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Alessia Zecchini. Respiro profondo

Alessia Zecchini, pluricampionessa mondiale dell'immersione in apnea in sei diverse discipline, nel 2017 scende fino a -104 metri, conquista il titolo mondiale AIDA nel Vertical Blu e diventa la donna più profonda del mondo. La sua storia sportiva e umana la racconta il bel documentario Respiro Profondo disponibile su Netflix.
Respiro profondo

Inizia il conto alla rovescia.
Respiro.
20 secondi.
Respiro.
10 secondi.
Respiro.
Via alla prova.
Mi tuffo. Inizia la discesa.
La storia di Alessia Zecchini e Stephen Keenan racconta di passione, di amore e di mare. E di come a volte la vita non va come ci si aspetti e neanche di come dovrebbe. Alcuni dicono che i due si siano incontrati per destino, che fosse scritto che avrebbero condiviso una parte di vita. Altri, invece, preferiscono pensare che le correnti tra l’Irlanda e l’Italia in qualche modo fossero confluite per avvicinarli.

Alessia Zecchini, l’acqua e Natalia

Alessia Zecchini, classe 1992 romana, ha da sempre saputo che la sua vita sarebbe stata in acqua. Ha appena 11 anni quando in piscina inizia la sua preparazione per diventare la più grande apneista al mondo.
Il suo idolo è Natalia Molcanova, detentrice del titolo mondiale per sei delle categorie della AIDA international.
A discapito di tutti i dubbi di chi vedeva una bambina gracile con la monopinna, lei non smetteva di stupire.  A 13 anni segue il suo primo corso di apnea federale nella A.S.D. “Apnea Blu mare”, ma per i regolamenti federali del tempo non poteva partecipare a nessuna competizione fino ai 18 anni.
Allora Alessia attende e si prepara. Il suo momento arriverà. Lo sa che arriverà.

Alessia Zecchini

L’esordio nelle gare nazionali

Il debutto in grande stile è al Campionato italiano di Torino: argento in due delle tre discipline in programma.
L’anno seguente è già in lista per la prima gara internazionale.
Il primo titolo mondiale arriva nel 2013 a Kazan, quando partecipa al Campionato del mondo, ottenendo anche un argento e un bronzo.
Nel 2015 il record del mondo indoor è il suo.
Alessia non si ferma, sa che non può farlo.
Dirà più volte che quello che aspetta di più delle immersioni è il silenzio.
Dopo i 30 metri di immersione la pressione inizia a spingere verso il basso, è come volare. L’apnea è tecnica, allenamento, ma anche e forse soprattutto concentrazione. La testa fa la differenza. Quando senti la pressione comprimere i polmoni, se ci si lascia andare alla paura potrebbe essere fatale.

Non è oro tutto quello che luccica, anzi

L’apnea richiede non solo  preparazione fisica e mentale di alto livello, ma anche un’assistenza di sicurezza che affianchi l’atleta in acqua. Nella risalita, ad esempio, in particolare per gli ultimi dieci metri che sono i più rischiosi per un “blackout”. In quei momenti basta un nulla per mettersi a rischio. È in quei momenti che una faccia amica può diventare una vera e propria ancora di salvezza per far sentire gli atleti al sicuro.
Una faccia amica come quella di Stephen Keenan.

Stephen Keenan

Stephen Keenan, il Congo e la scuola

Stephen Keenan nasce in Irlanda nel 1977. Occhi blu mare, da sempre un’anima curiosa e spinta verso la ricerca del suo senso nel mondo. Stephen sogna di visitare il Congo e di vedere i gorilla, ma qualcosa lo blocca. Pensa di dover seguire il modello di vita tradizionale: casa, college, famiglia. Il modello, però, gli calza male, lo stringe. È così che sente che gli manca qualcosa e si rifugia nell’alcol. La prematura scomparsa della madre è un colpo durissimo per il ragazzo, ma paradossalmente la sferzata lo cambia come non avrebbe mai pensato. Stephen capisce che niente deve essere dato per certo e decide di vivere ogni giorno al massimo, senza precludersi nulla.
Inizia a viaggiare, va davvero in Congo, in Amazonia e non si ferma lì. Tocca le montagne più alte sul globo e visita mari e oceani.
Ma dopo un po’ anche la vita da nomade non gli basta più. Sente la mancanza della famiglia e inizia a pensare che ne vuole una tutta sua, una famiglia nuova e tutta da fare.

Il proprio posto nel mondo

Prima di rientrare dal suo peregrinare per il mondo, Stephen fa un’ultima tappa: Dahab, in Egitto. La città pare avere il mare ideale per chi ama fare immersioni, di cui Steve è da sempre appassionato.
Quando arriva a Dahab prima è disorientato e poi se ne innamora. Tutto lì gli parla, persone, paesaggio, mare. Tutto gli parla e gli dice di restare. A Dahab c’è il Blue Hole, dolina marina profonda circa 100 metri che ospita un arco naturale sotto cui passare. Pericolosa, ma se per chi fa immersioni è un luogo magico, per gli apneisti è ancora di più. ll Blue Hole ha preso tante vite, la visuale sotto l’acqua è limitata e il passaggio sotto l’arco è rischioso.
A Dahab ovviamente c’è anche Alessia.

Una nuova prova

Stephen sente di appartenere al mondo dell’apnea. Inizia a prepararsi, vuole battere il record irlandese. Ci prova, blackout. Riprova, blackout.  Stephen non si arrende, ogni tentativo fallito, lo porta soltanto a riprovarci di nuovo, spingendosi al limite.
Finalmente eccolo, il record è suo, la nuova vita anche.
Dopo il record infatti Stephen apre la sua scuola per il free-diving. La sua Dahab Free Divers da subito riscuote molto successo, sia per la località favorevole per gli apneisti che per la sua persona. Chiunque vada da Stephen rimane colpito dalla sua preparazione, ma anche dal carattere affabile. Ad un certo punto Stephen sceglie di ampliare la sua formazione e di prendere i brevetti per esercitare anche la sicurezza subacquea. “Chi meglio di un apneista può capire come aiutare gli altri atleti”, dice a chiunque gli chiede il perché della sua nuova veste.

Natalia Molcanova

Stephen si prepara, diventa bravo e in un’occasione salva anche il figlio di Natalia Molcanova, Alexey. Quell’atto eroico conferisce fama all’uomo che inizia ad essere chiamato alle competizioni più importanti a livello mondiale.
E poi il dramma: il Blue Hole si porta via Natalia Molcanova.
Il corpo non è mai stato trovato.
Alexey ha confidato che probabilmente lei è più contenta così, sapendo di essere ormai un tutt’uno con il mare che tanto amava. Per la comunità sportiva degli apneisti questo è però un duro colpo. Capiscono di essere più a rischio di quanto possano pensare; se la migliore al mondo può sbagliare, allora nessuno di loro è davvero al sicuro.

Alessia Zecchini e Stephen Keenan

 Dove confluiscono le correnti

2017, Bahamas. Vertical Blue.
Alessia Zecchini è chiamata a partecipare al Vertical Blue, una delle competizioni di apnea più importanti al mondo, dove solo i migliori vengono invitati.  Alessia vuole tentare di raggiungere il record di Natalia di 102 metri. Ma non è la sola ad avere obiettivi ambiziosi; al Vertical Blue c’è anche la sua antagonista giapponese Hanako Hirose, anche lei in corsa per il titolo mondiale.
Ogni atleta ha a disposizione sei tentativi nel corso di due settimane per ottenere il miglior risultato.
A capo della sicurezza c’è Stephen Keenan.
La gara può avere inizio.

Verso la gara

Mentre Hirose continua a migliorare e infrangere record, Alessia Zecchini finisce ogni tentativo in blackout. A seguito di un controllo medico le consigliano di non immergersi per almeno un paio di giorni.
Alessia è a pezzi; vede il suo sogno di battere il record allontanarsi sempre di più.
Stephen continua il suo lavoro, studia ogni atleta nel minimo dettaglio per capire come aiutarlo al meglio, ma sulla sua lavagna c’è un’incognita: Alessia. Vede le sue prove e capisce dove sbaglia. Prende coraggio e glielo chiede: “Ti va di allenarti con me?”.  La recupera ogni volta e ad ogni tentativo lei migliora.
I due iniziano a legarsi, c’è una chimica, un collegamento che è innegabile anche da fuori.

Il giorno della prova

Alessia si fa il segno della croce ed entra in acqua.
30 secondi e inizia la prova.
Scende, prende la tag a testimoniare la discesa e riprende a salire.
Stephen le va incontro e arrivano in superficie insieme.
I’m okay” dice ai giudici, respira.
Parlano tra di loro. Respira.
Guarda Steve. Respira.
Cartellino bianco. Respira.
Il record è suo.
Alessia è al livello di Natalia.
La festa dura poco, però: lo stesso giorno Hirose fa 103 metri.
Manca ancora una prova però. Il giorno seguente Alessia Zecchini raggiunge i -104 metri di profondità e vince Vertical Blue e titolo mondiale AIDA (International Association for the Development of Apnea).
Alessia può ricominciare a respirare.

Una nuova sfida

Stephen e Alessia ormai sono in simbiosi.
Si separano per poco, lui torna a Dahab e lei a Roma. Lui le propone di continuare ad allenarla a Dahab e tentare il Blue Hole.
Per lei non c’è niente di meglio ed è così che la “La donna più profonda al mondo” va in Egitto
Stephen e Alessia iniziano l’allenamento. L’atleta prima sarebbe scesa per 100 metri per poi nuotare in orizzontale sotto l’arco per 30 metri. All’uscita di questo ci sarebbe stato Steve ad aspettarla e ad indicarle la cima per la risalita di altri 100 metri.
Tutto doveva essere cronometrato esattamente per evitare di “mancarsi” all’uscita e per aiutare Alessia a trovare la corda.

Il giorno del Blue Hole

Stephen e Alessia arrivano sul posto, non parlano, si concentrano.
Inizia il conto alla rovescia, si guardano un’ultima volta e poi Alessia scompare nel blu.
Contano la discesa.
Ormai deve essere sotto l’arco, Steve preparati”.
Inizia il conto per l’atleta, ma chiede altro tempo. 10, 20 secondi che fanno la differenza.  
Sott’acqua intanto Alessia esce dal tunnel con 30 secondi di anticipo. Non vede né Steve né la fune. Sceglie di seguire il reef, ma si perde. L’uomo arriva alla fine della fune, ma lei non c’è. Si cercano, tutto poi è confuso. Anche la squadra inizia a cercarli.
Appare una figura, sono loro.
Entrambi sono in blackout, ma mentre Alessia è rivolta in alto, Steve ha la faccia in acqua.
La ragazza si riprende, prova a rianimarlo, ma è tutto inutile.
Stephen è ormai parte del mare.

Ad memoriam

In ricordo di Stephen è organizzata una veglia sottomarina; centinaia di persone partecipano tenendo il respiro per 39 secondi, uno per ogni anno della sua vita.
Se ha toccato così tante persone deve aver significato qualcosa, giusto?”, dicono gli amici.

Respiro profondo

In ricordo di Stephen Keenan è da poco disponibile su Netflix il documentario “Respiro profondo”, che ne racconta la vita e il rapporto con Alessia. Una storia umana, prima che sportiva. La storia di due atleti che si sono trovati senza mai lasciarsi.
Alessia Zecchini continua a dedicare ogni vittoria a Stephen.
Il suo ricordo è più vivo che mai.
A maggio scorso Alessia ha ancora una volta superato sé stessa: nelle acque di Camotes Island, nelle Filippine, ha toccato la profondità di -123 metri, stabilendo il nuovo record mondiale AIDA di apnea in assetto costante con monopinna.
Un pensiero sarà stato sicuramente anche per Stephen.

 

Rachele Colasante nata a Roma nel 1999, da sempre incuriosita dalle storie, studia Lettere a RomaTre cercando di scrivere la sua al meglio. Ancora non sa dove la condurrà il suo percorso, ma per ora si gode il paesaggio.

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