Benigno Dalmazzo. Dalla Juventus alle trincee della Grande Guerra

Benigno Dalmazzo

C’è un tempo in cui il pallone smette di rotolare e resta sospeso, come una promessa interrotta. Per molti ragazzi il campo diventa trincea, la maglia una divisa, il boato dello stadio il fragore dei cannoni. La storia di Benigno Dalmazzo nasce lì, tra giovinezza, Juventus e guerra.

Match programme. Quello che resta di una partita

Match programme

Un pezzo di carta stropicciato, dimenticato sotto un seggiolino umido: sembrava destinato a morire alla fine dei novanta minuti. E invece custodisce il battito sordo di un’epoca, il profumo di birra e pioggia, la fremente promessa d’attesa di quando tutto doveva ancora succedere.

VAR. Il dubbio dentro l’immagine

VAR

Il VAR prometteva di correggere gli errori decisivi, ma le immagini non hanno cancellato l’interpretazione. Falli di mano, contatti e fuorigioco continuano a produrre verdetti differenti e discussioni infinite. Tra precisione tecnologica e responsabilità umana, il calcio cerca un linguaggio comune per riconquistare la fiducia di chi lo vive.

Il fischietto che cambia la storia del calcio

Football inglese

Un fischietto, inciso con date e nomi anteriori alla versione ufficiale, riemerge dal passato e mette in discussione le origini del calcio moderno. Più che un cimelio, una prova capace di restituire al football dei pionieri una verità sorprendente.

La giornata particolare di un Benemerito del Calcio

Nello Panzini

Ci sono giornate che arrivano in punta di piedi e finiscono per restare nel cuore. Questa è la storia di un riconoscimento inatteso, nato da una telefonata e trasformato in emozione, gratitudine e memoria condivisa.

Pelè, San Siro e la gabbia di Herrera

Pelé

Ci sono notti in cui anche un mito vacilla. A San Siro, contro l’Inter di Herrera, Pelé non fu soltanto il re del pallone: fu un uomo braccato, provocato, spinto oltre il limite. E proprio lì, nella rabbia, la leggenda mostrò il suo volto più umano

Alcione Milano. Quando il calcio ha le ali

Alcione Milano

L’Alcione Milano è la storia di un calcio che vola alto: non solo risultati e promozioni, ma valori, inclusione, giovani e memoria. In una città dominata da Inter e Milan, il club Orange conquista spazio con coraggio, educazione e umanità.

Mondiali 1966. La finale del gol fantasma

Mondiali 1966

Nel ricordo di un bambino, la finale mondiale del 1966 diventa una cronaca personale fatta di immagini in bianco e nero, tifo improvvisato e stupore. A restare inciso non è il gol fantasma di Hurst, ma il pareggio di Weber al novantesimo

Nacka Skoglund. Una storia di calcio ribelle

Nacka Skoglund

Nacka Skoglund sapeva come aggirare le regole del campo. Un bel dribbling e via. Le regole della vita un’altra storia. Di quelle dal finale né bello né’ scontato. Stoccolma, 1929 – 1975.

Fiorentina. Cento anni di calcio viola

FIORENTINA

Cento anni di calcio e forse molti di più nella patria di Dante Alighieri. Cento anni di calcio moderno, ma con il precedente del calcio storico fiorentino, regole e gioco diversi, ma stesso cuore grande e passione infinita.

Capri. Un libro e un secolo di calcio

Capri calcio

Lo scoglio più famoso del mondo celebra cento anni di pallone, raccontati nel libro “L’isola in campo” e in una mostra animata da incontri con i tifosi

Diego Maradona e la famiglia Vignati. Una storia d’amore infinita

Vignati e Maradona

Ci sono incontri che cambiano la vita di una persona, alcuni cambiano quella di una famiglia. Poi ci sono incontri che cambiano la vita di generazioni. Accade quando quella storia scritta e sconosciuta che chiamiamo caso fa incontrare uomini straordinari. Maradona e Saverio Vignati, ad esempio.

Pedro Pablo Pasculli. Intervista a cuore aperto

Pedro Pablo Pasculli e Maradona

Maradona il più grande di sempre. Con Messi e Nico Paz, Argentina favorita nei prossimi mondiali. Pedro Pablo Pasculli, campione del Mondo albiceleste nel ’78, sette stagioni italiane con la maglia del Lecce, una vita a giocare e ad allenare sui campi, racconta di sé e lancia uno sguardo sul futuro del calcio

Campo Moscarelli. Storie di quartiere e grande calcio

Bruno Conti Moscarelli

Un campo di calcio al centro della vita di un quartiere, un campo che cresceva ragazzi e dove si affacciavano campioni a raccontare storie di calcio e dove altre storie arrivavano sul filo del si dice. Il campo Moscarelli al Tuscolano, da sempre protagonista.

Amedeo Amadei, er fornaretto

Amedeo Amadei

454 partite in serie A e 189 gol realizzati oltre ai 7 con la maglia azzurra. La storia del fornaretto di Frascati che diventò ottavo re di Roma e che fece innamorare tutti i tifosi giallorossi

Roma. Gli anni del Mago

Roma Helenio Herrera

C’è stato tutto in quegli anni. Attesa, euforia, tragedia e disillusione. Le cinque stagioni di Helenio Herrera sulla panchina della Roma non sono solo un periodo calcistico, ma il paradigma completo di tutte le emozioni che circondano la vita di un tifoso

Ezio Loik. Mirella ritrova il papà

Ezio Loik e Mirella

30 ottobre 2025. La famiglia granata perde Mirella Loik, figlia di Ezio. Immortale, invincibile, indimenticato lui. Straordinaria testimone del ricordo lei. Grandi fra i Grandi.

Bruno Capra e il campionato dello spareggio

Bruno Capra

Settimo cielo, settimo scudetto. Stiamo ancora aspettando un altro spareggio nella storia della nostra Serie A che decida la squadra campione d’Italia. È accaduto solo una volta da quando c’è il girone unico. Bologna vs Inter 1964 resta, per l’appunto, unica. Così come unico è l’eroe iconico di quel mercoledì da leoni: Bruno Capra, ventisettenne di Bolzano, 200 partite e 2 reti tra i professionisti. La classe operaia del Bologna Paradiso. 

Kačalin. L’uomo che fece grande il calcio sovietico

Kačalin

Gavriil Dmitrevič Kačalin, nome difficile da ricordare, nome che potrebbe ben figurare in una qualunque delle immense pagine di Fëdor Dostoevskij e invece no. Gavriil Dmitrevič Kačalin è un nome inciso nella storia del calcio sovietico.

Vittorio Faroppa. Il portiere che inventò la papera

Faroppa

Sbaglia l’attaccante, il risultato non cambia. Sbaglia il portiere, cambia. Si sa, è il ruolo più delicato, diverso da tutti gli altri. Puoi far prodezze prima e dopo, ma l’errore resta, qualche volta decide l’esito di una partita, qualche volta lascia cicatrici profonde. Vittorio Faroppa lo sa bene.

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