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Agostino Straulino. L’ultima veleggiata

Una vita di mare e di vela ineguagliabile, carriera militare e successi sportivi. Dal Notiziario del Centro Studi Tradizioni Nautiche, il racconto in prima persona dell'ultima veleggiata di Agostino Straulino nel Golfo di Napoli
Agostino Straulino

Quel venerdì 19 Settembre 2003, quando di buon’ora Paolo Rastrelli mi telefonò per dirmi che, nientepopodimeno, sarebbe venuto a Napoli Agostino Straulino per uscire in mare con il famoso 8 m. S.I. “Italia”, il cuore mi saltò in gola. Mai avrei pensato che Tino, di carattere così schivo e quasi misantropo, all’età di circa 89 anni, potesse aver aderito all’invito rivoltogli da Rosaria Rosini, Presidente della Sezione Napoletana della Lega Navale Italiana dove “Italia” era ormeggiata. Alle 11 precise mi trovai per l’imbarco al Molosiglio dove già ci attendeva, oltre Paolo Rastrelli, anche il famoso Antonio Sisimbro che oggi è il proprietario di una barca diventata “bene storico”, riconoscimento attribuitogli dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali.

Un tuffo nei ricordi

Il tempo trascorso nell’attesa dell’arrivo da Roma di Agostino Straulino mi servì per tuffarmi nei ricordi del tempo in cui da quello stesso Molosiglio uscivamo insieme, Tino ed io, con il “Merope III” per partecipare alla regata Olimpica del 1960. Rivedere Tino in barca fu una emozione troppo grande, resa sensibile da quel forte legame di amicizia creatosi tra le nostre due famiglie durante tanti anni di trepidazioni, di successi, di gioie e di delusioni sportive. E devo riandare al lontano 1946, quando iniziai la mia carriera di “starista” quale prodiere dell’indimenticabile Roberto Ciappa, con il quale regatavo con lo star “Libellula”, una costruzione tutta napoletana di “masto” Daniele Fiorentino, per ricordare i miei primi incontri con Tino Straulino. Lui regatava, allora, con Nico Rode o con altro prodiere ufficiale della nostra Marina Militare, ed io lo ammiravo, da lontano, conoscendo perfettamente le sue doti “speciali” di velista.

Agostino Straulino

La regata del ‘46

Fu proprio nel 1946 a Napoli che Straulino vinse il primo Campionato Italiano della Classe Star messo in palio dopo la seconda guerra mondiale, in un campionato disputato “a giro di barche” con sorteggio giornaliero delle barche tra i concorrenti. Tino fu capace di vincere la regata anche quando la sorte gli affidò uno scafo che notoriamente era conosciuto come uno “scavafunno”. Da allora ci incontrammo quasi ogni anno durante le regate classiche degli Star come la Settimana di Genova, quella di Napoli, le regate di Marsiglia, di Cascais, ed erano queste per me occasioni da non perdere per studiare e cercare di assimilare i segreti di Straulino, in lui innata potenzialità.

Vele olimpiche

Nel 1948, alla mia prima esperienza olimpica di Torquay, coprii il ruolo di “riserva” di Nico Rode, a disposizione di Straulino. Lo stesso accadde nel 1956 a Melbourne, nelle regate Olimpiche di Port Philip Bay, e giungiamo così al momento in cui la Federazione Italiana Vela, nel 1957, decise di designare per le Olimpiadi di Napoli l’equipaggio dello star “Merope III” formato da Tino e da me. Furono questi tre anni splendidi di allenamenti e di regate che ci portarono a cogliere successi sui diversi campi nazionali ed internazionali. Tra le nostre famiglie si cementò vieppiù quel sentimento di vera amicizia che ha legato noi, le nostre mogli ed i nostri figli. Devo ricordare che, sciolto l’equipaggio dopo l’Olimpiade di Napoli, continuai a regatare per mio conto a timone dei diversi “Caprice” cogliendo risultati di tutto rispetto nella Classe Star. Il merito di tali risultati va ascritto a Tino Straulino che mi aveva insegnato a regatare, inteso il regatare come preparazione dello scafo e tecnica di regata.

Agostino Straulino

Sessanta anni di mare e di vela con Agostino  Straulino

Da allora ci siamo frequentati con una certa assiduità. Memorabile è il ricordo delle regate alle Bahamas con il 5.5 “Grifone”, in equipaggio anche con Ferdinando Sanfelice di Monteforte, dove un vento burrascoso ed onde fortissime ci videro impegnati in maniera veramente dura. La regata della One Ton Cup ad Heligoland dove passammo una notte intera al buio, senza stelle, tra marosi ed onde di acqua dolce che salivano a bordo, alla ricerca di una nave faro da girare. La splendida settimana trascorsa in crociera a bordo del suo “Kerkira”, veleggiando tra le isole dalmate della sua Lussino dove il verde dei prati giungeva fino in mare. Quanti ricordi, quante emozioni – Una vita intera, quasi sessanta anni, trascorsi tra mare e vela in una amicizia oramai storica, uniti dal sublime godimento che questi elementi ci riservavano.

Agostino Straulino

19 settembre 2003

Chiusa la parentesi del nostro passato, ritorno a quel 19 Settembre 2003 quando ho rivisto Tino Straulino al timone di “Italia”, con quella sua calma abituale, pervaso da un immenso godimento tra la brezza settembrina del golfo di Napoli e lo sciacquettio delle onde sul fianco della barca. Non potevo immaginare che quella sarebbe stata la sua ultima “uscita a vela”, e che a distanza di poco più di un anno ci avrebbe lasciati per sempre. Nel dolore insanabile per questo distacco lo immagino oggi tra le nuvole nel cielo azzurro mentre regata con tanti amici che, purtroppo, ci hanno lasciato. Lo immagino di bolina con le mura a dritta che “chiede acqua” a Roberto Ciappa, invece che a Lucrino Monaco, a Dario Salata o Ubaldo Fondi, oppure mentre “vira sotto la prua” di Nino Cosentino, di Tito Nordio, di Mario Rivelli o di Angelo Marino per farli cadere di poppa.
Si, perché come Agostino Straulino non bolinava nessuno!

 

……….

Con il titolo “La giornata di Straulino”, l’articolo è stato pubblicato per la prima volta sul numero di gennaio 2016
del Notiziario del Centro Studi Tradizioni Nautiche della Lega Navale Italiana

Carlo Rolandi

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