Mille Miglia. La corsa delle corse

26 marzo 1927, a Brescia, è un sabato festante. Da giorni la città è in fermento, ma oggi ci ciamo. Oggi, novantasei anni fa, prende il via per la prima volta la corsa di tutte le corse: la Mille Miglia. Da oggi in poi per le corse su strada sarà tutta un'altra storia, per la Mille Miglia sarà una leggenda.
Mille Miglia

Questa è una questione personale. Una questione personale di quattro amici che non hanno accettato un “no” come risposta. Forse non iniziano così le grandi storie?
Brescia non è stata scelta per il Gran Premio d’Italia” dice il conte Aymo Maggio ai suoi amici Franco Mazzotti, Renzo Castagneto e Giovanni Canestrini. Il sogno sembra infrangersi, disillusione e sconcerto sembrano trovare porte aperte, ma invece no.
Il futuro per quelli che saranno conosciuti come i quattro moschettieri della Mille Miglia è aperto a qualsiasi possibilità.
I quattro non ci pensano sopra più di tanto: se il Gran Premio non viene da noi, perché non ne organizziamo uno tutto nostro, nuovo, luccicante e rombante?

 La gara

È così che l’idea della Mille Miglia, gara di velocità di circa 1.600 chilometri, prende forma. Il nome è suggerito da Franco Mazzotti, tornato da poco dall’America e che in quella unità di misura ci trova qualcosa di esotico, ma anche di incredibilmente futurista.
Il percorso è messo giù: un circuito “a otto” con partenza e arrivo a Brescia, con solo una breve tappa intermedia a Roma. Nelle edizioni successive i cambiamenti sul tracciato saranno tanti, anche per permettere di far passare la gara da altre città, ma si cercherà comunque di mantenere una lunghezza complessiva fra i 1.512 chilometri del 1953 e i 1.830 del 1948.

Mille Miglia
(Mille Miglia 1927. Minoia e Morandi in corsa)

26 marzo 1927

Con 77 equipaggi di cui due stranieri, il 26 marzo 1927 parte la prima corsa ed inizia la storia.
Ferdinando Minoia e Giuseppe Morandi al volante di una OM Superba 665 tagliano il traguardo dopo 21 ore, 4 minuti e 48 secondi.
La foto di copertina proviene dall’Archivio Fotografico della Fondazione Negri ritrae Minoia e Morandi all’arrivo ed ha una potenza iconografica fulminante. Solo a guardare volti, abiti, acconciature, cappelli e occhialoni il viaggio nel tempo è assicurato
Su una macchina che è un gioiello di meccanica e potenza bresciana, loro sono i primi ad aggiudicarsi una coppa che, negli anni, vedrà competere i più forti, i più coraggiosi e forse anche i più matti piloti automobilistici.
A Brescia sono giornate di festa, gli striscioni la decorano come gioielli esibiti sul collo su di un’elegante signora mentre il pubblico partecipa con passione, urla, ride, applaude, impreca così tanto e così forte che le mura della Leonessa d’Italia non riescono a contenere le grida le grida degli astanti riescono a sentirsi fin fuori dalle mura. La Mille Miglia è moderna anche in questo; un modo nuovo di concepire una gara automobilistica che ha il sapore quasi di un incontro fra amici, un desiderio di divertirsi e godersi il paesaggio nel frattempo.

Mille Miglia
(Mille Miglia 1927. Danieli e Balestrero in corsa)


È così che quella che doveva essere una singola gara assume spirito e tempra nuovi.
L’anno successivo si corre di nuovo. E di nuovo e poi di nuovo. A mangiare polvere  saranno piloti come Tazio Nuvolari, Alberto Ascari, Manuel Fangio, Stirling Moss. A sputare fuoco macchine come Ferrari, Alfa Romeo, Maserati, Lancia, Cisitalia, Mercedes, Stanguellini.

La fine

Il sogno prosegue, la guerra lo sospende, incidenti gravi lo fermano, prima nel 1938 e poi nel 1957.
Il 12 maggio 1957 il sogno diventa dramma. Lo spagnolo Alfonso De Portago corre su Ferrari 335S esce di strada a Guidizzolo nei pressi di Mantova; lui e il suo navigatore Edmund Nelson non hanno scampo, ma con loro muoiono anche undici spettatori. L’incidente scuote profondamente l’opinione pubblica al punto tale da spingere le autorità a far chiudere definitivamente la gara.
Ha ragione J.R.R Tolkien, però: le radici profonde non gelano.  
La Mille Miglia è una corsa, ma è anche radici. Nostre. Di popolo, motori e meccanica.

Mille Miglia De Portego
(Mille Miglia 1957. La Ferrari di De Portego)

Tutto ricomincia

Per molti anni la gara sopisce, rimane un ricordo, ma è brace sotto la cenere. Testimonianze, foto, articoli e libri si susseguono.
Il 1977 non è solo l’anno della seconda contestazione studentesca, ma anche l’anno in cui la Mille Miglia rinasce come corsa di regolarità riservata ad auto storiche che avessero partecipato almeno una volta ad una delle ventiquattro edizioni tenutesi fra il 1927 e il 1957.

La Signora si veste a nuovo

Nonostante il cambio d’abito, la Mille Miglia conserva fascino e suggestione e ogni anno rinnova quella promessa di stupire anche chi di auto non è un esperto.
Ogni anno la Mille Miglia rinnova una grande storia e il rombo dei suoi motori non è solo l’accompagnamento di una gara, ma la colonna sonora di anime che corrono dentro una leggenda.

 

…………..

Se vuoi leggere altre storie di Giulia Colasante clicca qui per acquistare il suo libro

Intrepide

Giulia Colasante si affaccia al mondo nell'ultimo anno del secolo scorso, in tempo per sentirne raccontare in diretta, abbastanza per rimanerne incuriosita. Laureata in Filosofia all'Università di Roma Tre, per tentare di capire il futuro che l'attende studia Scienze Cognitive della Comunicazione e dell'Azione. Che attende lei, ma anche un po' tutti gli altri.

ARTICOLI CORRELATI

george best

George. The best

Divo assoluto, geniale, esteta del dribbling, innamorato della vita viscerale e senza regole, George Best lascia un segno indelebile nel calcio moderno e paga i suoi conti fino in fondo. Questo episodio del podcast lo racconta, ma soprattutto gli parla.

Leggi tutto »
Portiere

Il portiere. Quello vero

Una storia di campo. Un campo della popolosa e popolare periferia romana. La storia di un portiere, uno che “poteva”, ma al quale un destino di traverso gli ha fatto perdere il treno, quello delle grandi occasioni. Poi è tornato a giocare sullo stesso campo. Sempre in porta, naturalmente, e ai bambini che gli chiedono come si fa a diventare portiere, lui svela un segreto.

Leggi tutto »
Surya Bonaly

Surya Bonaly e quel salto impossibile a filo di lama

Nel 1998 Surya Bonaly scrive la storia del pattinaggio su ghiaccio eseguendo una figura vietata. Prima di lei nessuna donna aveva provato a fare un backflip all’indietro. Lei lo fa, sfida regole, gravità e pregiudizi. Lo fa e ci riesce perché tra tante principesse, lei è una regina.

Leggi tutto »
Naghol

Naghol. Il Bungee Jumping sacro delle isole Vanuatu

Ogni anno, nel periodo tra aprile e giugno, i giovani vanuatesi dell’Oceano Pacifico si ritrovano per costruire trampolini da cui poi tuffarsi, assicurandosi solo a lunghe liane strette alle caviglie. Lo scopo è propiziare il raccolto dell’anno, ma anche superare un rito di passaggio necessario per diventare adulti. 

Leggi tutto »



La nostra newsletter
Chiudi