Salernitana. Una storia che fa bene al calcio

Due volte in serie A e due volte retrocessa per un punto, alla sua terza volta la Salernitana proprio per un punto rimane in A. Un punto guadagnato sul campo, ma anche sugli spalti, con un tifo che anche nei momenti più difficili ha partecipato in maniera corale al destino della sua squadra e non l'ha mai abbandonata. Un punto di merito che può fare la differenza. Sicuramente il punto che fa della Salernitana una bella storia di calcio.
Salernitana

Ci sono storie che fanno bene al calcio.
La Salernitana ha una storia che inizia nel 1919 ed è una bella storia.
Ovviamente con tutti i suoi travagli, come tutte le storie di valore che non sono solo copertine, ma anche patemi e sudore.
Oggi, però, la storia della Salernitana è tutta nella foto di copertina, una foro che spirzza gioia da ogni pixel.

Due volte in serie A nei campionati 1947/48 e 1998/1999, da cui retrocede in tutte e due le occasioni per un solo punto, ci torna lo scorso anno con una festa di popolo e questa volta per un punto ci rimane.
L’ultima partita persa ieri in casa per 4 a 0 contro l’Udinese è solo un dettaglio che non rovina la festa, ancora una volta di popolo, che ha visto Salerno vivere una notte di cuore e di bandiere.

La stagione calcistica e societaria della Salernitana è nota alla cronaca.
L’arrivo in serie A dopo un precedente entusiasmante campionato cadetto, il riassetto societario alla luce della normativa che non consente doppie proprietà nello stesso campionato e che ha visto l’arrivo di Danilo Iervolino, il rimettersi in gioco di Walter Sabatini, uomo che non ha mai amato il calcio comodo, il doppio esonero di allenatori – prima Stefano Colantuono e poi Fabrizio Castori – fino all’arrivo di Davide Nicola.

Insomma, cose per cui rimanere con il fiato sospeso ce ne sono state.

In tutto questo, però, c’è altro che ha lasciato con il fiato sospeso e che nulla ha a che vedere con questioni burocratiche o tecniche ed è la grande partecipazione del tifo granata che non ha mai smesso di sostenere e seguire la squadra.
In campi difficili, in partite giocate anche contro ogni possibilità, i tifosi ci sono sempre stati.
È un punto di merito e ci piace, oggi, riconoscerlo.

Il calcio è fatto anche di questo.
Ci piacerebbe dire soprattutto di questo, anche quando le pagine sportive sono catalizzate dagli ingaggi fantastiliardari di paperonesca memoria.
A noi piace il punto di merito, di un tifo, di una squadra e di una città.
E in serie A si rimane anche per un punto.
Alla Salernitana e ai cuori in campo e sugli spalti, buona avventura per la prossima stagione.

 

Marco Panella, (Roma 1963) direttore editoriale di Sportmemory, curatore di mostre e festival culturali, esperto di storia del costume italiano ed heritage communication. Ha pubblicato "Il Cibo Immaginario. Pubblicità e immagini dell'Italia a tavola"(Artix 2015), "Pranzo di famiglia. Una storia italiana" (Artix 2016), "Fantascienza. 1950-1970 L'iconografia degli anni d'oro" (Artix 2016) il thriller nero "Tutto in una notte" (Robin 2019) e la raccolta di racconti "Di sport e di storie" (Sportmemory Edizioni 2021)

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