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Wilma Rudolph e Livio Berruti

Roma 1960. Wilma, Livio e l’amore impossibile

25 agosto 1960. In una Roma bella e ingenua come forse mai più, si aprono i Giochi della XVII Olimpiade. Dal Settebello ai ciclisti d’oro, da Cassius Clay a Nino Benvenuti, da Abebe Bikila a Livio Berruti e Wilma Rudolph, tante sono le storie dei giorni olimpici. Tra queste quella dell’amore impossibile, forse immaginario e solo da copertina di Livio e Wilma, ma anche quella di una Roma impossibile da non amare.

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Messner

Reinhold Messner. La solitudine del gigante

20 agosto 1980. Reinhold Messner arrampica l’Everest dal versante nord, da solo e senza ossigeno. Primo al mondo, anche i monsoni ne rispettano cuore e coraggio e lo lasciano andare. È cosi che i giganti si parlano. In solitudine.

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Baruz

I Miti. Lo street artist Baruz omaggia lo Sport in Costituzione

Lo Sport entrerà tra i valori fondamentali della Repubblica con la revisione dell’articolo 33 che vedrà impegnato il prossimo Parlamento.A questo si ispira il tributo allo sport italiano di Baruz, lo street artist che realizza opere d’arte palleggiando su tela. Sua la mostra “I miti. Lo Sport entra in Costituzione nell’articolo 33” ospitata al Salone d’Onore del CONI dall’8 ottobre al 6 novembre.

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Abdon Pamich

Abdon Pamich. 90 anni da campione

Abdon Pamich, una leggenda in marcia. Da sempre. Da quando aveva 13 anni costretto a marciare per lasciare Fiume, lasciata di gambe, mai di cuore. Una vita sportiva ineguagliata, una vita da testimone che si porta dentro. Novanta anni lo scorso 3 ottobre. Auguri e tanta strada, Abdon. 

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Bonucci e Furino

La carezza di Bonucci

La carezza di Bonucci a Giuseppe Furino. La maglia, certo. Il testimone passato da capitano a capitano come se fosse un moto circolare di eterno ritorno. Ma l’anima del momento è la carezza, gesto desueto, codice disperso, commozione che si fa gesto. Per questo noi ne parliamo.

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Baracca Faggioni

Baracca Faggioni. Il Mare come destino

La Baracca Faggioni di Cadimare è la testimonianza di come il Mare possa essere un destino. 100 anni di mani e di sapienza che hanno accompagnato la messa a mare e la cura di barche che sono vere e proprie Opere uniche, come può essere unico solo il lavoro delle mani. Lo scorso mese di ottobre il Maestro Francesco Faggioni ha preso il largo. A saluto della sua Opera riproponiamo l’articolo pubblicato dal notiziario del Centro Studi Tradizioni Nautiche nel giugno 2020.

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