Peter Collins. Il bacio di Napoli

Peter Collins, bello e giovane proprio come gli eroi che sfidano la sorte e che la sorte, gelosa del Mondo, prende con sé. Un pilota, un cavaliere del Cavallino Rampante, un gentiluomo. Questa è la sua storia. Una storia di velocità e di amore. Proprio come quel bacio al Gran Premio di Napoli del 1957
Peter Collins bacio a Napoli 1957

Giorni felici quelli.
Peter Collins, bello, viso che ispira simpatia, inglese di Kidderminster nel Worchestershire, elegante nei modi e nell’animo era più che una promessa della Formula 1.
Il bacio di Napoli che suggella la sua vittoria sul circuito di Posillipo, dei suoi giorni felici è un simbolo.
Riccardo Carbone il 28 aprile del 1957 è lì e scatta come sapeva fare lui, cogliendo l’attimo e vedendo prima quello che altri non avrebbero forse mai visto. Questa volta, però, non solo ci addentiamo nelle immagini, ma spaziamo nell’impossibile e facciamo dialogare le fotografie con le parole che Enzo Ferrari nel suo “Piloti, che gente” ha riservato a Peter Collins.
Un dialogo mai avvenuto quello tra Riccardo Carbone ed Enzo Ferrari, ma scrivere concede licenze e questa volta ce ne prendiamo una.

Il circuito di Posillipo

Difficile forse immaginarlo oggi, ma per chi c’era e ancora lo racconta, era un evento straordinario e mai più dimenticato
Il rombo dei motori sullo scenario del mare, quello che siamo abituati a vedere a Montecarlo, era lì, a Posillipo, tra Capri e il Vesuvio, in uno dei panorami più belli e conosciuti al mondo.
Corso la prima volta nel 1933 – quando si chiamava Gran Premio Principessa di Savoia in onore di Maria Josè, moglie di re Umberto – sospeso per la guerra, ripreso nel 1948 in una Napoli ancora tutta da rifare, nel 1954 accoglie le macchine di Formula 1 pur non essendo inserito nei circuiti del Campionato del Mondo. Nel 1962 i suoi ultimi giri.
60 giri da 4.100 metri per 246 km; a Posillipo, tra curve, discese, pubblico in visibilio dietro balle di fieno e bandiere a scacchi su viale Virgilio corrono tutti i grandi campioni del tempo.
Tra loro Nino Farina, con le sue quattro vittorie, ne sarà il re.
Tra loro Peter Collins, 26 anni, non sarà uno qualunque.

Peter Collins Ferrari Napoli
Peter Collins. Gran Premio di Napoli 1957. Photo credit: Archivio Fotografico Carbone)

Un gentiluomo

Per raccontare Peter Collins sarebbe sufficiente questo. A lui Manuel Fangio deve il titolo mondiale del 1956. È Peter Collins, infatti, che nell’ultima gara di campionato gli cede la sua macchina – allora si poteva fare – perché quell’argentino si ferma ai box per problemi meccanici.
Peter Collins avrebbe anche potuto vincerla quella gara quella gara e nell’incrocio dei risultati aveva una chance di vincere lui il mondiale. Una chance che si sarebbe giocata contro la Maserati di Stirling Moss.
Peter però è un gentiluomo e forse un cavaliere, di quelli ideali e magari neanche mai esistiti; non ci pensa troppo.
Sotto il cielo di Monza si ferma e consegna la macchina a Fangio che va a vincere.
Si ferma Peter, non vince, ma diventa leggenda.

In Ferrari

Arrivato alle corse nel 1950, Peter Collins si fa notare quasi subito.
Nel 1956 Enzo Ferrari lo vuole in Scuderia. Si piacciono i due e non poteva essere diversamente. Peter fa appena in tempo a diventare amico con Dino, il figlio di Enzo che la distrofia muscolare si porterà via proprio nel 1956.
In Ferrari Peter Collins rimarrà appena due anni, ma non per sua scelta.

Peter Collins e Louise Cordier
(Peter Collins e Louise Cordier. Gran Premio di Napoli 1957. Photo credit: Archivio Fotografico Carbone)

Un amore da copertina

Bella, ottima famiglia, attrice, modella, Louise Cordier, King per cognome del primo marito, frequenta il mondo della Formula 1, i box e le serate glamour.
Sembra che il primo ad averla conosciuta sia stato Stirling Moss alla Nassau Speed Week, Bahamas, 1956, e che sia stato lui, scoprendo la coincidenza di un soggiorno a Miami, a suggerire a Peter di cercarla.
Fatto è che Peter e Louise a Miami non solo s’incontrano e si conoscono, sembrerebbe un lunedì sera in un bar, ma si sposano anche. Tutto questo nell’arco di una settimana.
Belli e famosi, Peter e Louise diventano una coppia da copertina della Formula 1.
Enzo Ferrari mette a disposizione degli sposini una residenza, villa Rosa, ma quel matrimonio affrettato non gli deve esser piaciuti e ancor meno gli piacerà quando i due decideranno di vivere in barca, ormeggiati a Montecarlo.
Nelle sue righe Enzo Ferrari, di Louise parla come di una ragazza dei box e non sembra trasparirne grande stima.
Se così, si sbagliava.

Nürburgring

Il 3 agosto 1958 a Nürburgring Louise è ai box con cronometro e quaderno per segnare i giri.
La corsa di Peter Collins si ferma lì, quel giorno, in un giro che non finirà mai, sbalzato dall’auto finita contro un albero.
Aveva idea di ritirarsi al fine stagione, voleva aprire una concessionaria Ferrari e mettere su famiglia.
Non fece in tempo, lui che il tempo credeva fosse dalla sua parte.
Dopo, quando tutto sarà finito, Louise dirà “È stato solo un anno e mezzo, ma è stato un anno e mezzo meraviglioso“.
Da copertina forse, ma l’amore di una vita non sempre rispetta le forme.
Ed è così che Peter Collins e Louise Cordier diventano un’altra delle coppie sfortunate della Formula 1 di quegli anni, proprio come Eugenio Castellotti e Delia Scala e Alfonso de Portago e Linda Christian.

Peter Collins vince GP Napoli 1957

Napoli. Podio rosso

Negli anni felici, Peter Collins vince il Gran Premio di Napoli e quel 28 aprile 1957 il podio è un trionfo rosso Ferrari. Con lui ci sono Mike Hawthorne e Luigi Musso.
Piloti, amici e stesso destino. Amaro.
Luigi Musso morirà il 6 luglio 1958 a Reims mentre corre il Gran Premio di Francia.
Peter lo raggiunge neanche un mese dopo.
Mike Hawthorne, primo pilota inglese a farlo, vince il mondiale del 1958 e poi si ritira. Non basta. Il suo destino non è in pista, ma su una strada qualunque il 22 gennaio del 1959.

Enzo Ferrari così ricorda Peter Collins

Enzo a Peter deve aver voluto bene, come quasi sempre gli capitava con i suoi ragazzi.
Forse è per questo che viene in mente il Zarathustra di Nietzsche quando dice “…anche Dio ha il suo infermo. è il suo amore per gli uomini.

Collins e Fangio

Ebbi di lui una profonda stima come pilota e come uomo. Per dire quali fossero le sue doti morali non mi resta che ritornare a quell’anno 1956 e a Manuel Fangio. La situazione del campionato mondiale si stava evolvendo in modo da preconizzarlo possibile vincitore. Allora un giorno lo chiamai e gli dissi ” Collins, vorrei conoscere a questo riguardo la tua opinione. Non chiedo una tua rinuncia a favore di Fangio, non ho mai chiesto nulla di simile a nessuno perché ho fatto anche io il corridore e so cosa vuol dire. Ma vorrei sapere il tuo pensiero, adesso che siamo alle strette”. Mi rispose senza incertezze: “Non ho mai pensato che un giovane di venticinque anni, come me, possa assumersi una responsabilità tanto grande. Io ho molto tempo davanti a me. Fangio deve restare ancora per quest’anno campione del mondo perché se lo merita e io sarò sempre pronto a dargli la mia macchina ogni volta che questo potrà agevolarlo.”

Non ebbe tempo

Egli non ebbe purtroppo “molto tempo” davanti a sé, poiché due anni dopo scomparve in una tragica giornata al Nürburgring, mentre in duello con Brooks stava dimostrando, su quell’insidiosissimo percorso, la sua grande classe, forse ancora in ascesa.

Gran Premio di Napoli 1957
(Gran Premio di Napoli 1957. Photo credit: Archivio Fotografico Carbone)

Una passione di famiglia

Peter era un bel ragazzo, non tanto alto, robusto, con la faccia schietta.
La sua passione per le corse era pari alla passione e alla competenza meccanica: veniva infatti da una famiglia che si occupava di costruzioni meccaniche e di grandi imprese di trasporti. Peter era l’uomo che montava su una macchina e al primo giro di percorso sapeva individuare l’esatto regime di coppia massima del motore, il regime massimo al quale conveniva sfruttarlo e cambiare le marce per ottenere il miglior rendimento, e così via. Era un pilota, in una parola, che assimilava la macchina, ne intuiva le possibilità e sapeva indicarle ai tecnici con buona approssimazione, spesso con precisione assoluta.

Irriducibile

In corsa era consistentemente veloce e, soprattutto, era irriducibile. Ecco, era un pilota che non mollava mai. Lo stesso Moss lo ammirava, tanto che lo volle compagno in una Targa Florio che per le loro gesta fu memorabile.

L’amore americano

Dopo aver iniziato le sue attività con noi, Peter decise di sposarsi.
 Aveva conosciuto in Florida un’americana divorziata, graziosa, bionda, magra, giovane attrice di teatro passata al cinema con Orson Welles. Il loro primo incontro era avvenuto l’anno prima a Montecarlo, ma in Peter non aveva lasciato una reale traccia. Questa donna, Luisa, era una delle tipiche creature femminili dei box. Quella tournée in Florida, per Peter, fu decisiva. L’americana lo affascinò, lo conquistò. Peter telefonò a suo padre e la sposò. Collins conservò il suo entusiasmo, la sua bravura. Continuò a essere smagliante, ma il suo carattere allegro s’incrinò: divenne nervoso e gli amici sussurrarono che l’America gli aveva tolto il sonno.

Peter Collins Napoli 1957
(Peter Collins in trionfo. Gran Premio di Napoli 1957. Photo credit: Archivio Fotografico Carbone)

Un presentimento?

Il mio ultimo ricordo è questo.
Stringendogli la mano, prima che partisse per il Nürburgring, lo guardai e mi sentii prendere da un senso di profonda tristezza. Rientrando nel mio ufficio, mi domandai: un presentimento?

Le parole di Enzo Ferrari per Peter Collins finiscono qui.
Oltre le parole, però, a noi rimane il bacio di Napoli, quello visto da Riccardo Carbone e che oggi vediamo anche noi.
Louise ha vissuto a lungo, ha raggiunto Peter il 18 agosto dello scorso anno.
Ci piace pensare che quel bacio non lo abbia mai dimenticato.

Archivio Fotografico Carbone si occupa della conservazione, digitalizzazione e catalogazione degli oltre 700mila scatti realizzati da Riccardo Carbone (Napoli 1897-1973), primo fotoreporter del quotidiano napoletano Il Mattino, che documentano i principali avvenimenti accaduti a Napoli ed in Campania attraverso le varie fasi politiche che hanno caratterizzato la storia del Novecento. www.archiviofotograficocarbone.it

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