Search
Close this search box.

Giana Erminio. Calcio e grande storia

Nel calcio dei record, c'è una società di Lega Pro che porta il nome di un soldato diciannovenne. Erminio Giana è un caduto di guerra. Uno dei 651.000 militari italiani, i nostri nonni e bisnonni. Amava la Patria e il calcio, in due parole la vita. Non ha smesso di correre, né di giocare, né di sognare. 
COVER OK

In Italia sono 102 i club professionisti. L’Inghilterra ne conta dieci di meno, molto più giù Germania (56), Spagna (42) e Francia (40). Noi andiamo in tripla cifra anche come società dichiarate fallite dal 2000 ad oggi, ma con i numeri fermiamoci qui per ora. Il dato che ci interessa, orgogliosamente unico, è che in Italia un solo club porta il nome di una persona, per di più sconosciuta al colto (ho verificato, ce ne sono nel calcio) ed all’inclita. È la A.S. Giana Erminio 1909 di Gorgonzola, iscritta al girone A di Lega Pro per la stagione 2023-’24. Obiettivo dichiarato: salvezza. La concorrenza spaventa. Ci sono nomi che hanno scritto pagine indelebili nel gran libro del calcio italiano: Pro Vercelli con i suoi sette titoli, Pro Patria, Triestina, Mantova, Padova, Lanerossi Vicenza, Alessandria, Novara. Ci sono realtà attrezzate: Virtus Verona, Trento, Albinoleffe, Legnago, Fiorenzuola, Arzignano, Pergolettese, Renate, Lumezzane, Pro Sesto. C’è la curiosità dell’Atalanta U23. 

Proprio tra Trento e Vicenza, sul Monte Zugna, Erminio Giana cade in combattimento il 26 giugno 1916

Siamo a sud di Rovereto, maledetta guerra che si prende i ricordi, quando dovrebbe essere un terreno da conoscere per le straordinarie impronte fossili di dinosauro, il più grande giacimento giurassico mai rinvenuto in Italia. 
Lo Zugna ricopre una grande importanza strategica nella conduzione della nostra difesa. Da qui riusciamo a respingere il tentativo austriaco di sfondamento sia sulla dorsale della Vallarsa che sulla valle dell’Adige. Montagna di operazione e simbolica: dal suo “trincerone” lo sguardo va sull’Adamello e la catena del Brenta, ma soprattutto raggiunge Trento che rappresenta tanto, se non tutto per gli italiani. Vero, gli austriaci dalla prima linea vedono uno spicchio del lago di Garda e la pianura, ma il canto d’aiuto di Trento lo sentiamo solo noi ed è un richiamo irresistibile.
Trincee, camminamenti, avamposti e postazioni per mitragliatrici e lanciabombe. Si chiama Kopfstellung, è l’azione delle truppe imperiali del mese di maggio, la risposta italiana è il “trincerone”, estremo baluardo che tiene per un mese, per quanto serve a rintuzzare l’offensiva. La trappola si prende Erminio Giana nel momento decisivo, diciannovenne, sottotenente del 4′ reggimento del battaglione alpino Aosta, nativo di Gorgonzola, l’antica Argentia, cittadina posta sull’antica strada romana per Aquileia, divenuta poi la postale veneta. Medaglia d’argento al valor militare. Il riconoscimento sentenzia: “In piedi sulle trincee conquistate, sprezzante di ogni pericolo, splendido esempio di ardimento e di slancio, incitava i propri soldati a resistere e respingere i reiterati furiosi contrattacchi nemici, finché cadde mortalmente colpito in fronte”. 

Erminio Giana
(Photo credit: A.S. Giana Erminio 1909)

Bianco, blu e nero

Il cuore di Erminio Giana torna a battere negli anni ’30 sotto le maglie bianco e blu cielo della squadra di casa sua. Erminio adorava il calcio e ci piace pensare che un pallone sarà rimbalzato, pregno d’acqua e fango, anche fuori da una trincea in quei giorni di buio. La mamma di Erminio non ci pensa due volte, dona un terreno ai ragazzi dell’U.S. Argentia, che tirano calci da ben prima della guerra, per ricordare la passione del figlio. La maglia diventa nera, il colore del lutto e della memoria.
Nasce una storia bellissima di calcio e di radici, decenni di onorata militanza nei campionati dilettanti e l’apoteosi sportiva della stagione 2014-’15 con l’approdo in Lega Pro. Sembra troppa grazia, ma l’etichetta di terza squadra di Milano spinge ancora più su, i playoff del 2017 sono la nuvola nove, ora di nuovo in terza fascia per resistere. Una bella vittoria a Busto Arsizio nella prima uscita di campionato è buon inizio, ma si sa – si vede da prima di subito – che sarà lunga e complessa la stagione. 

Un tifoso d’eccezione

La Giana, proprietà italiana e 22 (su 23) italiani in rosa, ci prova. Mister Andrea Chiappella ed il suo staff si sono meritati conferma e fiducia con la promozione dalla D. Due classe ’86 sono le colonne, Daniele Pinto capitano e centrocampista, Fabio Perna, bomber e vice capitano. Tra i due, quasi 800 presenze e 150 reti.  Marotta, Messaggi, Ballabio, il senegalese Fall, Fumagalli… la squadra c’è. 
Il nome soprattutto c’è, il leone rampante li rappresenta, la storia soffia alle spalle, lassù qualcuno li tifa.
È un privilegio raro. 

 

 

…………………

Se vuoi leggere altre storie di Roberto Amorosino clicca qui per acquistare il suo libro

Venti di calcio

 

 

Roberto Amorosino romano di nascita, vive a Washington DC. Ha lavorato presso organismi internazionali nell'area risorse umane. Giornalista freelance, ha collaborato con Il Corriere dello Sport, varie federazioni sportive nazionali e pubblicazioni on line e non. Costantemente alla ricerca di storie di Italia ed italiani, soprattutto se conosciuti poco e male. "Venti di calcio" è la sua opera prima.

ARTICOLI CORRELATI

Enzo Ferrari

Enzo Ferrari. La filosofia del dolore

Enzo Ferrari non è una sola storia, ma tante. Questa storia entra in punta di piedi nel suo mondo più intimo e personale, quello di uomo al quale il destino ha riservato grandezza, facendogliela però scontare fino in fondo. Questa è la storia di uomo e del suo rapporto con il dolore.

Leggi tutto »
Roma

Roma. Sempre e per sempre.

Guardo al mese appena concluso, gennaio, il primo dell’anno nuovo e come sempre pieno di intenzioni, promesse e aspirazioni. Guardo al mese di gennaio e mi rincorrono due date di anni lontani. Due date di amore giallorosso che mi hanno segnato per sempre.

Leggi tutto »
Ronnie Peterson

Ronnie Peterson. Il dio veloce del silenzio

Ronnie non amava le parole, non rilasciava volentieri interviste, non parlava mai oltre misura. Ronnie era un ragazzo per bene, aveva un grande amore e rispettava le regole, anche quando queste gli imponevano di non vincere. Eppure lui era il più veloce di tutti. In pista e nella vita.

Leggi tutto »
Artica II

Artica II. Le mie regate del 1961

Agosto 1961. Tre settimane su Artica II, gioiello di Marivela, le regate Monaco-Séte e Sète-Ajaccio, mare, vento, imprevisti, una geniale iniziativa nel finale di regata per una bella vittoria di classe, amicizie vecchie e nuove, tutte per una vita. Dalle pagine del Notiziario del Centro Studi Tradizioni Nautiche una storia di vela raccontata in prima persona.

Leggi tutto »

D’annunzio, lo scudetto tricolore e la Roma

D’Annunzio, inventore di parole come nessuno, inventa anche lo scudetto tricolore. Ambito da tutti, vera icona del calcio giocato e anche parlato, di scudetti la Roma ne ha vinti tre e sognati molti, ma ne ha avuto uno in più, quello appuntato sulla maglia nella tourneé venezualana del 1953

Leggi tutto »



La nostra newsletter
Chiudi