mercoledì, 22 Settembre 2021

Ogni primo venerdì del mese Sportmemory e le sue storie
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Direttore editoriale: Marco Panella

Ad occhi aperti. Sport e disabilità visiva

Ad occhi aperti. Sport e disabilità visiva
Amedeo Piva
Sport e disabilità visiva diventano narrazione per favorire l'inclusione sociale. Questo l'obiettivo del progetto "Ad occhi aperti" che nasce dalla collaborazione tra la storica Azienda per i Servizi alla Persona S.Alessio-Margherita di Savoia e Sportmemory, insieme per divulgare storie, esperienze e buone pratiche. Da ottobre il magazine ospiterà la rubrica mensile, entro dicembre sarà presentato il primo documentario e prenderà il via la linea di podcast. Una sfida "Ad occhi aperti" che riguarda tutti.

La rubrica

È solo un caso che la rubrica Ad occhi aperti dedicata allo sport e alla disabilità visiva curata dall’Azienda per i Servizi alla Persona S. Alessio –Margherita di Savoia in collaborazione con Sportmemory, prenda il via durante le Paralimpiadi di Tokio 2020 (+1). Ma il semplice fatto che nasca in questi giorni in cui sport e disabilità sono sotto i riflettori di tutto il mondo, è per noi un segnale di buon auspicio e di incoraggiamento!

Sappiamo bene come lo sport sia una scuola di vita che ha bisogno di volontà e consapevolezza, impegno e determinazione, sia ai livelli agonistici che amatoriali, sia per le persone con disabilità sia per chi disabile non è.
Olimpiadi e Paralimpiadi di Tokyo ce lo hanno ricordato giorno dopo giorno, gara dopo gara.

In questa rubrica dedicata a sport e disabilità visiva, mensilmente, avremo modo di raccontare storie di campioni italiani e internazionali, insieme a storie di vita quotidiana.
Il centro di tutto sarà sempre lo sport e le infinite modalità in cui è possibile viverlo.

Le storie

Vi racconteremo dello sci e dello sci nautico, dei tornei di calcio e di quelli di baseball, del nuoto e del lancio del peso, dello yoga, della vela e della danza, e di molto altro.
Racconteremo delle mille opportunità di fare sport per le persone con disabilità presenti nel nostro territorio, degli accorgimenti necessari a rendere alcune attività sportive accessibili alle persone cieche e ipovedenti.
Vi racconteremo di esperienze di rinascita che passano attraverso lo sport, e altre che invece nulla hanno di miracoloso, se non il potere salvifico dello sport, fatto di sudore, incontro e passione.

La memoria

Perché lo sport è sempre più un’opportunità per aumentare l’autonomia e la stima verso se stessi.
Ne sono testimonianza queste vecchie foto, documenti storici delle prime partite di calcio nel cortile del S. Alessio – Margherita di Savoia, la più grossa struttura del Centro e Sud Italia che da oltre 150 anni si occupa di riabilitazione, educazione, formazione e inclusione sociale di ciechi, ipovedenti e persone con disabilità aggiuntive a quella visiva.

Il futuro

Giovani – e meno giovani – di allora che, come i giovani – e meno giovani – di oggi, hanno voglia di giocare, ridere e crescere insieme, nel rispetto delle specificità individuali di ciascuno.

Sarebbe bello che diversi ragazzi disabili potessero avvicinarsi allo sport, che ti arricchisce la vita perché ti rende una persona migliore e non solo per portarti a competere“, ha detto in questi giorni Francesco Bocciardo, due medaglie d’oro nel nuoto alle Paralimpiadi di Tokio.

E non possiamo che essere d’accordo con lui.

Amedeo Piva Presidente dell’Azienda di Servizi alla Persona S. Alessio - Margherita di Savoia. Già assessore alle politiche sociali del Comune di Roma e responsabile delle politiche sociali delle Ferrovie dello Stato.

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