mercoledì, 22 Settembre 2021

Ogni primo venerdì del mese Sportmemory e le sue storie
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Lo spogliatoio. Grammatica della felicità

Lo spogliatoio. Grammatica della felicità
(Photo credit: guillaumede germain
Nello Panzini
Se giocare al calcio significa muoversi dentro un paradigma di vita, senza alcun dubbio lo spogliatoio, con i suoi codici e simboli, ne diventa il laboratorio grammaticale della piccola felicità, quella che per tutta la vita ti ricordi. Se non ci avete mai fatto caso, allora vuol dire che non avete mai giocato in Categoria.

Le partite non iniziano e non finiscono mai in campo.
Le partite iniziano e finiscono nello spogliatoio.
E ogni spogliatoio ha una sua grammatica, ovvero un sistema ordinato di comunicazione non verbale popolato di segni e codici da decifrare e imparare a memoria.
Specialmente quando giochi in Categoria, che del calcio è un quasi un mondo a parte.

La porta

La porta dello spogliatoio della Categoria non si apre mai facilmente.
Il più delle volte la devi tirare a te, oppure devi spingerla forte.
Nel migliore dei casi, devi prestare orecchio per sentire lo scatto della chiave. 

I posti

I posti dello spogliatoio della Categoria sono già assegnati.
Entri e capisci da subito chi non è ancora arrivato dal posto vuoto.
E capisci anche chi è l’ultimo arrivato, quello che magari è venuto per provare, perché lo vedi che gira in cerca di un posto vuoto, quasi sempre accompagnato da un quello no!

Un peregrinare che, immancabilmente, finisce sempre nel posto più vicino al bagno.

Il bagno

Ecco, nella grammatica dello spogliatoio della Categoria, il bagno ha un posto ben preciso e raggiunge spesso livelli da leggenda metropolitana.
Il bagno dello spogliatoio della Categoria, infatti, fa paura!

Alcuni bagni sono provvisti addirittura di una porta, quasi sempre sfondata a calci da un calciatore espulso qualche anno prima e mai più riparata.
Quando invece la porta è ancora in piedi, è sempre senza serratura.
Lo scarico, poi, non funziona quasi mai, il rotolo di carta igienica è retto da un fil di ferro e tutto è immancabilmente bagnato …il rotolo e il fil di ferro.
Dentro la tazza, invece, c’è sempre un flacone di bagnoschiuma vuoto.

Regola non scritta, ma consolidata nel tempo, prevede che nel bagno dello spogliatoio della Categoria prima di entrare in campo si faccia la pipì.
Se sei preciso, poi apri un po’ d’acqua, altrimenti via così.

La fame

Nello spogliatoio della Categoria aleggia spesso anche lo spettro della fame perché c’è sempre chi non ha mangiato nulla dalla mattina e cerca disperatamente una merendina o altro.
E c’ è sempre anche chi disperatamente nasconde le proprie di merendine.

Le chiavi

Le chiavi dello spogliatoio della Categoria a fine allenamento non si trovano mai, e allora tutti a cercarle.
L’esito è scontato.
Alla fine si scopre che ce l’ha sempre l’ultimo arrivato che, puntualmente, non si ricorda mai dove le ha lasciate. 

Le docce

Le docce dello spogliatoio della Categoria sono territorio di frontiera e non hanno mezze misure: o ti arriva un getto tipo idrante dei pompieri o un rivoletto d’acqua che è poco più di una lacrima.
L’acqua delle docce dello spogliatoio della Categoria è quasi sempre bollente o fredda.
A rivelartelo è il tipo di imprecazione del primo che ci si infila sotto.

Se è fredda ci sono due scuole di pensiero: o ti vesti e te la farai a casa, oppure te la fai lo stesso mettendo in scena sotto l’acqua gelata qualcosa di simile a una danza tribale capace di evocare tutti i santi che conosci.

C’è però anche una terza via, quella del guardiano del campo, che si inizia a chiamare a squarciagola, girando in accappatoio e scarpini.
Per congiura astrale fine e assoluta, il guardiano non si trova mai se non dopo che tutti sono usciti.

Bagnoschiuma e altre cose

Nello spogliatoio della Categoria chi ha portato il bagnoschiuma, lo shampoo e l’asciugacapelli la prima volta, è obbligato a portarli per sempre perché chiunque li ha dimenticati è autorizzato a chiederglieli.
Quando tutto funziona nello spogliatoio della Categoria, il pavimento si trasforma in una laguna veneta nella quale regolarmente, ti cadono le mutande pulite e subito dopo un calzino.
Inspiegabile, ma è quasi sempre il calzino sinistro.
Quando lasci lo spogliatoio della Categoria c’è sempre quello che ci mette un sacco di tempo ad asciugarsi i capelli.
Tu lo saluti e lui non ti sente.

Il gran finale

Quando esci guardi il campo senza luci
Nella partitella hai giocato bene ed eri tra i titolari.
Domenica dovresti giocare.

Capisci così che la grammatica dello spogliatoio di Categoria altro non è che grammatica della felicità.

 

Nello Panzini nasce a Roma l'8 agosto del 1947, oggi pensionato Telecom con "buona memoria", si diverte a raccontare lo sport di una volta ed il contesto storico nel quale si praticava. Tuttora tesserato con il Real Tuscolano nel quale, vista l'età, fa quello che può.

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