Napoli 10 maggio 1987. Cronaca di una giornata memorabile

Napoli 10 maggio 1987. Non una giornata qualunque, ma "la giornata memorabile" che fece diventare lo scudetto cuore di un popolo. Un'emozione ancora viva nel racconto di chi non l'ha più dimenticata.
Napoli 10 maggio 1987)

Ero di “guardia” quel giorno.
Non un giorno qualunque. Era il 1987, ma a Napoli il 10 maggio non sarà mai più un giorno qualunque.
In Clinica, i turni di guardia si preparavano circa un mese prima, quindi non potei prevedere quello che sarebbe successo. Durante tutta la settimana antecedente a quella data non trovai un solo collega che potesse farmi un “cambio turno”.
Solo il mio collega Antonio mi disse: “Carmine, a fatica sono riuscito a trovare il biglietto per la partita, ti prometto che ti darò il cambio prima delle ore 20”.
Mano a mano che si avvicinava l’ora – le partite se non ricordo male iniziavano alle 14,30 – la tensione aumentava.
Insieme ad alcuni infermieri ci organizzammo con un vecchio televisore, ancora funzionante, nella stanzetta del custode.
Si venne a sapere che il terzo canale della RAI, regionale, avrebbe trasmesso in diretta il secondo tempo della partita.
La tensione aumentava sempre di più, alle 14,30 dopo aver fatto il “giro di terapia”, ci attaccammo alle radio.

Nella quiete della Clinica non si udiva volare una mosca.

Anche i pazienti, maschi e femmine, erano nelle loro stanze vicino alle radio. Intorno alle 15 i vetri delle finestre iniziarono a tremare, un rombo sordo misto a fragore percorse tutta la clinica, si udivano urla e grida di gioia dei pazienti: il Napoli aveva segnato! Goal di Carnevale.
Alle 15,30 scesi in portineria insieme a due infermieri. Con custode Pasquale iniziai ad armeggiare intorno al vecchio televisore.

Iniziava il secondo tempo.

Dopo circa dieci minuti Baggio pareggiava l’incontro, altro tonfo dietro di noi. Mi girai di scatto e mi resi conto che eravamo una decina di persone a seguire la partita. Oltre a noi quattro si erano aggiunti dei pazienti. Uno di questi, al pareggio della Fiorentina, aveva sferrato un calcio nella porta per la disperazione.
Rassicurato e tranquillizzato, restammo tutti attaccati l’un l’altro fino al fischio finale.

Napoli 10 maggio 1987)
(Napoli 10 maggio 1987. Photo credit: Archvio Fotografico Carbone)

L’apoteosi

Mentre da lontano giungevano le urla della città, da noi, in Clinica, fu apoteosi; grida di giubilo, abbracci e, non si sa da dove, spuntò una bottiglia di spumante.
Alle 19,30 vidi sbucare nel vialetto che conduceva alla Clinica, il mio collega Antonio con una sciarpa azzurra al collo. Era stremato, sfinito, ma felice come un bambino. Aveva fatto tutta la strada a piedi, dallo stadio fino alla Clinica (zone opposte della città) in circa tre ore. Mi disse raggiante: “Sono stato di parola? Ora vai, non so a che ora arriverai a casa. È tutto bloccato”.
Avevo una vespa 200GT, color blu. Uscii dalla Clinica intorno alle 19,45.
Napoli era tutta paralizzata, tutti fuori: in macchina, a piedi, in bici, tutti fuori…anche di testa!
Nonostante la Vespa, per fare circa tre chilometri, arrivai a casa alle 22.

Ero di “guardia”, quel giorno!

Carmine Mollo classe 1958, Psichiatra. Ex giocatore di pallone, malato del Napoli.

ARTICOLI CORRELATI

Giovanni Leone Reggio

Giovanni Leone Reggio. L’oro di Kiel

Giovanni Leone Reggio è entrato a vele spiegate nella storia dello yachting italiano grazie alla superba vittoria ottenuta alle Olimpiadi del 1936 che regala alla vela italiana il primo oro olimpico. Lo ricordiamo con un’intervista che Emilio Isnaldi, appassionato scrittore di vela, ha pubblicato nel 1941 su “Motonautica, Vela e Motore”, recuperata grazie all’archivio del centro Studi Tradizioni Nautiche della Lega Navale Italiana

Leggi tutto »
Abebe Bikila

Abebe Bikila. Il maratoneta scalzo

Tutti lo ricordano come il vincitore scalzo della maratona dell’Olimpiade di Roma 1960. Ma Abebe Bikila non era solo un atleta straordinario, iconico e inarrivabile. La sua vita, spentasi a solo 41 anni, sembra uscita dalla fervida fantasia di uno sceneggiatore di Hollywood.

Leggi tutto »
Gastone Nencini

Gastone Nencini e il treno galeotto

Una piccola storia, un aneddoto che fotografa il tempo. È il 1960 quando Gastone Nencini vince il Tour de France, un trionfo per il ciclista intrepido delle discese. Il rientro in Italia è in treno ed un trionfo è quello che lo attende alla stazione di Firenze. A Bologna qualcuno sale sul treno e lo raggiunge. Qualcuno che, in un’Italia ancora ferma su sé stessa, a Firenze si dovrà nascondere

Leggi tutto »
Faruk Hadžibegić

Faruk Hadžibegić. Quel rigore tra calcio e guerra

Un calcio di rigore cambia un destino. Di un giocatore, di una partita, di un campionato. A volte anche di una terra. Faruk Hadžibegić non poteva sapere che tornando a casa dopo l’eliminazione della Jugoslavia da Italia ’90, il mondo, il suo mondo, sarebbe andato a soqquadro e il destino, il suo destino, sarebbe stato a lungo girovago.

Leggi tutto »
Holly e Benji

Holly e Benji. Due fuoriclasse

Il cartone animato sul calcio che a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 ha conquistato milioni di giovani telespettatori, tra i quali parecchi calciatori professionisti, presenta alcune interessanti curiosità. Scopriamole insieme in questo articolo.

Leggi tutto »
DDR

DDR. L’inno oltre il Muro

Boomers di tutto il mondo unitevi! Hey Jude, don’t make it bad cantano i quattro di Liverpool, ma è nella piscina olimpica Francisco Marquez di Città del Messico dove risuona la musica più iconica di questo momento di ebollizione sociale e culturale. Sarà la colonna sonora per un ventennio. 

Leggi tutto »



La nostra newsletter
Chiudi