Pelé. Il millesimo

Pelè 1000

19 novembre 1969. Maracanà. Trentaquattresimo del secondo tempo. El Gato Andrade sfiora il pallone che O’Rey Pelé dal dischetto insacca alla sua sinistra. Non è un goal qualunque, è il suo millesimo e nessuno lo ha dimenticato.

Garrincha, ma adesso che fai?

Garrincha

Il ragazzino di Pau Grande non avrebbe mai dovuto giocare a calcio. Fatto male, dicevano. Il ragazzino invece si è messo la palla al piede e ha stupito il mondo. Il ragazzino lo chiamavano Garrincha e così sarebbe passato alla storia del calcio. Vita, calcio, amori, alcool, dissoluzione. Garrincha è stato un’anima dannata del pallone, ma giocava da Dio ed è impossibile non volergli bene. Per questo, a noi che gliene vogliamo ancora, viene da chiedergli: “Garrincha, ma adesso che fai?”

La rabona. Una firma dai passi incrociati

rabona

Una simmetria misteriosa, spiazzante. Un gesto atletico che va oltre le regole, un gesto non per tutti, anzi, per pochissimi. Talmente pochi che quando irrompe sul campo di calcio diventa quasi sempre storia. È la rabona, più che una parola e un gesto misterioso, vera fantasia al potere. Delle gambe.

El Trinche. Maglia numero 5.

El trinche

Non tutti lo conoscono, ma chi lo ha conosciuto lo ricorda bene. Soprattutto chi lo ha incrociato su un campo di calcio. Si chiama El Trinche e sa fare una cosa sola, giocare a pallone meglio di tutti. A modo suo. La lunga storia del Maradona che non è mai stato. 

Garrincha, ma adesso che fai?

Manè Garricha

Garrincha, ma adesso che fai? Se proprio non me lo vuoi dire va bene così, anzi è meglio, anzi lascia che te lo dica io cosa fare.

Leo Messi. 800 milioni in lacrime.

Leo Messi

Le cose devono essere chiamate con il loro nome perché solo in questo modo mantengono la loro dignità. È lecito che Leo Messi cambi squadra e che lo faccia da professionista nella prospettiva di un guadagno personale. Ma le lacrime che vogliono raccontare una storia diversa le rispediamo al mittente.