Giovanni Improta, il Baronetto tra calcio e musica

Uomo raffinato come il suo talento, centrocampista d’altri tempi, esteta e fine conoscitore di calcio, Baronetto per investitura di Posillipo e di un signore del calcio raccontato come Antonio Ghirelli, Giovanni Improta, con quel sangue azzurro che gli scorre nelle vene, di Napoli è figlio prediletto.
Nottingham Forest. Trionfi, oblio e ritorno

Nottingham Forest, l’avventura del calcio, paladini dell’altro ieri protagonisti del miracolo delle due Coppe dei Campioni come Brian Clough, Tony Woodcock e Trevor Francis, poi l’oblio che sembrava non voler finire mai e infine il ritorno con i paladini di ieri come Brice Samba. Il calcio che ci emoziona è fatto così.
Oronzo Pugliese. Il vero allenatore nel pallone

Tutti amiamo e conosciamo a memoria il film, girato quasi quarant’anni fa, in cui Lino Banfi interpreta l’iconico allenatore Oronzo Canà. Ma non tutti conoscono o ricordano Oronzo Pugliese, l’allenatore realmente esistito a cui l’attore si ispirò per creare il suo memorabile personaggio.
Pelé. Quel giorno all’Olimpico

Io c’ero quel giorno all’Olimpico. Erano i primi anni sessanta, se poi fosse Roma-Santos del ’60, del ’61 o del ’63, lasciatemi il dubbio della memoria. Però io c’ero e Pelé l’ho visto veramente giocare. L’ho visto e lui sì che me lo ricordo come fosse ieri.
Perù. Una storia da mondiale

Brasile 5, Argentina 3, Uruguay 2. Dieci mondiali di calcio. È dura in Sudamerica per tutte le altre selezioni. Il Perù non è mai andato oltre il quarto di finale. Eppure vanta un record tutto suo.
Derek Dougan. L’amico di George Best ossessionato dal rock psichedelico

L’arguto baffetto di Derek Dougan, amabile ribelle di un calcio di periferia, ci ricorda le origini operaie e sociali del football. Anni andati, di uno sport che si divideva tra passione e voglia di evadere. Derek, bomber, stile irlandese e amico di un genio assoluto come Best, fu girovago del calcio, ma talvolta a fregarlo fu la sua immensa ossessione per il psychedelic-rock. A ricordarlo, i lupi gialli delle “Wolves” e soprattutto il misterioso singolo “A Goal for Dougie”.
Jürgen Sparwasser. Quando la Germania Est scrisse la sua storia

Estate 1974. Un altro mondo, sicuramente un altro calcio. La Germania Ovest ospita la Coppa del Mondo e il 22 giugno, ad Amburgo, in campo si parla solo tedesco. La Germania Est non ha una grande storia calcistica, ma la sua storia la scrive proprio quel giorno. Protagonista assoluto Jürgen Sparwasser.
Calcio in TV. La prima volta della Nazionale

Il 24 gennaio 1954, dopo sole tre settimane dall’inizio ufficiale delle trasmissioni in Italia, l’Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche (Eiar), appena diventato Rai (Radiotelevisione italiana), trasmette la sua prima partita della Nazionale: Italia-Egitto 5-1.
Ina Casa. Una storia di calcio di quartiere

Ina Casa, poi campo Moscarelli, asse tuscolano della periferia romana. Una piccola storia preziosa del calcio romano raccontata in prima persona da un testimone che ha vissuto il campo e il quartiere. Una piccola storia, una di quelle che maturano lontano dai riflettori e dalle prime pagine. Una piccola storia che a noi piace chiamare grande.
Roma – Los Angeles. Una coppia da Oscar

Los Angeles si tinge di giallorosso con l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale vinto da “Anatomia di una caduta”, coprodotto dalla Neon di cui è socio Dan Friedkin, e con la sciarpa dell’Amministratore Delegato di Rai Cinema, il Cavaliere della Roma Paolo Del Brocco.
Gordon Cowans. L’ultimo tra i campioni

Gordon Cowans, una vita spesa tra l’Aston Villa e il Bari, non è tra i miei dieci migliori giocatori di tutti i tempi. Forse neanche tra i vostri. Non so voi, ma io lo metto all’undicesimo posto. Il fatto è che per me Gordon Cowans è indimenticabile.
Ska-P. Il punk operaio della Republica de Vallekas

I Bukaneros, ultras del Rayo Vallecano sono il grido proletario ed unito di una periferia a sud-est di Madrid che tra lotte sociali ed operaie si raggruppa sotto la bandiera del Rayo Vallecano. Il loro urlo, identitario, che proprio quest’ anno compie trent’anni di onorato punk, si nutre dell’energia degli Ska-P. Zero pretese, da sempre si punta alla salvezza o al massimo al centro classifica. “Como un Rayo”, inno antifascista e contro il razzismo è un simbolo e idioma di un calcio umile e dal basso.
Coppa Rimet. Novanta anni dopo

La prima volta in Europa per la Coppa del Mondo tenacemente voluta da Jules Rimet. Una prima volta nostra, che la organizziamo e la vinciamo anche. Merito di tutti, merito di tanti, merito suo, di Vittorio Pozzo, l’alpino allenatore, l’unico che la vincerà per due volte. La grande storia del nostro calcio nazionale, inizia così.
Ernesto Alicicco. Medico e galantuomo di campo

Primi anni ’80, la mia squadra era l’INA Casa, il nostro campo il Moscarelli al Tuscolano, periferia di Roma. Con noi c’è Ernesto Alicicco che per 24 anni sarà il medico dell’AS Roma. Deve insegnarci le pratiche di primo intervento in campo, ma in effetti ci insegna molto di più. A noi, ai calciatori e anche alle loro mamme.
Quando la Curva Sud giocò al Flaminio

17 giugno 1997, lo stadio Flaminio è tutto giallorosso. Quello per cui Luisa Petrucci, suor Bertilla Cafagna, io e altri tifosi avevamo lavorato da mesi, sta per accadere: la Curva Sud scende in campo per giocare. Il motivo? Una buona causa di nome Madalina.
Demetrio Stampacchia. L’arbitro che morì due volte!

La categoria degli arbitri è sicuramente quella più vituperata sui campi di calcio di tutto il mondo. Sempre sospesi in un equilibrio precario tra le accuse di incapacità e di malafede, spesso ci dimentichiamo che arbitrare una partita di pallone è impresa decisamente ardua. Demetrio Stampacchia da Nola, quella partita l’avrà ricordata a lungo…
Zamora. Il portiere divino

Campione, artista, figura politica enigmatica, sex symbol, poderoso bevitore di cognac e fumatore compulsivo. Con un nome da film, la vita di Zamora sembra veramente uscita da una sceneggiatura. Invece no. È tutto vero e lui è stato solo un portiere. Uno dei più grandi di sempre.
Rimpalli. L’ode alla gioia di Teodoro Lorenzo

Dalle tinte autobiografiche, “Rimpalli” traccia uno spaccato dell’Italia che solo chi l’ha vissuto può fare. Partendo da un racconto personale, Teodoro Lorenzo descrive una vita passata dietro un pallone e accanto agli amici di sempre.
Giacomo Losi. In bocca al lupo Capitano!

88 anni, 405 maglie giallorosse, 305 fasce da Capitano e un cuore che non ha mai fatto differenze tra sacrificio e passione. Giacomo Losi ha cambiato campo e adesso si starà già riscaldando per la prossima partita. Con l’onore di averlo avuto nell’Associazione sin dal 2000, i Cavalieri della Roma oggi lo salutano così.
eSport. Calcio virtuale, emozioni reali

Presentate al Rome Videogame Lab le opportunità di sviluppo nelle attività eSports promosse dalla FIGC – Lega Nazionale Dilettanti
Genoa comunque e ovunque

Una grande storia di calcio, tifo, cuore e passione. Un ritratto corale, una comunità che fa quadrato intorno a passato, presente e futuro. “Genoa comunque e ovunque”, film prodotto da Mattia Mor di Emotion Network e Livio Basoli di Dude Originals per la regia di Francesco G. Raganato, arriva in sala e promette emozioni.
Gigi Riva, Zagor e Tex Willer

Giocavamo con le Superga in tela blu, i mocassini e persino gli improbabili sandali estivi, ma chi di noi non ha urlato mentre smarcava e spintonava per arrivare a rete “…Rivaaa, Rivaaa, ecco Riva…tiro…goaaaallll!!!” e poi via, braccia al cielo proprio come fossimo lui. Proprio lui che nessuno di noi era, ma che tutti noi sognavamo di essere.
Italia – Ungheria. Dalla disfatta del ’24 al riscatto del ’38

Quattordici anni. Una storia che inizia nel 1924 quando i danubiani sono maestri veri e noi ci stiamo inventando. Una storia che inizia male: il 6 aprile del ’24 a Budapest perdiamo 7 a 1. Non accadrà mai più. Una storia che finisce bene: a Parigi, il 19 giugno del ’38, quando battiamo l’Ungheria e ci portiamo a casa il secondo Mondiale. È l’Italia di Vittorio Pozzo, l’allenatore più vincente e più dimenticato della nostra Nazionale
Gipo Viani e Nereo Rocco. Italians do it better

Difesa, libero, catenaccio, gioco all’italiana. Definizioni che ci siamo tatuate addosso, una seconda pelle che abbiamo portato in giro sui campi di tutto il mondo, provocando fastidio e malcelata invidia, sberleffi e risultati, tirando fuori il nostro intrinseco carattere e talvolta anche sangue dalle rape.
Il portiere. Quello vero

Una storia di campo. Un campo della popolosa e popolare periferia romana. La storia di un portiere, uno che “poteva”, ma al quale un destino di traverso gli ha fatto perdere il treno, quello delle grandi occasioni. Poi è tornato a giocare sullo stesso campo. Sempre in porta, naturalmente, e ai bambini che gli chiedono come si fa a diventare portiere, lui svela un segreto.
Totonno Juliano. Nunn’ ‘e penzà!

Lo scorso 13 dicembre, pochi giorni prima del suo 81esimo compleanno, ci ha lasciato Antonio Juliano, per tutti semplicemente “Totonno”. Fu bandiera del Napoli prima da calciatore e poi da dirigente. La sua è la figura carismatica di un calcio mitico che ormai non esiste più.
CUCS. Quattro lettere difficili da dimenticare

Ogni anno il 9 gennaio mi assale il ricordo di una vita di Curva Sud. Il ricordo di quando e di come apparve per la prima volta lo striscione del CUCS. Il ricordo di quando e di come quello striscione apparve per l’ultima volta. Un ricordo amaro che non passa e che rimane come la fede.
Il calcio di Natale

Il calcio è festa. Il calcio e le feste. La nostra serie A e il Santo Natale, incontri rari e per questo preziosi.
Faruk Hadžibegić. Quel rigore tra calcio e guerra

Un calcio di rigore cambia un destino. Di un giocatore, di una partita, di un campionato. A volte anche di una terra. Faruk Hadžibegić non poteva sapere che tornando a casa dopo l’eliminazione della Jugoslavia da Italia ’90, il mondo, il suo mondo, sarebbe andato a soqquadro e il destino, il suo destino, sarebbe stato a lungo girovago.
Mister Panzini

Sì, inutile girarci intorno. Sono passati tanti anni dalla prima volta, eppure mi fa ancora effetto quando mi chiamano così. Mister è una parola con dentro un mondo intero, formula magica capace di aprire porte misteriose. Sullo sfondo del quartiere Tuscolano di Roma, questa volta ho deciso di raccontare una storia che conosco meglio delle altre: la mia. La storia di una vita iniziata in un campetto, passata per un campo e proseguita su una panchina. Andata e ritorno di un moto circolare che si chiama vita.
Cavalieri della Roma. Nozze d’argento con i nominati del 2023

Parterre d’eccezione per le nomine dei Cavalieri della Roma in occasione del venticinquesimo anniversario dell’Associazione. La prestigiosa investitura va a Francesco De Gregori, Noemi, Zibì Boniek e ad altri dieci tra imprenditori, manager, magistrati e professionisti, tutti testimoni e protagonisti di assoluta fede giallorossa.
Piotr Zieliński. Calcio e cuore

In una stagione segnata dall’irruzione sul mercato dei dollari arabi che attirano campioni in piena attività in un campionato meno che mediocre, Piotr Zieliński, in totale controtendenza, preferisce decurtarsi lo stipendio e rinnovare il contratto con il suo Napoli. Ma Piotr è prima di tutto un grande uomo, dai valori importanti, cristallini. Il suo impegno nel sociale, sebbene mai esibito, è encomiabile e ci fa capire perché in Patria, al di là delle sue indiscusse qualità tecniche, tutti lo amino.
Taranto. Il sogno della serie A

Una storia di calcio e non solo. Parliamo del Taranto della stagione 1977/78, di una durissima sfida con l’Ascoli e della tragedia del bomber Erasmo Iacovone.
Il dottor Socrates. La revoluciòn, il tacco proletario e Toquinho

Il dottore che giocava al pallone come pochi. Il dottore che era un filosofo prima ancora di essere un calciatore. Il dottore che sognava e accarezzava la rivoluzione. Già a scrivere così, il nome viene da solo: Socrates, campione a casa sua, meteora a casa nostra, indimenticabile per tutti.
Megan Rapinoe. Quando il calcio sa usare la voce

Tra le atlete di maggior talento del calcio femminile a stelle e strisce, per Megan Rapinoe è arrivato il momento di togliere gli scarpini. 127 goal in carriera, ma soprattutto un impegno da protagonista contro le discriminazioni. Una voce che continuerà ad alzare a vantaggio di tutti.
Bobby Charlton. Signore del calcio

Una bandiera, un simbolo. Questo è stato Bobby Charlton per il Manchester United, l’Inghilterra e per chiunque ami il calcio. Una vita di campi, goal, applausi e successi. Una vita che ha saputo vivere anche fuori dal campo, impegnandosi in attività di assistenza e beneficienza. Una vita con tre anni di silenzio, gli ultimi, quelli della demenza senile. Mi piace pensare che anche quelli siano stati anni di gioia in cui, semplicemente, ha parlato una lingua che potevano capire solo i suoi fratelli, i Busby Babes andati avanti prima di lui.