Federale 102

Dopo quasi 90 anni il mitico Federale 102, il pallone ufficiale del Mondiale 1934 (giocato in Italia e vinto dalla Nazionale del grande Vittorio Pozzo), è tornato finalmente a casa, a Roma, dove tutto ebbe inizio.
Federale 102

Vero e proprio oggetto “cult” per tutti coloro che praticano il collezionismo e amano il gioco del calcio. Cimelio di indiscutibile, inestimabile e assoluto valore, il Federale 102 sembrava scomparso per sempre dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale e destinato a rivivere soltanto attraverso vecchie pubblicità del tempo e ricordi sbiaditi di ex calciatori.
Dopo quasi 90 anni, invece, il mitico Federale 102, pallone ufficiale del Mondiale 1934 vinto dalla Nazionale del grande Vittorio Pozzo è tornato a casa. Ne parliamo in esclusiva con Aldo Rossi Merighi, Presidente della Associazione S.Anna, promotore della mostra itinerante Un Secolo d’Azzurro, protagonista della caccia al pallone e dello straordinario ritrovamento.

Rossi Merighi, riportando in Italia il mitico Federale 102, è riuscito in un’impresa che sembrava impossibile: anche i cacciatori di cimeli più esperti si erano rassegnati dopo decenni di delusioni, ricerche vane, e falsi più o meno d’ autore…

Devo ammettere che anche io mi ero rassegnato alla sconfitta. A dire il vero era l’ unico cimelio che mancava nella nostra mostra Un Secolo d’Azzurro che ricostruisce, dal 1890 al 2022, la storia della Nazionale italiana di calcio.
Il Federale 102, a mio avviso, non è solo un pallone da calcio è il pallone da calcio.
Uso l’articolo determinativo perché per noi italiani il suo valore storico è al di sopra di ogni altra sfera di cuoio. Basti pensare che è stato il primo modello da football realizzato in Italia (tutti i palloni venivano importati dall’Inghilterrra) e venne utilizzato nella vittoriosa  finale contro la Cecoslovacchia che ci laureò, per la prima volta, Campioni del Mondo, aprendo, di fatto, alla nostra Nazione, le porte del grande calcio. È vero, sembrava perso per sempre perché venne fabbricato in pochissimi esemplari ed utilizzato, durante il Mondiale italiano, in massimo quattro-cinque partite compresa, come detto, la finalissima. È bene ricordare, infatti, che in quella competizione le squadre preferirono un altro pallone, lo Zig Zag inglese, e che nei campionati di Serie A dell’epoca si giocava con il classico  Globe a dodici pannelli.
È molto complicato, forse impossibile, fare una stima esatta di quanti Federale 102 vennero realizzati per il Mondiale 1934, ma credo che se azzardassimo un centinaio di esemplari non andremmo troppo lontani dalla realtà. A mio avviso, il Federale 102 fu, infatti, un chiaro ed eclatante  esempio della propaganda fascista: l’allora Duce d’Italia, Benito Mussolini, volle mettere il suo sigillo sul pallone ufficiale della competizione dandogli, appunto, il nome di una delle cariche più importanti del Fascismo, ma poi non amando troppo il calcio non ebbe alcun interesse a proseguire la sua fabbricazione, tantomeno la distribuzione.

Mondiale 1934
(1934. L’italia di Vittorio Pozzo è Campione del Mondo)

Può raccontarci i dettagli dell’operazione: ricerca mirata o colpo di fortuna? 

La fortuna non è altro che l’opportunità che incontra l’esperienza, la competenza, lo studio, e nel mio caso anche la passione. Quasi un anno fa durante una delle nostre mostre venni avvicinato da un ragazzo ungherese che mi disse di aver conservato alcuni cimeli calcistici appartenuti al nonno che aveva lavorato nella grande Ungheria degli Anni 30 e 40, e che gli avrebbe fatto molto piacere che fossero esposti all’interno del nostro museo itinerante. Pensavo fosse una semplice chiacchierata, come capita tantissime volte, fatta di buoni propositi ma pochi fatti, invece, circa un mese fa è arrivato un pacco da Budapest all’interno del quale c’era un pallone che, a mio avviso, era il Federale 102.

Come ha fatto a riconoscerlo? Ci sono le prove certe della sua autenticità?

Non esistendo, ad oggi, un altro modello originale per fare un confronto reale ed oggettivo, insieme ai miei collaboratori, abbiamo fatto lunghissime ricerche sulle riviste dell’epoca e sulle pubblicità che reclamizzavano i palloni in vendita nei primissimi negozi sportivi degli Anni Trenta. Con grande sorpresa abbiamo constatato che, come accade anche oggi, il pallone da gioco era, completamente, differente da quello cosiddetto commerciale sia per colore che per rifiniture. Una scoperta utilissima ed inaspettata: dopo aver consultato, senza esito, molti musei del calcio, compreso quello della F.I.F.A., abbiamo proseguito con le ricerche e abbiamo trovato una rarissima foto del fuoriclasse Giuseppe Meazza, in tenuta da gioco, con sottobraccio i due palloni del Mondiale: lo Zig Zag di fabbricazione inglese e poi proprio il nostro Federale 102. Tutte le caratteristiche del pallone corrispondevano, finalmente, lo avevamo trovato. Una grandissima gioia che ci ha ripagato dei tantissimi sforzi, fatti in questi anni, per dare dignità e visibilità al mondo del collezionismo sportivo.

Federale 102
(Giuseppe Meazza e il Federale 102)

Quali sono le caratteristiche più evidenti che differenziano il Federale 102 dagli altri palloni dell’epoca?

Innanzitutto il numero di pannelli: sono tredici anziché dodici o diciotto come si usava a quel tempo. Altro particolare importante riguarda la cucitura delle stringhe che come si nota, dalla foto di Meazza non è orizzontale bensì  diagonale rispetto al pannello centrale. Infine le stringhe sono di cuoio duro e arrotondato anziché di semplice e improbabile laccio come, erroneamente, si ipotizzava.

Quale sarà la prossima tappa in cui il Federale 102 verrà esposto?

Dopo averlo portato in mostra a Torino e Rimini, sicuramente sarà presente nelle prossime mostre a Lecce e Agropoli. In questi giorni siamo stati contattati da un’istituzione molto importante che vorrebbe inserirlo in un prestigioso museo che dovrebbe aprire proprio a Roma. La notizia più bella è che sarà proprio la nostra Associazione S. Anna a seguire il progetto: un’occasione per far comprendere a tutti come il calcio sia entrando in maniera potente e prepotente nelle strette maglie della cultura condivisa a tutti i livelli, non solo quello popolare.

 

Sabrina Trombetti, promotrice della Mostra antologica "Un Secolo d'Azzurro", patrocinata dalla FIGC. Rappresentante di Interessi alla Camera dei Deputati per il Terzo settore e lo Sport. Autrice di due proposte di legge sul collezionismo minore e sulla cultura sportiva e del territorio. Giornalista professionista da numerosi anni per carta stampata, tv e radio, ed editorialista sportiva.

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