Stefano Furlan. Una storia spezzata che Trieste non può dimenticare

Col tuo nome addosso. Non c’è una città con la memoria più forte di Trieste. Stefano Furlan non sarà mai dimenticato.
Giuseppe Maina e Alex Manninger. Due portieri, un destino

Due portieri lontani nel tempo, uniti da una stessa curva del destino. La gloria resta sullo sfondo: davanti ci sono la fragilità, l’istante che spezza e il silenzio che segue. E Torino, ancora una volta, trattiene il fiato
Nacka Skoglund. Una storia di calcio ribelle

Nacka Skoglund sapeva come aggirare le regole del campo. Un bel dribbling e via. Le regole della vita un’altra storia. Di quelle dal finale né bello né’ scontato. Stoccolma, 1929 – 1975.
Simmenthal vs Ignis. La storia infinita

Mai successo prima, mai successo dopo. Tra il 1962 e il 1973 il basket italiano assegna il suo titolo con cinque spareggi. Già così sarebbe abbastanza, ma non basta. I duellanti sono sempre gli stessi, Simmenthal e Ignis. Sport che diventa epica.
Bela Guttmann, Babe Ruth, Mayo County. La strana storia dei sortilegi sportivi

Scaramanzie, rituali, jatture, destini che si rincorrono e che fatalmente non cambiano. La materia sussurrata e impalpabile dello sport è fatta anche di questo, proprio come ci raccontano tre storie incredibili fatte di coincidenze. O forse di sortilegi.
Hurling e football gaelico. I giochi celtici

Credenze e rituali circondano la tradizione celtica. Conosciuti per la vocazione guerriera, il legame con la natura e la spiritualità, i Celti non dimenticavano mai il gioco e lo svago. L’hurling ed il football gaelico ce lo ricordano ancora oggi
Jack Dempsey vs Georges Carpentier. Il match dell’altro secolo

2 luglio 1921, al Boyle’s Thirty Acres di Jersey City nel New Jersey 80.000 spettatori sono con gli occhi incollati al ring, mentre altre centinaia di migliaia sono incollati alla radio: Jack Dempsey e Georges Carpentier stanno per mettere in scena i dieci minuti di fuoco del pugilato del XX secolo
Charles Jewtraw. La prima medaglia d’oro nella storia delle Olimpiadi invernali

Chamonix 1924, Settimana dello Sport Internazionale, Giochi Olimpici quasi senza saperlo. I norvegesi fanno man bassa di medaglie, ma la prima gara, quella dei 500 metri di pattinaggio veloce, si decide nello spolvero di un secondo e due decimi.
Mike Hawthorn. Il campione elegante

Papillon e coraggio, non una meteora della Formula 1, ma una stella più elegante e forse anche più fragile delle altre, un grande amore e una vita rapita dal mare oscuro di chi quel giorno a Le Mans ha visto la morte in faccia e che al Nürburgring la vede portarsi via il suo miglior amico
Franco Nones. Il rivoluzionario dello sci

7 febbraio 1968, valle di Autrans, temperatura meno sette, neve fredda e farinosa; il giorno che cambia la storia dello sci di fondo è proprio uno di quelli che piacciono a Franco Nones.
Mauro Pratesi. Il collezionismo tra sport e memoria

L’arte del collezionismo. Sport e memoria insieme per un viaggio che ha portato Mauro Pratesi in giro per il mondo. Senza muoversi da casa se non per andare all’ufficio postale
Ezio Loik. Mirella ritrova il papà

30 ottobre 2025. La famiglia granata perde Mirella Loik, figlia di Ezio. Immortale, invincibile, indimenticato lui. Straordinaria testimone del ricordo lei. Grandi fra i Grandi.
Bruno Capra e il campionato dello spareggio

Settimo cielo, settimo scudetto. Stiamo ancora aspettando un altro spareggio nella storia della nostra Serie A che decida la squadra campione d’Italia. È accaduto solo una volta da quando c’è il girone unico. Bologna vs Inter 1964 resta, per l’appunto, unica. Così come unico è l’eroe iconico di quel mercoledì da leoni: Bruno Capra, ventisettenne di Bolzano, 200 partite e 2 reti tra i professionisti. La classe operaia del Bologna Paradiso.
Vittorio Faroppa. Il portiere che inventò la papera

Sbaglia l’attaccante, il risultato non cambia. Sbaglia il portiere, cambia. Si sa, è il ruolo più delicato, diverso da tutti gli altri. Puoi far prodezze prima e dopo, ma l’errore resta, qualche volta decide l’esito di una partita, qualche volta lascia cicatrici profonde. Vittorio Faroppa lo sa bene.
Pelé. I giorni da portiere

L’epica non la racconta tutta. Il più grande calciatore brasiliano di tutti i tempi, O Rei, è stato anche portiere. Mille volte in allenamento, poche volte in partite vere. Lasciando il segno.
Augusto Faccani. Il capitano atleta

Date scolpite nella memoria. Date dimenticate. La storia triste di Augusto Faccani, capitano della Lazio e tante altre cose. Svanite nel destino di un attimo.
René Houseman. L’ala del calcio che fu

René Houseman è un villero, loco fracico. È l’ala del calcio che fu, ossessiva e ossessionante, è il nonsenso di una vita che non ha mai lasciarto il barrio e le sue strade tutte in salita
Coppa Intercontinentale. La grande rissa del 1969

Le migliori squadre europee contro le migliori squadre sud americane. Calcio, gioco, filosofia. Anni d’oro, irripetibili, perduti. Pallone, non finanza. Tutto bello, con un giorno nero: il 22 ottobre 1969. In campo alla Bombonera c’è il nostro Milan contro gli argentini dell’Estudiantes. In campo, quel giorno, accade l’impensabile.
Fiumana 1906. Il filo che non si spezza

I nostri Campioni del 2006, Fabio Cannavaro e Gennaro Gattuso, hanno dovuto cedere il passo alla squadra del HNK Rijeka, neo campione di Croazia, club risorto sulle ceneri della Fiumana 1906. Una storia infinita che non si racconterà mai abbastanza, l’ebbrezza di un sogno che non va più via
Žitarev. Il calcio al tempo dello Zar

Ottobre 1917, rivoluzione di ottobre. La Russia zarista sprofonda nella storia. Di quello successo dopo sappiamo abbastanza, di quello accaduto prima molto meno. Nella Russia zarista si giocava anche a pallone, comunque. Non grandi risultati, ma un buon centravanti da ricordare.
Umberto Saba.Il poeta del calcio

Un amore tardivo – scopre il calcio quasi casualmente quando ha già 50 anni -, ma un amore di quelli che cambiano la vita che rimane. Un amore dinanzi al quale Umberto Saba risponde con l’animo da poeta, intenso, passionale, profondo. Un amore che si salda con l’altro grande amore della sua vita, Trieste. Una storia di calcio e di grande letteratura sulla quale il velo calato dagli anni è un peccato da redimere.
Ottorino Mancioli. Il ritorno

Disegnatore di rara bravura, medico, Ottorino Mancioli ha saputo dare allo sport un’estetica e un’eleganza mai superate. Un’estetica che l’artista Matteo Parenti ha ripreso in suo omaggio, tridimensionalizzandone i disegni e realizzando installazioni che hanno impreziosito i recenti Internazionali di Tennis d’Italia
Paolo Rossi. Ancora e sempre

I tre gol al Brasile nell’infinito pomeriggio dell’82 sono una pietra miliare del calcio nazionale. Paolo Rossi è stato anche tanto altro, però. E stato un uomo capace di lasciare un segno profondo in ogni squadra di cui ha vestito la maglia, segno che ha lasciato anche in quei 3.500 che, nei mesi della squalifica, lo videro indossare per una volta i colori dei Buffalo Stallions.
Scacchi. Lo sport della mente

Calcolo, freddezza, concentrazione, lucidità, provocazione. Nel duello infinito Spassky-Fisher del 1972 la guerra fredda trova la sua schacchiera e gli scacchi diventanto protagonisti di un’epica ma più ripetuta
Federico Ferrari Orsi. Il generale e il pallone

Nella notte stellata del deserto africano Federico torna ragazzo per sognare un altro goal al derby, proprio come in quel primo Torino-Juventus del 13 gennaio 1907
Takeichi Nishi. Dalle Olimpiadi a Iwo Jima

“Lettere da Iwo Jima”, il grande lavoro cinematografico di Clint Eastwood ha quasi venti anni, ma è senza tempo. Chissà se il dialogo tra il tenente colonnello Takeichi Nishi e il prigioniero americano è realmente accaduto. Takeichi Nishi però non è solo un personaggio di celluloide, la sua vita vera è molto più di un film.
Villaggio Caterina. Il calcio degli esuli

Un villaggio che accoglie dei profughi dalle martoriate terre, oramai al di là del confine orientale. Il calcio che fa quello che sa fare meglio. Giocare, divertire, crescere. Generazioni di ragazzi diventano uomini tra inaccettabili difficoltà e sfide alle stelle.
Gheorghe Muresan. Una storia NBA

Appassionati di basket, smuoviamo un ricordo. Il draft NBA 1993. Vibra una cittadina tranquilla del Michigan, Auburn Hills, dove solo la sede della Chrysler ha le luci accese dopo il tramonto.
Giuseppe Meazza. Peppin per sempre

Dobbiamo recuperare le immagini dell’istituto Luce? Gli articoli dei giornali sportivi? Ascoltare i racconti dei bauscia al bar sport? No, nessuno meglio del protagonista ci può dire del suo lavoro. Buttarla dentro.
Ferenc Puskas. Quel giorno in gialloblù

Immenso. Ferenc Puskas questo è stato in una traiettoria che gli ha fatto fare grande la nazionale ungherese ed essere galattico nel Real Madrid di Santiago Bernabeu decenni prima dei galattici di Florentino Peréz. Una traiettoria con una tappa in gialloblù per giocare l’amichevole di un derby stratoscano. Il 28 gennaio del ’58, a Signa, occhi e applausi sono solo per lui.
Carlo Sartori. L’italiano del Manchester United

“Vorrei saper ballare come te” gli disse una sera George Best. L’altro rispose con un goal a porta vuota: “E io vorrei saper giocare a calcio come te, George”.
Ken Aston. L’uomo nero che inventò il rosso

Cinquant’anni dal primo rosso. Più di sessanta dalla battaglia di Santiago del Cile. Il calcio è fatto di aneddoti che non invecchiano. Ken Aston lega il suo nome a due momenti distanti e distinti, ma fino ad un certo punto. L’introduzione dei cartellini per segnalare i provvedimenti disciplinari ed una delle partite più controverse della storia dei mondiali.
1934. La partita senza ritorno

Il 25 marzo 1934 è una data da matita blu per il nostro calcio. Un po’ come il primo amore anche la prima partita della Coppa del Mondo non si dovrebbe scordare. Non si dovrebbe, ma a volte accade. Proprio come Italia-Grecia di quel giorno.
Torino, gli inglesi e la Coppa del Mondo dimenticata

Il calciatore carica il destro per quello che sembra più un rinvio che un tiro, il minatore è sdraiato a terra a tirar colpi di piccozza. È la statua in bronzo che da qualche anno, nei giardini della cittadina di West Auckland, Inghilterra ricorda la prima Coppa del Mondo di calcio. Una forzatura certo, solo quattro nazioni partecipanti, ma è per il primo torneo internazionale realmente tale. Siamo nel 1909, siamo a Torino.
Rebibbia story

Ci ricorda Madre Teresa: “Ciò che facciamo non è che una goccia nell’oceano. Ma se questa goccia non ci fosse all’oceano mancherebbe qualcosa”. A Roma, nel carcere romano di Rebibbia sez. femminile, ragazze e ragazzi si sono incontrati per giocare a calcio. Correndo e sudando. Sudando gocce.
Jamor. Le tre partite memorabili dello stadio dimenticato

30 aprile 1949. 4 settembre 1955. 25 maggio 1967. Chi lega queste date a una partita di calcio è uno di noi. Chi c’era o almeno ricorda è livello “top di difficoltà”. Chi ci legge e si emoziona può ricevere la tessera del club. Tre partite così diverse, definitive come l’Alpha e l’Omega, avvolte nella leggenda dei “se” e dei “ma” come i novanta minuti di cui è costellata la nostra vita terrena.