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La Fiat alle gare motonautiche

La motonautica eroica, quella dei primi del '900 quando la velocità era la grande promessa del secolo. Dalle prime gare di Stresa del 1903 sino alla costituzione del Corpo Volontari Motonautici alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. Una storia recuperata dal Notiziario del Centro Studi Tradizioni Nautiche della Lega Navale e che portiamo a nuova vita.
Fiat X

Il debutto della Fiat nel settore navale in generale e in quello della nautica da diporto in particolare, avviene quattro anni dopo la costituzione della Società – 11 luglio 1899 nello Studio del dottore Ernesto Torretta “notaio della Real Casa”- partecipando alle prime gare in Italia per i “canotti automobili”, così allora si chiamavano i motoscafi, organizzate a Stresa dal Regio Verbano Yacht Club il 5 e 6 settembre 1903. I racer sono gli scafi da corsa e i cruiser quelli da crociera, suddivisi a loro volta in diverse serie. In gara a Stresa sei motoscafi: due lance racer e un cruiser della Fiat con i suoi motori da 16 e 24 cavalli, due con motori Daimler e una con un Volpi.

Record sul miglio

Non siamo in grado di sapere, i giornali del tempo non lo scrivono, se la gara è sponsorizzata dalla Fiat, ma la presenza del presidente avvocato Lodovico Scarfiotti, del direttore generale ingegnere Enrico Marchesi, del cavaliere Giovanni Agnelli, del conte Roberto Biscaretti di Ruffia e del marchese Alfonso Ferrero di Ventimiglia, tutti azionisti della Società, fa supporre quantomeno un’attiva collaborazione, confermata anche dagli inviti a politici, tecnici e giornalisti. Tra le gare in programma la più seguita è quella del record sul miglio, dove le tre Lance Fiat precedono gli altri concorrenti. La Lancia 24 CV, costruita dal cantiere Taroni di Stresa, vince con il tempo di 4’33”.

La velocità prima di tutto

Il motore impiegato, si legge sulla Rivista Nautica pubblicata a Torino “ha 4 cilindri verticali con accensione elettromagnetica; il carburatore, che fa un solo corpo col regolatore, a polverizzazione, e da una miscela tonante giustamente dosata, in modo da produrre il minimo consumo possibile di benzina. Tanto le valvole di aspirazione, come quelle di scappamento, sono comandate. Un ingegnoso apparecchio brevettato serve a produrre automaticamente un’anticipazione dell’accensione, proporzionale al numero dei giri del motore. La lubrificazione dei cilindri si ottiene automaticamente per mezzo di un oliatore speciale pure brevettato. L’albero a manovella è opportunamente sospeso ed è in acciaio vuoto; tutti i cuscinetti sono ricoperti di uno strato di metallo antifrizione“.
Alla conclusione del banchetto di premiazione, l’avvocato Scarfiotti rivolgendosi all’onorevole Biscaretti lo esorta ad interessarsi presso il Ministero per i limiti di velocità imposti alle automobili e conclude dicendo “Sui laghi, sui mari si andrà a tutta velocità, il carabiniere non sarà là pronto a fare la con­travvenzione“.

Da Stresa a Monaco

L’ affermazione della Fiat è pubblicizzata sulla stampa e la Lancia 24 CV vincitrice a Stresa esposta alla prima Esposizione Internazionale di Automobili di Torino, promossa nel 1904 dal settimanale La Stampa Sportiva. All’inizio del 1904 la Fiat riceve dalla Marina Militare commesse per la fornitura di motori a benzina destinati a un sommergibile, il Delfino, e ad altre imbarcazioni. Giovanni Agnelli, che segue personalmente le iniziative sportive nelle quali la Fiat è impegnata, era intenzionato a far partecipare al Meeting di Monaco, Esposizione e Gare, un motoscafo di Egidio Gallinari con tre motori per 180 CV complessivi. Lo scafo e i tre motori ancora da installare sono mandati nel Principato, ma all’ultimo momento vengono utilizzati per altrettante vetture Fiat tipo 60 CV che urgeva consegnare. L’appuntamento a Monaco è rimandato all’anno dopo.

Stresa Fiat

Arrivano altri successi

Sempre nello stesso anno a Stresa il Fiat VIII, uno scafo costruito dal locale cantiere Taroni, lungo 11,10 metri con lo stesso motore di 75 CV delle autovetture che avevano partecipato alla Gordon Bennett, vince la 100 chilometri del Verbano in 2 47′ 36″. Il 1905 è l’anno delle prime vittorie all’estero. Il 12 aprile nell’annuale Meeting di Monaco il racer Fiat X, guidato dal corridore cuneese Emanuele Cedrino, che faceva parte dell’equipe della Casa di corso Dante, si afferma nella corsa dei 100 chilometri sul percorso Monaco-Nizza-Antibes-Monaco-Mentone-Monaco alla media di 32,580 chilometri. Lo scafo, progettato da Egidio Gallinari e costruito nel suo cantiere di Livorno, è in cedro a doppio fasciame longitudinale con tela- seta interposta e pesa 200 chilogrammi. Lunghezza massima e al galleggiamento 8,99 metri, larghezza 1,68, motorizzato con un Fiat di 24 CV di 7,350 litri di cilindrata che pesa 380 chilogrammi. ‘

La visione francese

In anticipo sulle competizioni d’altura odierne, i francesi organizzano nello stesso anno, patrocinata dal giornale sportivo L’Auto, la gara Algeri-Tolone in due tappe: l’Algeri-Port Mahon (Baleari) di 195 miglia e la Port Mahon-Tolone di 207 miglia. Il 7 maggio sette concorrenti prendono il via da Algeri e il Fiat X, nonostante la presenza di motoscafi di maggior lunghezza e con motori più potenti, è subito in testa ed arriva primo a Port Mahon impiegando 12 15′ alla media di 27,750 chilometri, precedendo di 3 45′ il francese Camille della nobildonna Madame du Gast. La seconda tappa è annullata perché tutti gli scafi, compreso il Fiat X che è al comando, si ritirano per le cattive condizioni del mare nel Golfo del Leone.

Du Gast

Un successo contrastato

Per la barca e i motori Fiat è un grande successo che, però, non piace alla Charron, la casa fabbricante del motore di Camille, che protesta. La giuria accoglie la protesta e squalifica il Fiat X, ritenendo che abbia corso con una persona in meno di quelle stabilite dal Regolamento, minimo cinque, e per essersi rifornito di carburante dal cacciatorpediniere di scorta. Gallinari nega il rifornimento dalla nave asserendo, invece, di aver provveduto, perché il serbatoio del suo motoscafo era di 180 litri e ne occorrevano 320 per arrivare a Port Mahon, con i recipienti che aveva a bordo e di aver sopperito alla mancanza di un uomo con un adeguato peso.

Un successo riconosciuto

La superiorità del Fiat X è riconosciuta dagli Organizzatori che vollero ugualmente consegnare a Gallinari il più importante trofeo in palio, quello del giornale patrocinatore della corsa. Gallinari, per iniziativa della Fiat, è festeggiato a Torino il 24 maggio e il Re lo nomina cavaliere.

Dalla Fiat-Muggiano alla Fiat-San Giorgio

La Fiat, il Cantiere di Muggiano, la Società di Navigazione Alta Italia e la Banca Commerciale costituiscono nel 1905 la società Fiat-Muggiano per la costruzione di unità militari e civili. Pre­sidente l’avvocato Lodovico Scarfiotti. Nel 1907 verrà cambiata la ragione sociale in Fiat-San Giorgio e sul suo naviglio saranno installati sia i motori Fiat sia quelli della San Giorgio fabbricati su licenza dell’inglese Napier. Il primo motoscafo, il Fiat-Muggiano I per le navi da guerra, è varato nel 1906 seguito da un motoscafo da diporto in lamiera zincata di 8,50 metri di lunghezza, in grado di fare 10 nodi con un motore Fiat di 24-35 CV o 8,5 nodi con uno di 16-24 CV. Nel 1908 a Torino inizia la rea­lizzazione dei primi motori Diesel a due tempi per sommergibili, nelle officine Fiat di via Cuneo, originario embrione della Sezione Fiat Grandi Motori. Nel dicembre del 1905 la FIAT espone nella Sezione Motonautica del Salone dell’Automobile di Parigi.

I successi del Fiat XIII

Nel 1906, Aldo Taroni disegna e costruisce il Fiat XIII, uno scafo tutto di cedro a doppio fasciame longitudinale con interposta tela e diviso in cinque compartimenti uno per il motore e quattro stagni. Lungo 11 metri, largo 1,70, pesa senza motore circa 400 chilogrammi. Al meeting di Monaco si afferma nella gara del chilometro e del miglio lanciato. Un’altra affermazione nel Gran Premio Reale di 5000 lire disputato a Stresa il 10 settembre nel corso di una Riunione Motonautica, nel programma delle manifestazioni collaterali dell’Esposizione di Milano per l’inaugurazione del traforo del Sempione, impiegando 2 10′ 40″ alla media di 46,250 chilometri per compiere il percorso di 100 chilometri.

Fiat XV

Il Fiat XV

Nel 1907 debutta il Fiat XV progettato e costruito da Aldo Taroni. È uno scafo dalle linee originali e inconsuete con queste caratteristiche: lunghezza 8 metri, larghezza 2,04 metri, immersione da fermo 0,20 metri e in corsa 0,09 metri, motori di 250 CV. A Monaco nella gara di apertura si classifica secondo nei racer della prima serie alla media di 52,083 chilometri. Sempre nella stessa riunione il cruiser All’Erta, ex Fiat XII, scafo Gallinari e motore Fiat, vince il Campionato del Mare della sua categoria alla media di 41,892 chilometri. Ben tre primi premi con motori Fiat a Monaco nel 1909 e successo nel Premio di navigabilità… a circa 70 chilometri l’ora del racer Sciata con un motore Fiat di 250 CV nel 1912 ancora nelle acque del Principato. I motori e le Lance Fiat, che in questo periodo hanno ottenuto altre vittorie oltre a quelle ricordate, hanno contribuito all’evoluzione della motonautica, all’affermazione dei motori italiani e, quindi, allo sviluppo di numerose iniziative anche per la Marina militare e mercantile.

Il Corpo di Volontari Motonautici

La lenta, ma progressiva, diffusione della motonautica che si estende dai motoscafi da corsa a quelli esclusivamente per il diporto, induce il contrammiraglio Guglielmo degli Uberti a proporre nel 1912 sulla Rivista Marittima la costituzione di un Corpo di Volontari Motonautici. Con Decreto Luogotenziale, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 giugno 1915, è istituito il Corpo dei Volontari motonautici che presterà servizio sui mas e sui motoscafi nel corso della Prima guerra mondiale.

 

……….

L’articolo è stato pubblicato per la prima volta sul numero di ottobre 2016 del Notiziario del Centro Studi Tradizioni Nautiche della Lega Navale Italiana

Franco Belloni

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