martedì, 15 Giugno 2021

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Roland garros, racconti di grande tennis – 5

Roland garros, racconti di grande tennis – 5
Vincenzo Mascellaro
È terra rossa, la respiri, si mischia con il sudore, ti rimane attaccata alla pelle sotto centinaia di occhi che ti fissano dalle tribune e altre decine di migliaia che ti guardano in televisione.Ti emoziona? Sorridi, sei fortunato, stai giocando al Roland Garros.

E poi non ne rimase nessuno

Siamo così giunti alle due terzultime giornate che si sono tenute ieri e martedì. Per intenderci, parliamo dei quarti di finale di Parigi dove si sono incontrati per le quinte sfide ben sette teste di serie su otto competitori. Il “fuori serie” porta il nome di Alejandro Davidovich Fokina, spagnolo di nascita, di padre svedese-russo e madre russa. Poco conosciuto se non tra i veri appassionati della specialità, 22 anni compiuti proprio a Parigi il 5 giugno scorso, il ragazzo ha esordito in questo torneo partendo dalla posizione 45, raggiunta peraltro in tempi molto rapidi se consideriamo che gli inizi della carriera risalgono ad appena cinque anni fa. Era il 2016 quando vinse in Canada la prima competizione junior. I rimanenti sette, invece, rispondono tutti a nomi ben più noti e nel ranking vanno dal numero 1 di Djokovic al 10 del piccoletto Diego Schwartzman, argentino manco a dirlo, alto appena 170 centimetri che ieri se l’è dovuta vedere con Rafa, come lo chiamano tutti nel circuito, dopo aver fatto fuori negli incontri precedenti due “mastini” tedeschi come Struff e Kohlschreiber, e non parlo di esseri a quattro zampe.

Curiosità

Ad eccezione del serbo e del Re della Terra Rossa, nessuno degli altri sei in campo ad oggi ha mai vinto uno slam. Questa la dice lunga su quanto sia difficile emergere nello scenario tennistico attuale, i tre extraterrestri detengono insieme il primato di ben cinquantotto massimi trionfi. Ad oggi, Dominic Thiem eliminato quest’anno a Parigi al primo turno, è l’unico nato negli anni ’90 ad aver raggiunto il massimo traguardo. Ha vinto gli US Open dell’anno scorso, e sappiamo quanto gli stia costando. Verrebbe da dire che se gli effetti di una vittoria producono i disturbi che sta passando l’austriaco, meglio non impegnarsi troppo. Se Nadal invece dovesse vincere la finale domenica prossima, trionferebbe per la ventunesima volta in uno slam piazzandosi così in testa. Federer ha collezionato venti vittorie, Djokovic due in meno. Il serbo ha raggiunto un altro record, trentuno vittorie al quinto set, l’ultima quella con Musetti agli ottavi. Il russo Medvedev, che martedì sera ha giocato il suo quarto di finale contro il greco Tsitsipas, ci è andato vicino, ha disputato infatti due finali, gli US Open del 2019 e gli Australian Open di quest’anno. La curiosità su di lui è che dal marzo scorso occupa la seconda posizione del ranking, una casella che a rotazione dal 2005 era stata sempre prerogativa di uno dei tre e anche di Murray. Citavo prima l’argentino Schwartzman, che in verità di ispanico nel suo cognome non ha proprio nulla, e mi chiedevo, anzi mi chiedo, se solamente avesse un’altezza pari a quella media dei suoi colleghi, non mi riferisco di sicuro ai 211 centimetri di Opelka o ai 206 di Isner, anche solo 185, quale posizione occuperebbe nel ranking? Sono convinto che il baricentro basso agevoli la mobilità, e l’argentino col suo gioco veloce lo dimostra, ma la potenza? La potenza è irrimediabilmente ridotta nel piccoletto, e invece oggi la gran parte punta a tiri che fanno il buco a terra, vedi Berrettini, Rublev, Zverev. Ad ogni modo, penso che un po’di centimetri in più all’argentino gli avrebbero assicurato una delle prime cinque poltrone, perché è bravo, e con Nadal lo ha dimostrato, non credo tuttavia che possa ancora salire di molto in classifica.

Gli incontri

Il primo dei quattro, giocato nel pomeriggio di martedì tra Zverev nella sua ormai immancabile canottiera sponsorizzata, volta ad evidenziare il fisico atletico del tedesco e Davidovich Fokina, non ha destato sorprese, troppo ampio il divario fra la testa di serie n.6 e il giovane spagnolo che nel primo set ha ceduto un break, per vedere poi scivolare in poco tempo il secondo e il terzo. Vi è da dire tuttavia che la performance del giovane tennista spagnolo in questo torneo è da ritenersi assolutamente positiva, oggi è n. 35 della classifica virtuale. Nell’incontro serale tra il russo Medvedev e Tsitsipas, terminato anche questo in tre set, ha avuto la meglio il greco che ha dovuto però spendere molte più energie di quante ne siano state consumate nel match precedente da Zverev, suo prossimo avversario in semifinale. Ieri invece è stata la giornata più emozionante per noi italiani, l’incontro serale ci ha infatti riservato il match tra l’ultimo italiano rimasto in gioco, il romano Berrettini, e il numero Uno. I due si erano già incontrati in un Atp Finals dove è inutile dire chi ebbe la meglio. E ieri sera Djokovic ha davvero superato se stesso. Guardando il match mi è tornato in mente l’incontro a Miami tra Sinner e Bublik quando al termine il Kazako disse al nostro “You are not a human”. Credo che siamo in molti a pensarla così del serbo. Da ieri sera una certezza l’abbiamo, che la finale di questo RG di sicuro non sarà tra il maiorchino e il serbo.

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Vincenzo Mascellaro, uomo di marketing, comunicazione e lobby, formatore, scrittore e oggi prestato al giornalismo