Pedro Manfredini. Il Piedone di Roma

Manfredini

Pedro Manfredini, il Piedone di Roma, argentino d’Italia. Talento del goal, capocannoniere, maestro di triplette che il popolo giallorosso non ha mai smesso di ricordare e amare.

La memoria del campetto

campetto via Lemonia Roma

Una fotografia che buca il tempo e che racconta di un mondo. Il mondo dei campetti, sterrati di gioco e di vita che hanno costellato la geografia e la memoria urbana di tutte le città che crescevano intorno a sé stesse. Luoghi irripetibili che aleggiano ancora nel racconto di chi li ha vissuti.

Battaglie volanti. Il colpo di testa tra tattica ed estetica

Battaglie volanti. Colpo di testaFabio Cannavaro

Cercato, ambito, temuto,il gioco di testa rischia di sparire dai campi? Protagonista indiscusso dell’estetica del calcio, gesto tecnico ambivalente, buono sia per la difesa e sia per l’attacco, il colpo di testa sopravviverà a nuove tattiche e a insorgenti preoccupazioni per l’intergrità fisica dei calciatori?

Totò, Sordi, Banfi. Quando il calcio è cinema.

Borgorosso

C’è il calcio giocato, sogni inseguiti, qualcuno infranto. Poi c’è il calcio raccontato, anche questo con sogni inseguiti e qualcuno infranto. Grande giacimento di cultura popolare, il calcio non è mai sfuggito al cinema, che ne ha preso spunto per raccontare storie e tipi umani in tutti i suoi linguaggi, dal comico al goliardico sino a quello intimo e a volte drammatico. Cinema d’autore, cult movie o anche b-movie, quando il cinema ha incontrato il calcio è sempre stato uno spettacolo.

Dino Zoff. Barcellona, minuto 89

ZOFF BARCELLONA 89"

Dino Zoff. Un gigante tra i pali. Non solo un portiere a difendere la porta, ma l’ultimo uomo a difendere una linea di trincea. Come in quel minuto 89 a Barcellona, il minuto che ha cambiato un Mondiale, quello che dopo qualche giorno avremmo vinto. Passati 40 anni da quel giorno e quel minuto, smessa la maglia e spirito immutato, Dino Zoff è un gigante della vita.

Curva Sud. Tradizione e Distinzione

Curva Sud

Curva Sud. Tradizione e distinzione, non solo parole, non solo un vecchio striscione, ma uno stile che supera il tempo, trasmesso di padre in figlio, da fratello a fratello. Anima nostra, romana e romanista.

Vujadin Boškov, oltre gli aforismi

Vujadin Boškov

Al di là delle citazioni che ne ricordano il tratto ironico e comunicativo, la storia della carriera dell’allenatore Vujadin Boškov racconta tanto della sua cultura del lavoro e dei successi ottenuti.
I successi non solo di un tecnico di valore, ma di una persona perbene.

Francesco Fiorini. La Roma di famiglia

Francesco Fiorini

Un racconto in prima persona di Roma, della romanità e del tifo giallorosso, passione che Francesco Fiorini respira da sempre. Complice, ovviamente, papà Lando, indimenticato artista che ha amato Roma e la Roma senza mezze misure. Il racconto della passione di una vita che si trasmette di padre in figlio, ieri e anche domani.

Sebino Nela. Correndo, correndo…

Sebino Nela

Sebino Nela. L’Incredibile Hulk per il popolo giallorosso. Grinta, tenacia e forza da vendere che ne hanno fatto un protagonista in campo e fuori, simbolo di indimenticate stagioni romaniste. Proprio come le sue corse sulla fascia per portare palla e far salire tutti. In campo, certo, ma anche nella vita.

Giacinto Facchetti. Il campione con il sorriso

Giacinto Facchetti

Giacinto Facchetti. Un campione, una maglia, un sorriso. A noi, oggi, sedici anni dopo il suo cambio di campo, piace immaginarlo dall’altra parte con la stessa maglia e lo stesso sorriso.

Herbert Kilpin, Garibaldi e il Milan

Herbert Kilpin

Herbert Kilpin unisce con un filo rosso Nottingham, Milano e Garibaldi. O meglio, il filo è rosso e nero. Venuto da Nottingham per convertire le genti al gioco più bello del mondo, Herbert Kilpin ha il fuoco dentro, lo stesso fuoco sacro dell’eroe dei due mondi che a Nottingham amano tutti. Ma non solo; Herbert Kilpin cerca il momento giusto. L’appuntamento con il destino è il 16 dicembre 1899. Nasce il Milan. La maglia è rossonera, la leggenda anche.

Calcio d’estate. Storie di cuore, miracoli e promesse

Boniek

Il calcio d’estate e le sue storie, alcune fugaci, altre improbabili, ma tante che hanno invece lasciato il segno nella storia della Roma e nel cuore dei tifosi. Tra cessioni avventate, acquisti eccellenti e promesse mancate la seconda parte di una storia da precampionato.

La carezza di Bonucci

Bonucci e Furino

La carezza di Bonucci a Giuseppe Furino. La maglia, certo. Il testimone passato da capitano a capitano come se fosse un moto circolare di eterno ritorno. Ma l’anima del momento è la carezza, gesto desueto, codice disperso, commozione che si fa gesto. Per questo noi ne parliamo.

Alessia Russo. La favola di una leonessa

Alessia Russo. Dal sogno rapito di una bambina che sulla spiaggia di Nettuno guardava i fratelli più grandi giocare a calcio , al sogno praticato di essere tra le migliori giocatrici di Inghilterra 2022. E quindi, da campionessa d’Europa, del Mondo.

Uwe Seeler. Attaccante.

Uwe Seeler

Uwe Seeler. Attaccante. Una leggenda per l’Amburgo. Un pezzo di storia del calcio tedesco e anche un po’ per noi con quel suo colpo di testa impeccabile che fece pareggiare Mueller portando la Germania sul 3 a 3 nella Partita del Secolo. Per un minuto interminabile tutto sembrò compromesso, poi le cose andarono diversamente.
Anche per questo, salutiamo e rendiamo omaggio a un attaccante che ha cambiato campo.

Tom Cruise. Quando Top Gun giocava a calcio

Top Gun

Tom Cruise, il ragazzo eterno di Hollywood, 60 anni che sembrano 30. Top Gun nel 1986 e Top Gun anche oggi, sembra aver fatto un patto con il Tempo , capace di fermarlo a piacimento. O forse è solo una questione di passione. Proprio come quella per il calcio che non lo ha mai abbandonato.

1982. Di quel Mondiale ridateci l’urlo

1982 Mondiale Tardelli

Il Mondiale del 1982, quaranta anni esatti oggi. Se poteste chiedere indietro qualcosa, cosa chiedereste? Io non ho dubbi. Di quel Mondiale chiederei indietro l’urlo.

Calcio d’estate. Il caso Falcao

falcao

Quando il campionato finisce, si inizia a giocare il calcio d’estate, una specie di fantacalcio che trasforma tutti in procuratori, opinionisti, immancabilmente allenatori e qualche volta persino in calciatori. Quasi sempre visionari. Qualche volta, però, i sogni si avverano.

La rabona. Una firma dai passi incrociati

rabona

Una simmetria misteriosa, spiazzante. Un gesto atletico che va oltre le regole, un gesto non per tutti, anzi, per pochissimi. Talmente pochi che quando irrompe sul campo di calcio diventa quasi sempre storia. È la rabona, più che una parola e un gesto misterioso, vera fantasia al potere. Delle gambe.

Zona Cesarini

Cesarini

Imprevedibile, il goal che non ti aspetti. No, non è vero. Speri che accada, temi che accada: fino all’ultimo respiro di una partita sul filo. Se la palla va dentro – si esulta, ci si dispera – se sei italiano pensi a lui. Pensi a Renato Cesarini, quello della Zona Cesarini. Che fermò il tempo che è di Dio, ma da quel giorno un po’ anche suo. 

Ezio Pascutti, il talento del goal

Ezio Pascutti

Attaccante di grande coraggio e dal carattere polemico, Ezio Pascutti non era bello da vedere, giocava sui nervi e questo lo portava a sbagliare reti già fatte. Ma aveva un talento straordinario per segnare quelle che sembravano impossibili. E ne segnerà veramente tante

1958 Napoli-Juventus. Mai una partita qualunque

Napoli- Juventus

Un 4 a 3 storico, per il tifo napoletano forse anche più di quello di Italia-Germania all’Azteca nel 1970. Una partita epica quel Napoli-Juventus del 20 aprile 1958, una vittoria che diventa gioia incontenibile di popolo e che oggi possiamo rivivere negli scatti di Riccardo Carbone.

Piero Schiavazzi. L’Oltretevere giallorosso

Piero Schiavazzi

Piero Schiavazzi, cavaliere della Roma, giornalista, vaticanista, ci svela il tratto dell’Oltrevere giallorosso, quello che spesso si è affiancato e sovrapposto con il suo lavoro. Come la sera del terzo scudetto, ad esempio. Ma soprattutto raccoglie e rilancia una suggestione. È tempo di invitare il Papa al derby?

United 2026. Il Mondiale che cambierà tutto

United 2026

Alle vigilia dei Mondiali del 2022, possiamo già pensare ai Mondiali del 2026? Assolutamente sì perché United 2026 saranno radicalmente diversi da tutti i Mondiali precedenti. Grandi distanze, fusi orari diversi, condizioni climatiche diverse e, come se non bastasse, 48 finaliste contro le attuali 32. È abbastanza per dire che i Mondiali del continente americano cambieranno tutto?

Fernando De Napoli. Una vita da mediano.

Fernando De Napoli

Dal passato nell’Avellino al Napoli di Diego Armando Maradona, fino al Milan dei Tulipani, passando per il Rimini di Arrigo Sacchi, una vita al servizio del centrocampo per l’ex calciatore irpino

Il Viaggio degli Eroi. Il docufilm

Azzurri Il viaggio degli Eroi

A quarant’anni dall’impresa degli azzurri di Bearzot, un docufilm ci porta indietro nel tempo e ci fa rivivere le emozioni mai sopite di quel fantastico Mundial del 1982.

Azzurri. Il viaggio degli eroi

Il viaggio degli eroi

Se c’è stato un tempo del sogno azzurro, sicuramente è stato in quel Mondiale spagnolo nel 1982. Quando tutto sembrava per essere perduto, tutto invece accadde. Un’avventura del calcio azzurro che il film di Manlio Castagna, con protagonista d’eccezione Marco Giallini, racconta toccando le corde che più ci sono care.

Ettore Viola. Il figlio che ti aspetti.

Ettore Viola

Ettore Viola si racconta nell’incontro con i Cavalieri della Roma. Una storia di calcio e di amore dove la Roma è parte inscindibile del suo panorama emotivo e familiare, una Roma vissuta da tifoso, da figlio di un Presidente indimenticabile e da dirigente della società.

Wilfred Nevill. La partita della Somme.

“…i Surreys hanno giocato la loro partita”. Richard Cadon Woodville scrive così su l’Illustrated London News per ricordare Wilfred Nevill, i ragazzi dell’8° East Surrey e la loro incredibile partita giocata il primo luglio 1916 nella Somme. In trincea per andare oltre le trincee.

Federale 102

Federale 102

Dopo quasi 90 anni il mitico Federale 102, il pallone ufficiale del Mondiale 1934 (giocato in Italia e vinto dalla Nazionale del grande Vittorio Pozzo), è tornato finalmente a casa, a Roma, dove tutto ebbe inizio.

El Trinche. Maglia numero 5.

El trinche

Non tutti lo conoscono, ma chi lo ha conosciuto lo ricorda bene. Soprattutto chi lo ha incrociato su un campo di calcio. Si chiama El Trinche e sa fare una cosa sola, giocare a pallone meglio di tutti. A modo suo. La lunga storia del Maradona che non è mai stato. 

Roma. Le mie finali…

Roma Conference League 2022

Le mie finali. Attese e immaginate, tante. Ma anche giocate, qualcuna. Le mie finali di cuore e di passione sono pietre miliari della storia di un amore unico e grande:la mia Roma

Figurine. Incollate nell’immaginario.

Figurine

Croci e delizie di scrupolosi collezionisti o semplici appassionati, attraverso le riproduzioni dei calciatori che rappresentano, le figurine raccontano anche la società e i suoi cambiamenti.

Fortunato Frezza, Cardinale in giallorosso.

Fortunato Frezza

C’è una storia giallorossa dentro l’annuncio di Papa Francesco che nel prossimo Concistoro del 27 agosto ordinerà 21 nuovi Cardinali. Tra loro c’è monsignor Fortunato Frezza,per trenta anni cappellano della Roma, trascorsi da portiere, grande tifoso romanista e da oltre 15 anni Cavaliere della Roma

Salernitana. Una storia che fa bene al calcio

Salernitana

Due volte in serie A e due volte retrocessa per un punto, alla sua terza volta la Salernitana proprio per un punto rimane in A. Un punto guadagnato sul campo, ma anche sugli spalti, con un tifo che anche nei momenti più difficili ha partecipato in maniera corale al destino della sua squadra e non l’ha mai abbandonata. Un punto di merito che può fare la differenza. Sicuramente il punto che fa della Salernitana una bella storia di calcio.

Amedeo Amadei. L’emozione del primo goal

Amedeo Amadei

Amedeo Amadei il 9 maggio 1937, a Lucca, tocca il cielo con dito. Segna il primo dei suoi 111 goal che lo faranno diventare una bandiera della Roma. Il primo goal di un amore assoluto che, anche quando cambierà maglia, gli farà rimanere quella giallorossa tatuata sulla pelle

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