per lui, nelle stagioni 1971-1972 e 1972-1973, a causa di diversi infortuni e di una maligna pubalgia che gli impedirono di allenarsi con continuità, il rendimento di Prati calò sensibilmente, sia in termini di presenze che di gol. Il suo Milan,comunque, nel 1973 vinse la Coppa delle Coppe.

Pierino Prati, complessivamente, in campionato è sceso in campo con la maglia rossonera in 141 partite mettendo a segno 72 gol con una media straordinaria di poco superiore a mezza rete a gara.
Con la Nazionale maggiore scese in campo in 13 partite segnando 7 reti (la 14 presenza fu da tesserato della Roma). La media presenze-gol fu migliore di quella dei suoi concorrenti Pietro Anastasi (8 gol in 25 partite) e di Boninsegna (9 reti in 22 partite).
Il campionissimo Gigi Riva è fuori concorso.

L’intesa Buticchi-Anzalone

Per gli insanabili contrasti tra Prati ed il Presidente spezzino del Club rossonero Albino Buticchi, che non credeva alla pubalgia del calciatore, ma che riteneva che lo stesso fosse poco propenso ai sacrifici, il Milan accettò le insistenti richieste della Roma di Gaetano Anzalone e cedette ai giallorossi il bomber, fortemente voluto dal nuovo allenatore romanista Manlio Scopigno, già vincitore dello storico scudetto del Cagliari.
Il Filosofo così chiamato da tutti, riteneva infatti, che Prati potesse essere per la Roma quello che Riva era stato per il Cagliari.
L’arrivo di uno dei più rinomati cannonieri italiani, che con il Milan e l’Italia aveva vinto titoli su titoli, suscitò nella tifoseria romanista un entusiasmo indescrivibile. Anche gli allenamenti della squadra alle Tre Fontane ed allo stadio Flaminio vennero seguiti da migliaia di persone. L’impatto fu come quello dell’approdo di Re Leone Batistuta nella Capitale. I giovani tifosi cercarono di imitarne la capigliatura e nelle loro partitelle, di ripetere i gesti tecnici del campione lombardo.

Gli anni della Roma

La stagione 1973-1974 iniziò per la Roma con il ritiro per la prima volta a Riscone di Brunico.
Il pluridecorato Prati, con la sua umiltà, disponibilità e correttezza, entrò subito in sintonia con i compagni, anche quelli più giovani. Dopo il ritiro alpino, la Roma giocò il 2 settembre il primo turno di Coppa Italia affrontando fuori casa il Novara. La partita si concluse senza reti e per Prati fu la prima gara ufficiale con la maglia giallorossa.

Pierino PratiLa rete che più è rimasta nel cuore di Pierino Prati di quel periodo estivo è quella messa a segno nell’amichevole del 5 settembre 1973 contro il suo vecchio Milan. “Al 5 minuto della ripresa, dopo uno scambio tra Rocca e Di Bartolomei, Prati lascia sfilare il passaggio filtrante sulla destra ed insacca con un gran tiro”. La partita finì 2-2 ma Pierino ebbe la soddisfazione di dimostrare a Buticchi che a 27 anni ancora da compiere non era un giocatore finito.

L’esordio giallorosso

L’attaccante, fece il suo esordio in campionato con i giallorossi alla prima giornata in Roma-Bologna 2-1 del 7.10.1973, segnando la rete del pareggio. Il gol vittoria romanista fu messo a segno dal giovanissimo Agostino Di Bartolomei.
Per richiamare alla mente tanti ricordi di ex calciatori giallorossi e per la cronaca, la Roma scese in campo con la seguente formazione: Ginulfi, Morini, Peccenini, Rocca, Batistoni, Santarini, Domenghini, Spadoni, Cappellini, Di Bartolomei, Prati.

Pierino PratiLa rete di Pierino così viene descritta nel bello ed esauriente libro La mia amante giallorossa di Alessandro Conforti e Marco Gasparini, con le fotografie di Roberto Tedeschi, dal quale riprenderemo le descrizioni di altre reti. “Al 48’ Giorgio Morini, prende palla sulla fascia sinistra e lascia partire un cross apparentemente innocuo per la difesa felsinea. Su quella traiettoria si tuffa in volo, come un angelo giallorosso, Pierino Prati che colpisce di testa e supera finalmente in controtempo il portiere del Bologna. L’Olimpico esplode…”.

Dopo questa vittoria la squadra incappò in tre sconfitte consecutive e, dopo avere superato in casa il Verona per 1-0 grazie ad una rete di Prati, subì la quarta perdita a Foggia, che fu decisiva per il destino dell’allenatore.

Arriva il Barone

Contestato dai tifosi, Scopigno rassegnò le dimissioni e venne sostituito dal “Barone “ Liedholm, che ben conosceva Prati. L’allenatore svedese, avvalendosi della collaborazione del preparatore atletico Carlo Piras, iniziò da capo il programma di addestramento fisico e con il tempo la squadra migliorò il suo rendimento classificandosi alla fine del campionato all’ottavo posto.
Risultato positivo considerata la falsa partenza che aveva condotto la Roma nei bassifondi della graduatoria.

Anche le prestazioni di Prati, sempre più in salute, crebbero di tono.
L’impegno che riversava in ogni partita ed i gol bellissimi che riuscì a realizzare con gesti tecnici unici, lo resero ancora di più un beniamino degli appassionati tifosi giallorossi. Riprendiamo dal richiamato libro le descrizioni di alcuni gol.

PierogolPoesia del goal

Roma- Genoa 2-0 del 3 marzo 1974: Pierino nel secondo tempo si erge a protagonista assoluto, fornendo prima l’assist per il gol del vantaggio realizzato da Valerio Spadoni e, poi, al 75’, preso palla sulla trequarti offensiva, scarta in dribbling un avversario e, con un sinistro potentissimo da 25 metri, finalmente torna al gol piegando letteralmente le mani del pur bravo Spadazzi.

Roma-Foggia 3-0 del 17 marzo 1974: “… come non ricordare la doppietta messa a segno da Pierino contro il Foggia quando, mettendo a segno il primo gol su lancio verticale di capitan Ciccio Cordova, con uno stop di petto a scavalcare Colla e un tiro violentissimo di destro, manda in visibilio la stadio Olimpico”.

Roma-Juventus 3-2 del 5 maggio1974: “… Pierino è finalmente tornato ad essere se stesso. Indimenticabile la meravigliosa rete della vittoria messa a segno contro la Juventus quando al 71’, su lancio lungo di Giorgio Morini, Prati, sempre con uno stop di petto addomestica il pallone e con un destro di collo pieno in controbalzo, infila in diagonale il sette della porta difesa da Dino Zoff”.

Pierino va di nuovo a segno nelle ultime due giornate, contro il Cesena, regalando il pari alla Roma a due minuti dalla fine e contro il Cagliari, quando con un bel sinistro secco, in diagonale, batte Albertosi in uscita segnando il primo gol”. Reti di destro, di sinistro e di testa. Il repertorio completo del vero cannoniere!

Pierogol. Genesi di un mito

Nella stagione 1974-1975 Prati conquistò sempre di più il cuore dei tifosi romanista che, oltre a chiamarlo con il soprannome datogli dai milanisti Pierino La Peste, cominciarono a chiamarlo Pierogol, dedicandogli anche il coro, cantato sulle note di When The Saints Go Marching In

e quando in ciel sventolera/nno le bandiere giallorosse e/ quando Piero segnerà
noi faremo tutto un cor/PieroGol!Piero gol!

Le prestazioni di Prati della fine della stagione precedente e di quelle di inizio della nuova, indussero il Commissario Tecnico Fulvio Bernardini a richiamarlo in Nazionale, con grande soddisfazione del calciatore e gioia dei romanisti nel vedere scendere in campo con la maglia azzurra, oltre che Francesco Rocca anche l’idolo Prati.

Il nostro Pierogol in Coppa Italia disputò 10 partite mettendo a segno 8 gol, rispettivamente al Genoa, all’Atalanta, alla Lazio (splendido il colpo di testa in elevazione tra Oddi e Wilson), alla Fiorentina al Napoli ed ancora alla Fiorentina altre due reti.
In Campionato i gol segnati furono 14 nelle 29 gare giocate. Nella classifica dei tiratori scelti si piazzò al terzo posto dopo Pulici (18 reti) e Savoldi (15 reti), a pari merito con con Chinaglia e Clerici 8 tutti con 14 reti.
Le vittime furono l’Ascoli, il Cesena (2 reti) la Sampdoria, la Ternana, l’Inter, il Bologna (due reti), il Milan, il Varese, la Lazio ed ancora la Ternana (tre reti).

PratiCon il suo determinante apporto , non solo in termini di gol, ma anche di contributo alla manovra e, quando necessario, di sostegno alla difesa con risolutivi interventi di testa, la Roma si classificò al terzo posto, a solo 4 punti dalla vincitrice Juventus, con il rimpianto di avere perso tanti punti all’inizio di campionato per diatribe interne, soprattutto tra il Presidente Gaetano Anzalone ed il capitano Franco “Ciccio“ Cordova.

Da sottolineare che la Roma vinse tutti i tre derby della stagione e che Prati segnò sia in Coppa Italia che in campionato.
A parte l’unica rete segnata su rigore, tutti i restanti 13 goal di Pierino meriterebbero di essere raccontati per la loro bellezza.
Nella memoria dei tifosi meno giovani sono ancora scolpiti nella mente e nel cuore quelli messi a segno contro il Cesena, la Sampdoria, l’Inter (su cross di Rocca) ed il Varese.

Gli addetti ai lavori correttamente dicono che i goal non vanno contati ma pesati e quelli segnati da Prati sono stati quasi sempre decisivi ai fini del risultato.

Anni e acciacchi

Gli acciacchi fisici, un po’ come poi successe a Batistuta al suo secondo anno nella Roma, fecero disputare a Prati le stagioni 1975-1976 e 1976-1977 in tono minore, sia per presenze complessive (30 in campionato, 4 in Coppa Uefa e 3 in Coppa Italia), che per i goal (6 in campionato e 3 in Coppa Italia).

Ad ottobre del 1977 venne ceduto alla Fiorentina, che, dopo un anno, lo lasciò libero di accasarsi al Savona, dove ritrovò la sua vena realizzativa (10 gol). Dopo una breve esperienza negli Usa nella squadra del Rochester Lancers (6 partite 3 reti,) tornò al Savona ottenendo nel biennio 1979-1981 dei buoni risultati (54 partite 24 reti).
È’ poi rimasto nel mondo del calcio, prima come allenatore di squadre minori, poi per conto del Milan come osservatore ed infine in campo per seguire le scuole calcio dello stesso Milan.

La Roma è sempre rimasta nel cuore del calciatore che ha continuato spesso a venire a Roma solo per incontrare i vecchi amici ed i tifosi giallorossi che non lo hanno mai dimenticato, e per rivivere con loro i magnifici anni trascorsi nella Capitale.

I numeri di Prati nella Roma

Presenze 108, gol fatti 41, gol decisivi 32, gol di destro 24, di sinistro 5, di testa 12, rigori realizzati 3, gol su punizione 2, media gol 0,37%, autoreti procurate 3, assist 9, pali e traverse 15, rigori falliti 5 .(da: La mia amante giallossa)

Se per Pierino la Peste il Milan è stata la moglie, possiamo dire tranquillamente che per Pierogoal  la Roma è stata la sua amante Giallorossa.

Fabrizio Grassetti Avvocato Cassazionista, abbonato dal 1954, ha seguito la Roma in più di cinquecento trasferte nazionali e oltre cento europee. Fondatore-Presidente dell'Unione Tifosi Romanisti e del Centro Studi sulla storia della Roma, nel 2001 è stato nominato Cavaliere della Roma, nel 2003 socio ad honorem del Club giallorosso e nel 2013 membro della Commissione della Hall of Fame. Ha curato le grandi mostre sulla Roma ed ha scritto diversi libri e pubblicazioni sulla Società capitolina

ARTICOLI CORRELATI

Gino Sansoni e Angela Giussani

Gino Sansoni, l’inventore di Forza Milan!

Gino Sansoni, eclettico, geniale, visionario, scaltro, furbo, navigatore del tempo che gli è stato concesso vivere e che ha voluto vivere fino in fondo. Un uomo che si divide tra la vita che vuole divorare, la passione per l’editoria e quella per il calcio. A lui si deve l’invenzione di Forza Milan!, innovazione editoriale che precorre i tempi e traccia una strada che sarà di esempio per tutti.

Leggi tutto »

Gegè Munari, ala sinistra e ambidestro della batteria

Il nostro viaggio non convenzionale tra jazz e sport continua con un artista assoluto, un maestro della batteria che tutti i più grandi del jazz hanno voluto accanto, Gegè Munari che ci racconta la sua musica e le sue passioni, tra jazz, calcio e Napoli di Maradona.

Leggi tutto »
Kobe Bryant milan

Kobe Bryant, il Milan e lo scudetto

È a Reggio Emilia che il Milan torna campione dopo 11 anni. È a Reggio Emilia che un ragazzino di 11 anni va allo stadio per la prima volta. Il rosso, il nero e l’assenza presenza nel giorno di festa. 

Leggi tutto »
oronzo canà

Liberiamo Oronzo Canà!

Oronzo Canà, il Porca Puttena e lo spot della Tim. Ancora una volta il calcio supera il perimetro sportivo e diventa paradigma sociale, di costume e di libertà.

Leggi tutto »
Borgorosso

Totò, Sordi, Banfi. Quando il calcio è cinema.

C’è il calcio giocato, sogni inseguiti, qualcuno infranto. Poi c’è il calcio raccontato, anche questo con sogni inseguiti e qualcuno infranto. Grande giacimento di cultura popolare, il calcio non è mai sfuggito al cinema, che ne ha preso spunto per raccontare storie e tipi umani in tutti i suoi linguaggi, dal comico al goliardico sino a quello intimo e a volte drammatico. Cinema d’autore, cult movie o anche b-movie, quando il cinema ha incontrato il calcio è sempre stato uno spettacolo.

Leggi tutto »

Ago

Ago è una parola che punge, ma soprattutto è un nome che fa ancora male.

Leggi tutto »
Dino Viola

Dino Viola . Il Presidente indimenticabile.

Presidente della Roma per undici anni, Dino Viola ha lasciato un segno indimenticabile nel cuore dei tifosi. Sono molti quelli che lo sentono ancora come “il mio presidente” e che rimpiangono il calcio e la città del Violese.

Leggi tutto »
Gianni Rivera

Gianni Rivera. 78 anni da ragazzo

Gianni Rivera, un ragazzo di 78 anni con una vita da campione. Un numero 10, un numero che spesso nel calcio fa entrare nella storia e a volte anche nella leggenda.
78 anni di cui noi raccontiamo un aneddoto strappato al tempo e praticamente sconosciuto. Un aneddoto da campione.

Leggi tutto »



La nostra newsletter
Chiudi