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Greta Patterson. La sirena americana

1955. Greta Patterson ha solo 18 anni, ma le idee molto chiare da tempo. Il 4 luglio è il giorno dlla sua sfida. Con sé stessa e con il lago, tanto grande da sembrare un mare. Il lago Erie segna il confine tra Stati Uniti e Canada. Quando entra in acqua Greta ha davanti 15 miglia per arrivare all'altra sponda. Nuoterà per 13 ore, la raggiungerà e farà sua un'impresa mai compiuta prima.
Greta Patterson

Il quattro luglio 1955 è una giornata soleggiata.
“Grazie a Dio”, pensa Greta Patterson mentre osserva la folla farsi sempre più rumorosa in attesa del via.
Sono arrivati tutti lì per lei, pronti a vederla scrivere un pezzetto, per quanto piccolo, di storia americana.
Pronti a vedere quella ragazza di diciotto anni di Batavia attraversare le quindici miglia del Lago Erie.
A diciotto anni puoi tutto. Anche prendere la vita a bracciate lunghe e distese. Anche essere una sirena.

Sotto il segno dei pesci

Nata nel luglio del 1955 da una famiglia benestante di Batavia (Stato di New York), Greta cresce con i ritmi lenti di una cittadina della provincia americana.
Con l’acqua Greta ha confidenza praticamente da subito; p
rende lezioni di nuoto fin da quando ha due anni, si allena in diversi  laghi della zona, diventa anche bagnina per la School for the Blind di Batavia.
Le immense distese d’acqua che la circondano, laghi talmente grandi da poter quasi rivaleggiare con l’oceano, la affascinano. Ogni giorno, mentre torna verso casa al calar del sole, assiste allo spettacolo delle ombre che si allungano sulla superficie del Lago Erie e tutto le sembra ancora più misterioso.
La suggestione del lago è forte, non la abbandona mai e, anzi, le fa balenare qualcosa d’impossibile.
“Sapete se qualcuno ha mai attraversato a nuoto l’Erie?”, chiede quella sera a cena Greta. Il padre, l’affermato dentista dr. Patterson, la guarda smarrito: “No, credo di no”.
Un brivido attraversa Greta. Deve allenarsi, sa di potercela fare. Deve solo allenarsi.

La proposta

È così che un giorno, Greta prende il coraggio a piene mani e propone l’idea alla sua allenatrice Erika: quindici miglia da superare in circa dodici ore, partendo dagli Stati Uniti e arrivando al confine canadese, senza interruzioni e in solitaria.
L’idea è talmente folle da sembrare fattibile.
Greta inizia ad allenarsi ed ottiene anche un manager che si occupi della pubblicità dell’evento. Il tempo passato in vasca è lungo, le bracciate si susseguono senza fine mentre il corpo si estende sempre più.
Ed ecco che arriva il giorno dell’evento: il quattro luglio, prima che i festeggiamenti della serata colorino il lago con i fuochi d’artificio che già iniziano a comparire.
Greta è rilassata, sa cosa deve fare e in che modo muoversi, saluta il centinaio di persone che sono venute a vederla e si avvicina al bagnasciuga.
“Molti di più ti stanno aspettando dall’altro lato!”, le sussurra l’allenatrice. “Meglio non farli aspettare” pensa la giovane già ribattezzata Sirenetta d’America.
Prende un respiro profondo e va, pronta a scrivere la (sua) storia.
Il ritmo è buono ritmo, lento e regolare ma, dopo poche miglia arrivano forti crampi allo stomaco che, mescolati con un problema agli occhialetti, rendono la traversata molto più difficoltosa.
Per fortuna Greta non è del tutto da sola: una barca di assistenza la segue a poca distanza, pronta a intervenire in caso di aiuto. Poco a poco i crampi passano, ma nel frattempo il brutto tempo muove le correnti del lago: la sua traversata di quindici miglia diventa di diciassette.

Greta Patterson

Prima al mondo

Allo scoccare delle tredici ore, Greta Patterson sbuca dall’altro lato del lago, a Crystal Beach, in Ontario.
Proprio come le era stato promesso, ad accoglierla ci sono centinaia e centinaia di persone. Sale la scaletta del molo e ancora dopo ani ricorderà che il primo abbraccio fiìu quello della madre e che subito dopo le consegnarono una coppa, premio tangibile per il primato appena raggiunto.
Diversi giornalisti le si avvicinano, già incuriositi da quale prossima sfida la diciottenne deciderà di affrontare: “sinceramente non lo so, per ora sono un po’ stufa dell’acqua”, scherza lei.
I festeggiamenti sono lunghi: Greta viene portata in trionfo nella sua cittadina e presto il suo nome lo conosce  tutta l’America grazie alle tante interviste pubblicate sulle riviste e a quelle radiofoniche che rimbalzano dentro e fuori l’America.
Il successo di Greta, ma anche la notorietà di cui per suo merito beneficia Batavia, spingono il sindaco a realizzare la prima piscina pubblica della città che, ovviamente, le sarà dedicata.
Nonostante l’impresa da record, una volta diplomata, Greta lascia Batavia per trasferirsi nella soleggiata Florida; la sua Università sarà a Miami.

E dopo?

Impresa a parte, di Greta Patterson sappiamo veramente poco.
Non sappiamo cosa dopo sia stato di lei e della sua passione per il nuoto. Sappiamo però che non tutti si sono dimenticati di lei. Nel 1991, quando la piscina viene chiusa per far posto al nuovo Batavia Youth Center, Greta è invitata a fare la madrina dell’inaugurazione.
Sembra che oggi Greta viva in California con la sua famiglia e che, anche se ormai ottuagenaria, torni spesso a Batavia.
Ci vediamo in vasca Greta, o magari nel prossimo lago.

 

…………..

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Intrepide

 

Giulia Colasante si affaccia al mondo nell'ultimo anno del secolo scorso, in tempo per sentirne raccontare in diretta, abbastanza per rimanerne incuriosita. Giornalista pubblicista, laureata in Filosofia e in Scienze Cognitive della Comunicazione e dell'Azione, continua a studiare il futuro che attende lei, ma anche un po' tutti gli altri.

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