Amedeo Amadei. L’emozione del primo goal

Amedeo Amadei

Amedeo Amadei il 9 maggio 1937, a Lucca, tocca il cielo con dito. Segna il primo dei suoi 111 goal che lo faranno diventare una bandiera della Roma. Il primo goal di un amore assoluto che, anche quando cambierà maglia, gli farà rimanere quella giallorossa tatuata sulla pelle

Quella Pasqua del 1951

partitella tra bambini

Pasqua 1951. Durante le vacanze scolastiche, in un prato qualunque del nord Europa, dei bambini giocano una partitella che si chiama vita.

Scusa Ameri…scusa Ameri…

Enrico Ameri

Enrico Ameri passa dall’altra parte del campo il 7 aprile 2004. Ricordarlo oggi significa tornare al mistero del calcio raccontato senza urla, ma con garbo e stile. E oggi “…scusa Ameri…” non è più solo un ritmo, ma un’ammissione di colpa per quello che siamo riusciti o non riusciti a fare dopo.

Edmondo Fabbri e “la Corea”. Una sconfitta definitiva

Edmondo Fabbri

Edmondo Fabbri, uomo perbene, allenatore della squadra italiana eliminata dalla Corea del Nord al primo turno dei Mondiali del 1966. Una ferita mai rimarginata che si è portato dentro per tutta la vita. Ma erano altri tempi e, anche nella sconfitta, altra pasta di uomini

Calcio, terra e polvere

Calcio periferia

Calcio, terra e polvere che seccava la gola e si attaccava alla pelle sudata. Quando andava bene. Altrimenti era fango scivoloso o indurito al primo sole. I campi della periferia romana degli anni sessanta non erano solo campi da calcio, erano un mondo.

Ezio Vendrame. Una vita in fuorigioco

Ezio Vendrame è stato un irregolare, ha dedicato al sua vita al calcio, ma soprattutto l’ha dedicata a essere un uomo libero. Cosa rara ieri, forse impossibile nel calcio di plastica dei nostri giorni.

L’incredibile storia del salesiano centravanti di Mao

Giuseppe Ho salesiano

Don Giuseppe Ho, salesiano, centravanti. Potrebbe sembrare una storia normale, ma non lo è. Questa è la storia dispersa del salesiano che negli anni della persecuzione dei cristiani in Cina diventa centravanti e capitano della Nazionale di Mao che nel 1952 gioca contro la Grande Ungheria di Puskas. Di lui abbiamo trovato una traccia che risale a metà anni ’60. Dopo solo oblio.
Se oggi potesse raccontare la sua storia, siamo sicuri che la racconterebbe così.

Il campetto della Subaugusta

campetto

Ci vediamo sul campetto, quello di via Subaugusta, vicino il muro di cinta di Cinecittà.  Alle tre in punto, noi giochiamo con la maglietta bianca, voi tutti gli altri colori.

D’annunzio, lo scudetto tricolore e la Roma

D’Annunzio, inventore di parole come nessuno, inventa anche lo scudetto tricolore. Ambito da tutti, vera icona del calcio giocato e anche parlato, di scudetti la Roma ne ha vinti tre e sognati molti, ma ne ha avuto uno in più, quello appuntato sulla maglia nella tourneé venezualana del 1953

Il calcio aVARiato

VAR

Una riflessione laica sul VAR. Una riflessione che tra gioco, filosofia e tecnologia, sottolinea il progressivo smarrimento del senso del gioco. Una riflessione che mette in campo la necessita di scegliere tra calcio e calcio aVARiato.

Paolo Sollier. Il rivoluzionario del pallone

Paolo Sollier

Paolo Sollier, un anno in serie A con il Perugia e una vita passata su campi e campetti, da calciatore e da allenatore. Sempre senza perdersi, sempre pronto alle sfide in campo e fuori. Sempre pronto a chiudere il pugno e ad alzarlo in faccia a tutti.

Stalin. Quel giorno sulla Piazza Rossa

Calcio in piazza Rossa

Quel giorno in una piazza Rossa trasformata in campo sintetico, Stalin assiste a una partitella e si diverte. È 6 luglio del 1936: il calcio sovietico nasce quel giorno.