Tennis: il 2022 è alle porte, mentre in queste ore la Spagna piange Manolo Santana

Tra conferme, sorprese e smentite che ci ha riservato il 2021, una riflessione sul tennis e i suoi protagonisti del 2022.
Tennis

Mancano pochi giorni alla fine dell’anno e gli amanti del tennis “stanno già aspettandocome diceva Lucio Dalla in una nota canzone.
Ma aspettando cosa, chi?
Sicuramente le immagini dall’Australia, che purtroppo, se in diretta e considerato il fuso orario, arriveranno a noi nelle ore meno desiderate.

tennis Ruud
(Casper Ruud)

Prepariamoci ai tanti eventi che si terranno da quelle parti per l’intero mese di gennaio: dal 1° al 15 ben quattro Atp, dal 17 in avanti, sino alla fine di gennaio il primo dei quattro Slam.
Ci aspettiamo di rivedere i nostri giovani e grandi eroi che tante gioie ci hanno dato negli ultimi dodici mesi, ma anche altri, ugualmente giovani, non necessariamente italiani, che personalmente temo, penso a Carlos Alcaraz o a Casper Ruud, mattatore dell’anno, o ai veterani di cui non abbiamo ancora certezze.

(Carlos Alcaraz)

Ma andiamo per gradi, cercando il giusto mix tra il futuro più prossimo e il passato altrettanto prossimo, citando i nomi degli astri nascenti, di quelli già affermati o di quelli storici.   

L’Atp Cup

Il primo dell’anno si inizia con l’Atp cup, una competizione a squadre che prende l’avvio con lo scontro fra la Serbia di Novak Djokovic e la Norvegia dell’appena citato Ruud; il giorno successivo toccherà invece all’Italia di Filippo Volandri che incontrerà i padroni di casa. Ricordiamo che la nostra squadra è stata eliminata ai quarti di finale nella recente Davis ad opera della Croazia e direi che abbiamo perso per via di una non buona giornata di Lorenzo Sonego, che rimane un valido tennista ma che, vorrei sbagliare, non vedremo mai trai i primi dieci e per una coppia di doppio non ancora rodata vista all’opera con i doppisti più forti del mondo. Abbiamo la certezza di rivedere Jannik Sinner che si è imposto di fare meglio della stagione appena trascorsa, mentre non abbiamo ancora conferme della presenza di Matteo Berrettini, nel momento in cui scrivo.

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(Matteo Berrettini)

I nostri

Cosa non dobbiamo dimenticare dei primi due italiani del ranking (7° Matteo e 10° Jannik)?
Partiamo dall’Altoatesino, se il 2019 (vinse i next gen) e l’anno successivo, pur giocando poco per via della pandemia, il rosso dimostrò di essere un fenomeno, una promessa, ma potremmo dire quello che ci pare dopo averlo visto crescere giorno dopo giorno, questo 2021 lo ha consacrato campione.

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(Jannik Sinner)

Il bottino è stato di sei finali e cinque vittorie.
Il giocatore romano lo ricorderemo invece soprattutto per due eventi, uno gioioso e uno triste.
Il primo, la finale di Wimbledon, primo italiano nella storia di questo sport a spingersi così in alto a Londra, ancora una volta campione anche sull’erba, come già aveva dimostrato a giugno aggiudicandosi il Torneo della Regina (Queen’s): il secondo, il necessario ritiro alle Atp Finals per non compromettere il futuro della sua carriera.

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(Lorenzo Musetti)

Un altro italiano per il quale vorrei spendere qualche parola è Lorenzo Musetti. A mio parere non si è ancora strutturato come tennista. Di sicuro ha un record che nessuno può negargli, essere stato il primo italiano ad aggiudicarsi uno Slam juniores a soli sedici anni. Oggi occupa la 59ma posizione. Lo vedremo ancora in coppia con Fabio Fognini o capitan Volandri preferirà Sinner a lui? Sarà di sicuro una bella lotta fra i due che fuori dal terreno di gioco sono molto amici.

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(Camila Giorgi)

Doveroso chiudere questa riflessione sugli italiani citando i meriti e i successi di Camila Giorgi che pur non andando oltre la 26ma posizione (2018), o i record di Flavia Pennetta e di Roberta Vinci o di Francesca Schiavone, nomi che sembrano voler evocare un lontano passato, eppure parliamo di pochi anni fa, ad esempio è la seconda italiana, dopo la brindisina, ad essersi aggiudicata un Wta 1000. Altro record che val la pena citare, è l’unica italiana con la migliore percentuale di vittorie conseguite contro le Top ten. Ed è anche la sola ad aver disputato cinque finali Wta indoor. Il 2022 la vedrà protagonista, insieme a Jasmine Paolini allo Slam d’Australia e, nell’attesa, è già nel pieno degli allenamenti.

Alcaraz e Ruud

Perché prima ho citato Alcaraz e Ruud? Lo spagnolo mi incuriosisce molto e non credo di essere il solo.
Molto aggressivo e quindi autore di molti errori, ciononostante, è il tennista più precoce dai tempi del connazionale Rafael Nadal, a soli diciotto anni è il più giovane tennista fra i primi cento e attualmente occupa la trentaduesima posizione nel ranking. Ruud invece, ventitré anni, figlio d’arte, suo padre arrivò a toccare la 39ma poltrona della classifica mondiale, oggi ha raggiunto l’8° posto: deve molto a questo 2021 che lo ha visto alzare la coppa ben sei volte. Fra gli altri record, primo norvegese a vincere un Atp e a qualificarsi alle Finals. Interessante seguirlo nel 2022 negli scontri diretti con i Rublev, Tsitsipas e Zverev  e, soprattutto con i nostri. Riuscirà a scalare altre posizioni? Staremo a vedere, dovrà lavorare molto e, speriamo che non salga soprattutto a scapito del nostro Matteo. Ammetto che quest’ultima affermazione è poco professionale, ma sono italiano e tifosissimo del romano anche se critico. Non può puntare tutto sulla prima di servizio perché quando non funziona, sarà sempre una delizia per ciascun avversario.

Gli extraterrestri

E parliamo anche un po’ del tennis degli altri.
Soprattutto parliamo di quegli extraterrestri che prima o poi, sicuramente più prima, e non è cinismo, dovranno lasciare passare i più giovani. Piaccia o no è legge di natura e vale anhe per il tennis. E poi, tra premi e sponsor, avranno messo da parte ciò che consentirà loro di vivere un futuro e una vecchiaia tranquilla e dignitosa? Direi proprio di sì.

Il Serbo è iscritto agli Open d’Australia prossimo, ma il Direttore della competizione è stato molto chiaro, qualche giorno fa ha dichiarato: “Non faremo alcuna eccezione con Novak Djokovic, dovrà essere vaccinato, punto e basta”. Staremo a vedere per quanto ancora questa telenovela andrà avanti.

Il maiorchino Nadal in queste ore starà ancora smaltendo il dolore per la morte a 83 anni di Manolo Santana, uno dei grandi protagonisti del tennis mondiale degli anni ’60, grande amico e diretto avversario di Nicola Pietrangeli. A entrambi e per differenti argomentazioni, dedicheremo un ricordo più approfondito in altro spazio di Sportmemory.
Punto di riferimento del tennis spagnolo, non solo di Rafa, primo degli iberici a vincere Wimbledon, Santana ha tirato su ben quattro Slam, oltre quello londinese, anche due titoli al Roland Garros e uno agli US Open. Ad ogni buon conto, Nadal non parteciperà all’Atp Cup, ma ha assicurato che sarà presente al 250 di Melbourne, torneo preparatorio di quello che apre gli Slam. Saremo tutti curiosi di vedere come reagirà dopo questo lungo periodo di assenza e di silenzio e se sarà in grado di scalare nuovamente la classifica.

E parliamo di Roger Federer. Nonostante sia sceso alla sedicesima posizione del ranking, per via della lunga assenza dai campi da tennis e non per demeriti, e guarderà gli Open d’Australia da casa, non ha alcuna intenzione di mollare e, come ha dichiarato, intende rientrare tra i primi dieci. Potremmo rivederlo già a Wimbledon, almeno così lui spera.

Di Daniil Medvedev, numero due del mondo, sappiamo che parteciperà agli Open d’Australia e che il suo unico obiettivo per l’anno prossimo è poter arrivare a scalzare Nole. Il gioco del russo a me personalmente non affascina, devo tuttavia riconoscere che determinazione dell’uomo, capacità di arrivare su tutte le palle e buona tenuta, possono agevolarlo nel perseguimento dell’obiettivo.

Un bel ritorno

E prima di chiudere questo resoconto, sono davvero contento di rivedere in Australia Dominic Thiem, punta dell’Austria, scomparso dalle scene tennistiche praticamente dopo la prima e unica vittoria in uno Slam, quello americano del 2020. In precedenza l’austriaco aveva raggiunto tre finali, due a Parigi (2018 e 2019) e una in Australia (2020). I brillanti risultati di quegli anni lo avevano portato a sedersi sulla terza poltrona. Per me il primo posto era suo, gioco potente ed elegante, “rovescio da cineteca”, come è stato definito quello del terzo round contro Nick Kyrgios agli Australian Open del 2020 che al quinto set gli poté assicurare il passaggio al turno successivo.

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(Dominic Thiem)

Con questa nota di colore, ho detto la mia.
Auguro a chi mi leggerà, e che vorrà dirmi la sua su v.mascellaro@sportmemory.it, i migliori auguri per le prossime feste.
Tornerò a parlare di tennis col prossimo Slam di gennaio.

                                                                   

Vincenzo Mascellaro, uomo di marketing, comunicazione e lobby, formatore, scrittore e oggi prestato al giornalismo

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