Real Tuscolano. Quando la finale è di quartiere

Un quartiere che torna a respirare, un campo che diventa casa: il Real Tuscolano arriva in Finale di Coppa Lazio. Dopo l’1-1 dell’andata, il Moscarelli si riempie e il 17 maggio col Gaeta si gioca un sogno.
Roma. Le Olimpiadi del Tuscolano

Altre Olimpiadi, non quelle più belle di sempre di Roma ’60, ma quelle di qualche anno prima, quelle che non potevi vedere in televisione e meno che mai in Eurovisione, ma al massimo sulla Tuscolana.
Campo Moscarelli. Storie di quartiere e grande calcio

Un campo di calcio al centro della vita di un quartiere, un campo che cresceva ragazzi e dove si affacciavano campioni a raccontare storie di calcio e dove altre storie arrivavano sul filo del si dice. Il campo Moscarelli al Tuscolano, da sempre protagonista.
Il discorso del Re

Di cosa potevano parlare un gruppo di ragazzini che nel 1969 si ritrovarono a far visita al re d’Italia in esilio a Cascais? Di calcio, ovviamente.
I fondamentali del calcio. Quelli dimenticati.

I fondamentali del calcio, quelli dimenticati, quelli che hanno fatto giocare tutti, ma anche quelli che al calcio moderno mancano tanto.
Tennis. Una storia di borgata

Campo Patti al Tuscolano, un tempo periferia romana che nelle propaggini verso la campagna diventava borgata. Campo Patti è storia di calcio per generazioni cresciute tirando calci a un pallone su camponi sterrati e per strada. Poi accade che un parroco capace di guardare avanti, accanto al campo Patti fa spuntare due campi da tennis in terra rossa. È così che inizia tutta un’altra storia.
Il calcio che non c’è più. Matrimonio al campo

Il calcio, il sistema calcio, è a rischio di implosione. Lo ha detto senza mezzi termini Aurelio De Laurentis. C’è di più, però. C’è un calcio sparito, quello amatoriale, quello dei quartieri, quello dei tornei aziendali e delle partitelle scapoli contro ammogliati. C’è un calcio che ci manca.
Il calcio tra colonia e oratorio

Generazioni di bambini sono diventati grandi crescendo nel tempo sospeso delle colonie estive, marine o montane che fossero. Anni e vacanze irripetibili che hanno lasciato un segno nella memoria a chiunque le abbia vissute.Un tempo sospeso quello delle colonie, ma con una grande certezza: la possibilità di giocare a pallone continuando le partite infinite iniziate in oratorio.
Il calcio di una volta

Una partita di bambini con le maglie dei nonni, una mostra con le fotografie in bianco e nero sfuggite al tempo. Il campo di una Parrocchia, San Policarpo al Tuscolano, per un giorno ha fatto vivere il calcio che ci piace. Non un tuffo nel passato che non dimentichiamo, ma un viaggio nel futuro al quale non vogliamo rinunciare
Storie di campo. Er sor Zuliàn…

Incardinato in quelli che una volta si chiamavano “palazzoni”, il Campo Patti al Tuscolano è molto di più del campo di quello che una volta era un periferico quartiere romano. Così come “er sor Zuliàn” è stato molto di più del guardiano del campo
Storie di campo. L’allenatore de ‘na vorta…

Quando? Una volta. Una volta è un tempo indefinito. Può essere lontano, vicino o persino immaginario come nelle migliori favole. Questa però è una storia vera, un tuffo nel vissuto di un campo da calcio della periferia romana, un campo del Tuscolano, ma è anche una storia che racconta un vissuto comune a tutti i campi di quel confine impreciso che è stata la periferia romana. Una storia di quando? …de ‘na vorta, ovviamente.
Campo Patti. Sembra ieri…

Siamo nel 1970, il giorno un mercoledì 3 giugno e al Campo Patti al Tuscolano è festa grande per l’accensione del primo impianto di illuminazione.
L’esordio dell’arbitro

Un’altra storia di campo, un’altra storia dal Moscarelli di Roma, l’ex INA-Casa, campo simbolo della storia di un quartiere. Qualcuno la potrebbe chiamare storia di calcio minore, noi no. Per noi l’esordio di un arbitro, anche se ad honorem, a quasi 80 anni, è una grande storia del calcio che ci piace.
Rino Tommasi. Quelle serate al Palasport

L’ultimo saluto a Rino Tommasi ha riportato alla mente di noi “attempati romani” ricordi mai cancellati di serate al Palazzo dello Sport dell’Eur per assistere agli incontri di pugilato che Rino organizzava i venerdì sera.
Ode al terzino

Il terzino, questo sconosciuto. Nel calcio che ha cambiato regole, ruoli e nomi, questo è un ricordo accorato, estremo, sentimentale. Un ricordo che può essere una testimonianza d’amore, ma anche un grido di dolore per un calcio che facciamo sempre più fatica a riconoscere.
Il terapista

Figura di campo,di bordo campo o di spogliatoio. Difficile dare al terapista una posizione univoca nel panorama calcistico. Certo è che dal terapista tutti si aspettavano miracoli, anche quando nei campi di periferia come era il Moscarelli, il terapista aveva a disposizione solo mani, spugna e un secchio di ferro. La cosa straordinaria è che spesso, i miracoli, il terapista li faceva veramente.
Stoppala Nello! Ferma ‘sta palla…

Una vita di campo, una vita intera con emozioni, volti e ricordi che si affastellano, si sovrappongono e a volte si confondono l’uno con l’altro. Una vita che ad un certo punto ti dice sottovoce che sarebbe ora di lasciarlo in pace quel campo. Ci pensi, poi prendi il borsone, esci di casa e ti ritrovi in strada ad affrettare il passo. Potresti farla a occhi chiusi la strada verso il Moscarelli. Il campo è lì da una vita. La tua.
Il Tredici perduto

L’Italia del Totocalcio, quella del Tredici sognato per cambiare vita, quella delle serate con gli amici, stretti in cucina o affollati intorno a un tavolino del bar a tirare giù numeri e previsioni. Cinquanta anni di vita italiana, caciarona e anche un po’ sbruffona, ma capace ancora di inseguire un sogno.
L’infortunio che non c’era

Altri tempi, altri campi. Quelli di periferia con il fango incrostato, ma anche quelli verdi dei campioni. Ti facevi male? Se ce la facevi andavi all’ala a passeggiare, altrimenti uscivi e non ti sostituiva nessuno. L’infortunio non esisteva, o meglio, ne esisteva solo uno, temuto e terribile: l’autogoal.
Bruno Pace. Un Gian Burrasca prestato al calcio

Calciatore e allenatore, Bruno Pace è stato un eterno emergente, ma anche un eterno ragazzo. Pallone, cuore e scherzi, così l’ho conosciuto io e così lo ricordiamo in tanti. Con affetto, perché nessuno lascia segni profondi come gli eterni emergenti
Don Paolo Rossi e il calcio a Cecafumo

Cecafumo. Di questa zona incastonata nell’asse tuscolano di quella che era una volta periferia romana ho già scritto, ma non ho detto tutto. Non ho detto di Don Paolo Rossi e di come iniziò a farci giocare a pallone. Questa è la sua – e la nostra – storia.
Pelé. Quel giorno all’Olimpico

Io c’ero quel giorno all’Olimpico. Erano i primi anni sessanta, se poi fosse Roma-Santos del ’60, del ’61 o del ’63, lasciatemi il dubbio della memoria. Però io c’ero e Pelé l’ho visto veramente giocare. L’ho visto e lui sì che me lo ricordo come fosse ieri.
Ina Casa. Una storia di calcio di quartiere

Ina Casa, poi campo Moscarelli, asse tuscolano della periferia romana. Una piccola storia preziosa del calcio romano raccontata in prima persona da un testimone che ha vissuto il campo e il quartiere. Una piccola storia, una di quelle che maturano lontano dai riflettori e dalle prime pagine. Una piccola storia che a noi piace chiamare grande.
Ernesto Alicicco. Medico e galantuomo di campo

Primi anni ’80, la mia squadra era l’INA Casa, il nostro campo il Moscarelli al Tuscolano, periferia di Roma. Con noi c’è Ernesto Alicicco che per 24 anni sarà il medico dell’AS Roma. Deve insegnarci le pratiche di primo intervento in campo, ma in effetti ci insegna molto di più. A noi, ai calciatori e anche alle loro mamme.
Il portiere. Quello vero

Una storia di campo. Un campo della popolosa e popolare periferia romana. La storia di un portiere, uno che “poteva”, ma al quale un destino di traverso gli ha fatto perdere il treno, quello delle grandi occasioni. Poi è tornato a giocare sullo stesso campo. Sempre in porta, naturalmente, e ai bambini che gli chiedono come si fa a diventare portiere, lui svela un segreto.
Mister Panzini

Sì, inutile girarci intorno. Sono passati tanti anni dalla prima volta, eppure mi fa ancora effetto quando mi chiamano così. Mister è una parola con dentro un mondo intero, formula magica capace di aprire porte misteriose. Sullo sfondo del quartiere Tuscolano di Roma, questa volta ho deciso di raccontare una storia che conosco meglio delle altre: la mia. La storia di una vita iniziata in un campetto, passata per un campo e proseguita su una panchina. Andata e ritorno di un moto circolare che si chiama vita.
Nino Benvenuti. Quei giorni da pompiere

Un ricordo personale, una storia in presa diretta di anni passati troppo veloci. Nino Benvenuti alla Scuola Antincendio di Capannelle, nuovamente pompiere per qualche giorno per “prendere il congedo”, come disse, e per allenarsi al nuovo film con Giuliano Gemma. E poi gli altri, Giorgio Cagnotto e Franco Menichelli. Giorni da pompiere che non si scordano più.