Paulo Roberto Falcao. Il Divino

Paulo Roberto Falcao è nato il 16 ottobre 1953 in Brasile ad Abelardo Luz Xanxeré nello stato di Santa Caterina, terzogenito di papà Bento – in italiano Benedetto – camionista di origine portoghese e di mamma Azise, sarta di origine italiana. Nel 1954 la famiglia Falcao si trasferì nella periferia di Porto Alegre. I fratelli […]
Cinecittà. Leva calcio 1956/57

Una storia di campi indimenticabili. Una storia di terra, sassi, ginocchia sbucciate e pallone. Altra Roma, altri anni e altri sogni. Indimenticabili anche quelli.
Pelé. I giorni da portiere

L’epica non la racconta tutta. Il più grande calciatore brasiliano di tutti i tempi, O Rei, è stato anche portiere. Mille volte in allenamento, poche volte in partite vere. Lasciando il segno.
Augusto Faccani. Il capitano atleta

Date scolpite nella memoria. Date dimenticate. La storia triste di Augusto Faccani, capitano della Lazio e tante altre cose. Svanite nel destino di un attimo.
René Houseman. L’ala del calcio che fu

René Houseman è un villero, loco fracico. È l’ala del calcio che fu, ossessiva e ossessionante, è il nonsenso di una vita che non ha mai lasciarto il barrio e le sue strade tutte in salita
Coppa delle Fiere. Il calcio d’inizio

Sedici anni di calcio, una formula singolare, un solo successo italiano con la Roma nel 1961. La Coppa delle Fiere, memoria di un calcio sparito.
Nagc. Il calcio dei sogni

Sogno, illusione, speranza, passione e delusione. Il calcio può essere tutto e tutto insieme, ma se c’è stato un calcio dei sogni, è stato sicuramente quello del Nucleo Addestramento Giovani Calciatori, ovvero il NAGC, una sigla che ancora oggi fa venire i brividi
Il calcio che non c’è più. Matrimonio al campo

Il calcio, il sistema calcio, è a rischio di implosione. Lo ha detto senza mezzi termini Aurelio De Laurentis. C’è di più, però. C’è un calcio sparito, quello amatoriale, quello dei quartieri, quello dei tornei aziendali e delle partitelle scapoli contro ammogliati. C’è un calcio che ci manca.
Coppa Intercontinentale. La grande rissa del 1969

Le migliori squadre europee contro le migliori squadre sud americane. Calcio, gioco, filosofia. Anni d’oro, irripetibili, perduti. Pallone, non finanza. Tutto bello, con un giorno nero: il 22 ottobre 1969. In campo alla Bombonera c’è il nostro Milan contro gli argentini dell’Estudiantes. In campo, quel giorno, accade l’impensabile.
Fiumana 1906. Il filo che non si spezza

I nostri Campioni del 2006, Fabio Cannavaro e Gennaro Gattuso, hanno dovuto cedere il passo alla squadra del HNK Rijeka, neo campione di Croazia, club risorto sulle ceneri della Fiumana 1906. Una storia infinita che non si racconterà mai abbastanza, l’ebbrezza di un sogno che non va più via
Žitarev. Il calcio al tempo dello Zar

Ottobre 1917, rivoluzione di ottobre. La Russia zarista sprofonda nella storia. Di quello successo dopo sappiamo abbastanza, di quello accaduto prima molto meno. Nella Russia zarista si giocava anche a pallone, comunque. Non grandi risultati, ma un buon centravanti da ricordare.
Il calcio tra colonia e oratorio

Generazioni di bambini sono diventati grandi crescendo nel tempo sospeso delle colonie estive, marine o montane che fossero. Anni e vacanze irripetibili che hanno lasciato un segno nella memoria a chiunque le abbia vissute.Un tempo sospeso quello delle colonie, ma con una grande certezza: la possibilità di giocare a pallone continuando le partite infinite iniziate in oratorio.
NAGC. Il calcio dei sogni

Una sigla oggi misteriosa, ma che per lunghi anni per tanti di noi è stata una parola magica che apriva la porta del calcio dei sogni, quello che da bambini ci faceva passare pomeriggi infiniti nei primi allenamenti veri, quelli che ti insegnavano a giocare con i piedi e con la testa, ma soprattutto insegnavano rispetto e gioco di squadra
Umberto Saba.Il poeta del calcio

Un amore tardivo – scopre il calcio quasi casualmente quando ha già 50 anni -, ma un amore di quelli che cambiano la vita che rimane. Un amore dinanzi al quale Umberto Saba risponde con l’animo da poeta, intenso, passionale, profondo. Un amore che si salda con l’altro grande amore della sua vita, Trieste. Una storia di calcio e di grande letteratura sulla quale il velo calato dagli anni è un peccato da redimere.
George Blake. Il calcio da Genova a Palermo

Pioniere del calcio, ovviamente inglese, George Blake è prima tra i fondatori del Genoa Cricket & Athletic Club e poi dell’Anglo Palermitan Athletic and Football Club. Abbastanza per dire che tutti gli dobbiamo qualcosa e anche qualcosa in più. La Coppa Lipton, ad esempio, il trofeo assegnato definitivamente al Palermo nel 1915 e poi scomparso.
Napoli. Lo scudetto tra anema, core e musica

Uno scudetto, il quarto, sofferto fino all’ultimo minuto. Una città, anzi un popolo, unito e in festa grande, grandissima, viscerale e come a ogni festa che si rispetti non poteva mancare la musica, colonna sonora di una passione infinita, capace di muoversi tra identità e sberleffo
Il calcio di una volta

Una partita di bambini con le maglie dei nonni, una mostra con le fotografie in bianco e nero sfuggite al tempo. Il campo di una Parrocchia, San Policarpo al Tuscolano, per un giorno ha fatto vivere il calcio che ci piace. Non un tuffo nel passato che non dimentichiamo, ma un viaggio nel futuro al quale non vogliamo rinunciare
Storie di campo. Er sor Zuliàn…

Incardinato in quelli che una volta si chiamavano “palazzoni”, il Campo Patti al Tuscolano è molto di più del campo di quello che una volta era un periferico quartiere romano. Così come “er sor Zuliàn” è stato molto di più del guardiano del campo
Livorno. Fino all’ultimo minuto

Mare e porto, fatica, cuore e muscoli. Calcio dal basso, di lotta e di partecipazione, i miti di Igor Protti e Cristiano Lucarelli. E poi la musica con la struggente disillusione di Piero Ciampi e l’anima combattiva della Banda Bassotti. Livorno come insieme di anime e destini. Livorno colorata solo di amaranto.
Umberto Meazza. Il pioniere

C’è stato un tempo in cui si poteva essere tutto: avvocato, alpinista, ginnasta, calciatore, arbitro e primo CT della Nazionale. Di quel tempo, Umberto Meazza è stato protagonista assoluto
Paolo Rossi. Ancora e sempre

I tre gol al Brasile nell’infinito pomeriggio dell’82 sono una pietra miliare del calcio nazionale. Paolo Rossi è stato anche tanto altro, però. E stato un uomo capace di lasciare un segno profondo in ogni squadra di cui ha vestito la maglia, segno che ha lasciato anche in quei 3.500 che, nei mesi della squalifica, lo videro indossare per una volta i colori dei Buffalo Stallions.
Peter McParland. I mondiali del 1958

Attaccante nordirlandese con una carriera costellata di momenti memorabili, la sua scomparsa segna la fine di un’epoca per il calcio nordirlandese e per quanti ne ricordano le gesta atletiche e il significativo contributo all’intero panorama calcistico britannico.
Storie di campo. L’allenatore de ‘na vorta…

Quando? Una volta. Una volta è un tempo indefinito. Può essere lontano, vicino o persino immaginario come nelle migliori favole. Questa però è una storia vera, un tuffo nel vissuto di un campo da calcio della periferia romana, un campo del Tuscolano, ma è anche una storia che racconta un vissuto comune a tutti i campi di quel confine impreciso che è stata la periferia romana. Una storia di quando? …de ‘na vorta, ovviamente.
Federico Ferrari Orsi. Il generale e il pallone

Nella notte stellata del deserto africano Federico torna ragazzo per sognare un altro goal al derby, proprio come in quel primo Torino-Juventus del 13 gennaio 1907
Enrique Martegani. Il calciatore ereditato

Nell’Italia degli anni cinquanta poteva accadere di tutto, anche che un calciatore fosse ereditato. Proprio come accadde all’argentino Enrique Martegani
Anonima Organizada. Il bello del calcio

Piacere, mi chiamo Francesco, proprio come “Er capitano Totti”, anche se provengo da un piccolo paese vicino a Torino. Oggi non vi racconterò la mia storia, ma la nostra: le cronache della A.S.D. Anonima Organizada.
Campo Patti. Sembra ieri…

Siamo nel 1970, il giorno un mercoledì 3 giugno e al Campo Patti al Tuscolano è festa grande per l’accensione del primo impianto di illuminazione.
Roma-Juventus. Non sarà mai una partita come le altre

Funziona così. Funziona che ci sono partite che aspetti perché già sai che ogni volta sono partite uniche. Proprio come quando giochiamo contro la Juventus. Proprio come quel 6 maggio del 2001.
Villaggio Caterina. Il calcio degli esuli

Un villaggio che accoglie dei profughi dalle martoriate terre, oramai al di là del confine orientale. Il calcio che fa quello che sa fare meglio. Giocare, divertire, crescere. Generazioni di ragazzi diventano uomini tra inaccettabili difficoltà e sfide alle stelle.
De Falchi. Semplicemente Antonio…

Non c’è un motivo, non c’è una data o una ricorrenza. C’è un murales che mi parla e mi porta indietro, in un tempo mai dimenticato. Soprattutto, mi porta in un dolore che non è mai passato
L’esordio dell’arbitro

Un’altra storia di campo, un’altra storia dal Moscarelli di Roma, l’ex INA-Casa, campo simbolo della storia di un quartiere. Qualcuno la potrebbe chiamare storia di calcio minore, noi no. Per noi l’esordio di un arbitro, anche se ad honorem, a quasi 80 anni, è una grande storia del calcio che ci piace.
Bruno Pizzul. Tutto molto bello

Un signore della televisione, un signore del calcio. Garbato, elegante, mai una parola fuori posto e fuori luogo, Bruno Pizzul è stato la voce che ha raccontato con gentilezza la passione di tanti italiani, un gigante mai piegato alla dannata moda del calcio urlato. Lontano ormai da tempo dalle telecronache, la sua voce e i suoi modi mancheranno a tutti.
Pelé 1968. La partita al Moccagatta

Il Santos di Pelé, calcio e immaginario, calcio e fantasia, spettacolo mai visto. Sicuramente mai visto al Moccagatta dove il Santos accetta di esibirsi in amichevole contro l’Alessandria, storia profonda del nostro calcio. Nel 1968, quando tutto sembrava possibile e il calcio giocava solo di domenica, quel mercoledì 12 giugno non lo avrebbe più dimenticato nessuno
Roma. Quelli dell’altro calcio

Altro calcio, stessi colori. Un viaggio emozionale dove tutto è possibile, dove il calcio va oltre lo spettacolo e insegna a tutti noi qualcosa in più. ASD Roma Calcio Amputati e ASD Disabili Roma 2000, storie di vita e di calcio di cui essere orgogliosi.
Francesco Repice. Le voci eterne degli eroi indimenticabili

Francesco Repice, voce narrante dello sport e delle sue emozioni, è in scena con “La voce degli eroi”. Uno spettacolo dal vivo, in teatro perché se c’è un luogo dove le emozioni si possono ancora raccontare senza filtri è proprio il teatro. E allora via, pronti per un viaggio appassionato e appassionante dove sport, storia e vita diventano l’unicum che il “relator” plasma e maneggia e, soprattutto, regala a chi lo ascolta
Giuseppe Meazza. Peppin per sempre

Dobbiamo recuperare le immagini dell’istituto Luce? Gli articoli dei giornali sportivi? Ascoltare i racconti dei bauscia al bar sport? No, nessuno meglio del protagonista ci può dire del suo lavoro. Buttarla dentro.