Search
Close this search box.

Laura Conz. Migliorarsi sempre

Ex olimpionica, oggi bussola di un quartetto di stelle azzurre, Laura Conz chiede ai suoi atleti una ferrea organizzazione e una mentalità aperta verso il cavallo. Ma a bordo campo si chiede “Avrò fatto tutto il possibile per loro?”
Laura Conz

“Lo sport è studio, è una perenne connessione con noi stessi, con i nostri errori, con i nostri limiti. È accettarsi, ma senza perdere mai la voglia di migliorarsi”.
L’input di responsabilizzazione proviene da Laura Conz, ex atleta olimpionica (Barcellona ’92) del mondo equestre, oggi fiore all’occhiello degli allenamenti di stelle azzurre come Susanna Bordone, Sara Morganti, Carola Semperboni e Federica Sileoni. Un quartetto di donne che ha rappresentato l’Italia a Tokyo 2020: Susanna per la disciplina del completo, Sara, Federica e Carola per il paradressage.
“Sono quattro donne diverse caratterialmente – racconta Laura Conz – hanno in comune una forte determinazione basata su una ferrea organizzazione mentale. Procedono implacabilmente, step by step, verso l’obiettivo. Non hanno paura di allenarsi”.

Laura Conz e Susanna Bordone
(Laura Conz con Susanna Bordone)

 Definiamo “Allenamento”

“Quella dell’allenamento non è una ricetta semplice nel mondo equestre, poiché procede su due binari: atleta e cavallo. Un tecnico deve assecondare e determinare, a volte, la motivazione di entrambi. Quindi: minuziosa programmazione da una parte e elasticità dall’altra, modulando tempi di carico e di riposo con la stessa cura. L’allenamento – chiude Laura Conz – è tutto quello che eticamente puoi fare per arrivare a una determinata performance. È lavorare su quello che non è andato nella precedente gara”.

 Definiamo “Perfomance”

“Performance non coincide necessariamente con “vittoria” e non è l’obiettivo che personalmente io metto in testa agli atleti che seguo. Come si può chiedere a un atleta di batterli tutti? Come lo traduce il cervello questo input se non girando a vuoto? Diverso è “fai quello che sai fare, come in allenamento. La performance è il personal best. La classifica è un’altra cosa”.

Laura Conz e Sara Morganti
(Laura Conz con Sara Morganti)

Commozione. Ogni volta

Laura Conz ha cominciato a montare a cavallo all’età di dodici anni e si è ritirata dalle competizioni quando ne aveva quarantasei, intraprendendo contestualmente tutti gli studi presso la Scuola dello Sport fino a diventare Tecnico di IV Livello Europeo. Palma di bronzo al merito Tecnico CONI, 7 medaglie di bronzo al valore sportivo CONI, chef d’equipe della nazionale FISE per il dressage e la paralimpica. Eppure, quando un suo atleta entra in campo, lei si commuove.
“Lo sanno tutti ormai, quindi mi lasciano da sola. Mi commuovo mentre fanno il loro ingresso in campo, mi chiedo se ho fatto tutto il possibile per loro.
Poi mi asciugo gli occhi per analizzare al dettaglio la loro performance”.
L’allenamento a firma Laura Conz ha contribuito alla doppietta di bronzo di Sara Morganti nel rettangolo di Tokyo 2020: prima medaglia azzurra equestre nella storia delle Paralimpiadi. “Ecco, in quella occasione, ho dato il meglio: ho pianto anche al termine del suo rettangolo”.

 

Daniela Cursi Masella pubblicista e press officer. Sceneggiatrice e regista di “Come trovare nel modo giusto l’uomo sbagliato”, tratto dal suo omonimo istant book. Autrice del libro “Imperfetta” (Baldini & Castoldi Editore) e del reality “Campus Life Experience 2020".

ARTICOLI CORRELATI

Giusy Leone

Giusy Leone. Una medaglia da non dimenticare

Roma 1960. Le chiamarono le Olimpiadi più belle di sempre. Forse lo furono veramente. Sicuramente lo sono state per Guseppina “Giusy” Leone, prima azzura a salire sul podio olimpico nella specialità della velocità. Con l’agile penna di Gustavo Pallicca, ora un libro edito da Assital, ne ripercorre vita, gare e successi.

Leggi tutto »
Steve McQueen

Steve McQueen. Una vita e 22 secondi

Una sera d’agosto, Steve McQueen ed io. Un tempo sospeso per raccontare i 22 secondi della 12 Ore di Sebring 1970, quando Steve con Peter Revson su Porsche 908 arrivano secondi dietro alla Ferrari 512S di Mario Andretti. 22 secondi che sono la storia della sua vita. Un’intervista impossibile, ma nulla è più reale di un amico immaginario.

Leggi tutto »



La nostra newsletter
Chiudi