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Roma. La Conference Cup è una festa di popolo

Roma, la Conference Cup è una festa di popolo che, da Tirana al Circo Massimo, ha avuto un solo cuore, una sola età e un vestito di solo due colori. Una festa che Sportmemory racconta insieme a i Cavalieri della Roma.
Roma festa di popolo per la Confeence Cup

…dimmi cos’è che ci fa sentire amici anche se non ci conosciamo…è il 1983, la Roma è quella di Liedholm, del mai dimenticato Ago che punge ancora i cuori, di Falcao e di Pruzzo, di Bruno Conti e di Carlo Ancelotti, quando nel panorama emotivo giallorosso Antonello Venditti irrompe con Grazie Roma, inno più che canzone.

Cuore giallorosso

Grande cuore quello del popolo giallorosso. Un cuore abituato ad accarezzare le amarezze tanto da farle diventare sostegno di un grande amore, pronto a dimenticarle davanti a un’azione che segna il campo di una singola partita o davanti a una vittoria a volte persino effimera.
Un cuore capace di essere paziente, virtù che solo ai grandi amori appartiene perché se è vero che un grande amore inizia con la passione, è anche vero che solo con la pazienza dura poi una vita.
Grande storia quella del popolo giallorosso. Una storia di titoli centellinati negli anni quasi a non volerne essere ingordi e di promesse di amore eterno ripetute ogni volta che la maglia scende in campo, ovunque sia, per qualunque torneo e qualunque esito avrà la partita.
È per questo che, indenne a più di una fulgida sconfitta, il popolo giallorosso esplode poi di gioia incontenibile quando la pazienza trova il premio della vittoria, diventa corale e virale e, tornando a uno dei suoi tifosi più famosi ci fa sentire amici anche se non ci conosciamo.

Roma, la Confeence league a Testaccio

Il 25 maggio

Ieri sera e questa notte Roma, in tutti i suoi luoghi iconici accesa di solo due colori, è stata il battito di un solo cuore che le ha dato ritmo e sostanza.
Ieri sera e questa notte Roma è stata una signora vestita di giovinezza, senza età apparente come nessuna età apparente aveva chi in strada e nelle piazze sventolava una bandiera, una sciarpa, un fazzoletto, vestiva una maglia con i colori della promessa di amore infinito.
Ragazzini alla prima gioia, adulti che l’attendevano da tempo, anziani già impazziti allo scudetto dell’83, tutti ritrovati, tutti uguali, tutti senza età a scambiare battute, saluti, a intonare cori.
Tutti a sentirsi uno.

Roma confeeence League piazza del popolo

Emozioni, non tecnica

Noi non parliamo di tecnica, ma di emozioni ed è superfluo parlare dei tecnicismi che hanno portato alla vittoria di Tirana e a scrivere AS Roma sulla prima Conference League, ma qualche tratto è giusto sottolinearlo.

Il goal di Zaniolo, quello che se mai ce ne fosse stato bisogno lo iscrive definitivamente nella leggenda giallorossa, è uno straordinario gesto atletico; smarcato l’avversario, sbilanciato all’indietro, recupera di potenza corpo, testa e spazio e, in un duello omerico con l’equilibrio, con tocco di eleganza estrema spinge poi il pallone in rete.
I pilastri della difesa, Rui Patricio, Smalling, Mancini, Ibanēz: sontuosi e aggiungere altro rischierebbe solo di sminuirli.
Generosi sino allo spasimo tutti gli altri, capitan Pellegrini e Abraham, ma anche Karsdorp, tutti fondamentali perché ieri sera a Tirana ha vinto la squadra con gli atleti messi in campo, certo, ma con la testa e il cuore di ognuno che pensava e batteva alla stessa velocità.
In un calcio moderno dove le individualità da copertina e da ingaggi paperoneschi spesso sovrastano la narrazione sportiva, il miracolo di Jose Mourinho è stato proprio questo: fare squadra di anime e volontà comune.
Un patto tra uomini e destino che le ripetute lacrime dell’uomo vincitore di cinque finali europee – l’unico – suggellano e consegnano alla storia.

Roma giallorossa

Roma giallorossa

Roma, paziente, sorniona, distratta, generosa ed egoista allo stesso tempo, ieri sera e questa notte ha vissuto tutto questo e ha regalato anche a chi era casualmente in città, da turista o per lavoro, uno spettacolo che difficilmente l’avrà lasciato indifferente.
Qualcuno avrà cercato o atteso inutilmente o a lungo un autobus o un taxi, ma non ve ne curate, state sicuri che tra un po’ quell’attesa la dimenticherete, ma i sorrisi e la gioia che avete attraversato vi rimarranno addosso e vi strapperanno un ricordo dell’anima che vi assalirà nel tempo, quando meno ve lo aspetterete.

Roma è questa, il popolo giallorosso è questo.
Perfetto o imperfetto, non è questa la storia.
È cuore e anima. Incontenibili, dilaganti, contagiosi.
Sorridete.
Ieri sera Roma ha vinto.

Marco Panella, (Roma 1963) giornalista, direttore editoriale di Sportmemory, curatore di mostre e festival culturali, esperto di heritage communication. Ha pubblicato "Il Cibo Immaginario. Pubblicità e immagini dell'Italia a tavola"(Artix 2015), "Pranzo di famiglia. Una storia italiana" (Artix 2016), "Fantascienza. 1950-1970 L'iconografia degli anni d'oro" (Artix 2016) il thriller nero "Tutto in una notte" (Robin 2019) e la raccolta di racconti "Di sport e di storie" (Sportmemory Edizioni 2021)

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