D’annunzio, lo scudetto tricolore e la Roma

D'Annunzio, inventore di parole come nessuno, inventa anche lo scudetto tricolore. Ambito da tutti, vera icona del calcio giocato e anche parlato, di scudetti la Roma ne ha vinti tre e sognati molti, ma ne ha avuto uno in più, quello appuntato sulla maglia nella tourneé venezualana del 1953
COVER SCUDETTO 01

Tutti sono a conoscenza che la squadra di calcio che vince il campionato italiano di serie A, la stagione successiva ha il diritto di apporre sulla maglia lo scudetto tricolore.
Forse, però, non tutti sanno come è nata questa tradizione.
È stato Gabriele D’Annunzio, nato a Pescara il 12 marzo 1863 poeta, scrittore, drammaturgo, giornalista, militare, politico e tanto altro, straordinario anche nel realizzare immagini e ad inventare lo scudetto tricolore.

Dall’intuizione di Fiume al dopoguerra

A febbraio del 1920, durante l’occupazione di Fiume, venne organizzata una partita di calcio tra i Legionari di D’Annunzio, ed una Selezione locale ed Il Vate – così D’Annunzio era soprannominato – nella circostanza fece indossare ai suoi calciatori una maglia azzurra con applicato sul petto uno scudetto tricolore senza lo stemma sabaudo.

Nell’anno 1924 questo simbolo venne adottato dalle Autorità calcistiche nazionali ed apposto per la prima volta sulle maglie dei giocatori della squadra del Genoa che l’anno precedente si era laureata Campione d’Italia.

Questo emblema negli anni trenta venne accantonato e dopo che nella stagione 1941-1942  l’Associazione Sportiva Roma con capitano Guido Masetti aveva vinto con pieno merito il Campionato  Italiano Serie A, la stagione successiva sfoggiò sulla maglia, come le precedenti squadra vincitrice del titolo, lo stemma sabaudo affiancato dal fascio littorio. 

scudetto Roma 1942

Solo dopo la proclamazione della Repubblica Italiana lo scudetto tricolore tornò in auge definitivamente.
La prima squadra a fregiarsi di nuovo di questo simbolo fu il Grande Torino.

1953 La  Roma e la tourneé venezuelana

Eccezionalmente la Roma venne autorizzata ad applicare lo scudetto tricolore sulla maglia quale rappresentante dell’Italia nella tourneé che effettuò in Venezuela nel luglio-agosto 1953 con capitano Tre Re, per partecipare al torneo  internazionale per la “Coppa del Presidente della Repubblica”.
Lo scudetto aveva una forma diversa da quello classico. Era uno scudo “svizzero” con capo a tre punte e non  piano come il classico tricolore.  
Su questa partecipazione riportiamo quanto scritto da Ezio Saini  nella straordinaria raccolta Storia Illustrata della Roma.

L’estate della Roma fu operosa. Dopo due confronti internazionali all’Olimpico con gli inglesi del Charlton e i brasiliani della Juventus San Paolo, diciotto atleti giallorossi, compresi i nuovi acquisti (N.d.A. Ghiggia, Moro, Celio, Renzo Venturi e Pedrazzoli) spiccavano il volo da Ciampino a bordo di un possente quadrimotore, puntando su Caracas nel Venezuela. Il torneo per la “Coppa del Presidente della Repubblica” vide alle prese una volenterosa selezione venezuelana, un autentico squadrone brasiliano (il Corinthians), un “team” spagnolo (il Barcellona), nonché la nostra Roma, salutata dalla massa degli emigrati  come esemplare ambasciatrice di italianità. La Coppa fu ottenuta dal “Corinthians”, che, pur non essendo riuscita a conquistarsi le simpatie del pubblico, diede convincenti prove delle sue qualità eccezionali. La Roma si classificò seconda, alternando ad esibizioni ottime qualche partita meno persuasiva, ed ebbe la soddisfazione di sentirsi sostenuta dalla folla quasi come se avesse giocato…all’Olimpico. Il suo risultato più lusinghiero fsi registrò il 29 luglio quando il Barcellona fu piegato per 4-2. Gli spagnoli, che avevano chiuso il primo tempo in vantaggio di due reti, furono travolti dai giallorossi nella ripresa. Nel torneo il Barcellona, terzo classificato, raccolse più amarezze che allori. Eppure, nonostante i telegrammi di rimprovero giuntile dalla Federazione spagnola , la compagine si dimostrò degna della sua fama, fondata sul valore di uomini come Kubala, Gracia, Moreno ecc.. Quello di Caracas fu, in conclusione, un torneo più impegnativo del previsto. Molti giocatori negli intervalli delle partite, fecero uso di ossigeno, a causa del caldo e dell’altitudine di oltre mille metri, per poter rendere al massimo. I romanisti evitarono questa pratica, che provoca reazioni anche spiacevoli.   Rientrati a Roma i giallorossi ebbero un breve riposo….”

Quella vittoria sul Barcellona

Per l’importanza della vittoria sul Barcellona e per il prestigio che diede alla Roma, meritano di essere riportate le formazione giallorosse  autrici dell’impresa:
 I° tempo: Moro, Renzo Venturi, Cardarelli, Bortoletto, Tre Re, Arcadio Venturi, Ghiggia, Pandolfini, Galli, Bronèe, Renosto.
2° tempo: Moro, Azimonti, Cardarelli, Bortoletto, Renzo Venturi, Arcadio Venturi, Perissinotto, Pandolfini, Ghiggia, Celio, Tre Re.
Le reti romaniste vennero messe a segno da Perissinotto, Tre Re, Pandolfini (rig), ed ancora Pandolfini.

E poi ci sono le altre storie

Per vedere di nuovo lo scudetto tricolore sulla maglie della Roma si dovettero attendere le stagioni 1983-1984 con capitano Agostino Di Bartolomei e quella 2001-2002 con capitano Francesco Totti, successive a quelle trionfali dei rispettivi anni precedenti.

Ma queste sono altre storie.

 

Fabrizio Grassetti Avvocato Cassazionista, abbonato dal 1954, ha seguito la Roma in più di cinquecento trasferte nazionali e oltre cento europee. Fondatore-Presidente dell'Unione Tifosi Romanisti e del Centro Studi sulla storia della Roma, nel 2001 è stato nominato Cavaliere della Roma, nel 2003 socio ad honorem del Club giallorosso e nel 2013 membro della Commissione della Hall of Fame. Ha curato le grandi mostre sulla Roma ed ha scritto diversi libri e pubblicazioni sulla Società capitolina

ARTICOLI CORRELATI

BIBITARO

Gasperino er bibitaro

Stadio Olimpico. Curve anni settanta, nessuna copertura, ti bagni se piove, ti bruci col sole. Ma ci sono loro, Gasperino er bibitaro e Er Nocciolina. Tutta un’altra storia.

Leggi tutto »
ZOFF BARCELLONA 89"

Dino Zoff. Barcellona, minuto 89

Dino Zoff. Un gigante tra i pali. Non solo un portiere a difendere la porta, ma l’ultimo uomo a difendere una linea di trincea. Come in quel minuto 89 a Barcellona, il minuto che ha cambiato un Mondiale, quello che dopo qualche giorno avremmo vinto. Passati 40 anni da quel giorno e quel minuto, smessa la maglia e spirito immutato, Dino Zoff è un gigante della vita.

Leggi tutto »
Aldair

Aldair. Un marziano a Roma

Aldair, Pluto, Alda, ovvero tutti i nomi del campione. Una storia sportiva e umana che a Roma ha lasciato un segno talmente profondo, tanto da non averlo mai fatto uscire dal cuore dei tifosi.

Leggi tutto »

Un secolo di azzurro

100 anni di calcio della nazionale italiana raccontati con immagini e cimeli. Un viaggio nella passione, nelle sfide, nelle sconfitte e nelle vittorie degli uomini del grande cuore azzurro.

Leggi tutto »

Wilfred Nevill. La partita della Somme.

“…i Surreys hanno giocato la loro partita”. Richard Cadon Woodville scrive così su l’Illustrated London News per ricordare Wilfred Nevill, i ragazzi dell’8° East Surrey e la loro incredibile partita giocata il primo luglio 1916 nella Somme. In trincea per andare oltre le trincee.

Leggi tutto »
Ezio Pascutti

Ezio Pascutti, il talento del goal

Attaccante di grande coraggio e dal carattere polemico, Ezio Pascutti non era bello da vedere, giocava sui nervi e questo lo portava a sbagliare reti già fatte. Ma aveva un talento straordinario per segnare quelle che sembravano impossibili. E ne segnerà veramente tante

Leggi tutto »
Nicolò Carosio

Nicolò Carosio, lenticchie e whiskaccio

1 gennaio 1933. Appena ieri. Nicolò Carosio con la prima radiocronaca italiana di una partita di calcio, tra lenticchie e whiskaccio, inventa un linguaggio e segna la strada di un’epoca che ancora si mantiene giovane

Leggi tutto »
Fortunato Frezza

Fortunato Frezza, Cardinale in giallorosso.

C’è una storia giallorossa dentro l’annuncio di Papa Francesco che nel prossimo Concistoro del 27 agosto ordinerà 21 nuovi Cardinali. Tra loro c’è monsignor Fortunato Frezza,per trenta anni cappellano della Roma, trascorsi da portiere, grande tifoso romanista e da oltre 15 anni Cavaliere della Roma

Leggi tutto »
Antonio Del Greco

Carlo Ancelotti e la maglietta della felicità

Carlo Ancelotti non ha mai saputo della sua maglietta della felicità. Eppure tra una domenica allo stadio, rapinatori in trasferta, criminali improvvisati e il rapimento di un bambino, quella maglia esiste ed è arrivata al suo proprietario.

Leggi tutto »
Leo Messi

Leo Messi. 800 milioni in lacrime.

Le cose devono essere chiamate con il loro nome perché solo in questo modo mantengono la loro dignità. È lecito che Leo Messi cambi squadra e che lo faccia da professionista nella prospettiva di un guadagno personale. Ma le lacrime che vogliono raccontare una storia diversa le rispediamo al mittente.

Leggi tutto »



La nostra newsletter
Chiudi