martedì, 3 Agosto 2021

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Berrettini, Sonego e altre storie di Wimbledon

Berrettini, Sonego e altre storie di Wimbledon
Vincenzo Mascellaro
Wimbledon. Matteo Berrettini, Lorenzo Sonego e altre storie, tra un passato in salita e il futuro che può sempre cambiare in un attimo

I quarti di Berrettini

Il tennis italiano inizia la seconda settimana di Wimbledon, il quarto turno, ovvero gli ottavi, da protagonista. È il quarto slam consecutivo nel quale incontriamo due italiani agli ottavi. Merito di tutto il lavoro che sta facendo la Federazione e di quel Filippo Volandri, neo capitano della squadra italiana di Coppa Davis che nella sua carriera da professionista ha raggiunto la venticinquesima posizione e possiamo affermare che sui campi si è tolto anche qualche sfizio e molto sta facendo adesso per valorizzare i nostri giovanissimi ragazzi.
Lunedì 5 luglio sono scesi in campo Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego, quest’ultimo a fine giornata con Sua Maestà Roger Federer, il romano ha invece incontrato a mezzogiorno il bielorusso Il’ja Ivashka e ha iniziato il suo lato di poppa dopo il giro di boa davvero bene con un crescendo che chiamerei “rossiniano”, lo dicono i numeri: 6 4, 6 3, 6 1.
Dei quattro incontri disputati fino a questo punto da Berrettini, solo il primo con l’argentino Pella è terminato in quattro set, i successivi Matteo li ha chiusi tutti in tre parziali. Vi è da dire che nell’incontro col bielorusso Berrettini non ha esibito solo il suo potente servizio ma anche molti eccellenti dropshot e contro smorzate, tanto da perdersi il conto.

Storie italiane a Wimbledon

Matteo Berrettini migliora così la sua storia personale e quella del tennis italiano, entra a pieno titolo tra i primi otto del torneo di Wimbledon e, come dice il bravo Diego Nargiso: “raggiungere i quarti in uno Slam è meglio che vincere un Atp 250”.
Lo fa ventitré anni dopo Davide Sanguinetti che raggiunse identico obiettivo nel ’98 e lì si fermò. Anche Panatta non andò oltre i quarti di finale di Wimbledon nel 1979, ricordiamo però che il tennista romano nel ’76 si era aggiudicato il Roland Garros. L’ormai ultraottantenne, che dico, il quasi novantenne Pietrangeli nel 1955 raggiunse a Londra i quarti come pure nel 1960, questa volta li superò, fu stoppato in semifinale da quel Rod Laver che poi perdette la finale di quell’anno ad opera del connazionale Fraser. Laver si rifece alla grande aggiudicandosi a Wimbledon, dal ’61 al ’69, ben quattro titoli. E va sottolineato che ancora oggi è l’unico a detenere il record di due Grandi Slam, nel ’62 e nel ’69. Il quinto degli italiani ad eguagliare il record fu Uberto De Morpurgo nel 1928, due anni dopo occupò l’ottava posizione del ranking.

Donne in Slam

L’ultima delle donne a vincere i quattro massimi tornei fu Steffi Graf.
A proposito di donne, a mio parere vanno citate due vittorie per ciò che rappresentano, la prima è quella della svizzera Golubic che per la prima volta raggiunge i quarti di finale in uno Slam dopo aver fatto fuori in due set la n. 23 del ranking, l’americana Madison Keys. Già il primo giorno aveva avuto la meglio sulla n. 29, ma in tre set. Presto dovrà vedersela con la Pliskova. La seconda vittoria, decisamente ancora più meritevole di una semplice citazione, riguarda la tunisina Ons Jabeur, che entrerà nella storia del tennis femminile e del suo Paese per essere la prima donna araba a raggiungere i quarti di finale di uno Slam. E come è arrivata, vincendo con leggerezza sulla Venus Williams in due set e battendo anche la Muguruza con qualche difficoltà in più, senza tuttavia manifestare alcun timore riverenziale verso due tenniste che fanno parte della storia del tennis mondiale. In Tunisia sembra vi sia ormai un obbligo, quello che il Paese deve fermarsi quando gioca la Jabeur.

Sonego, Federer e altri

Tra gli uomini di Wimbledon cito volentieri il match tra il russo Rublev e l’ungherese Fucsovic, vinto da quest’ultimo in cinque set. Una partita bella, a un certo momento scontata, dopo il primo set vinto dall’ungherese il secondo e il terzo sono andati al rosso entrambi col punteggio di 6 4, e sembrava che dovesse concludersi lì, ma sorprendentemente Fucsovics si è aggiudicato il quarto set 6 0 e il quinto 6 3.

Per finire, qualche breve commento sul match più atteso, almeno da noi italiani. Quello tra Sonego e Federer, vinto dallo svizzero in tre set. In verità il nostro Lorenzo lo ha perso quando sul 5 pari nel primo set il giudice di sedia ha interrotto la partita per pioggia. L’incontro mi ha coinvolto in quanto italiano e fan del torinese, per via della sua grinta, della generosità e sua simpatia, il ragazzo è uscito dal campo con il sorriso e gli applausi del pubblico, però non possiamo dire invece che la partita rimarrà impressa nei ricordi, Molte palle in rete da parte di entrambi, pochi scambi degni di essere menzionati, più vincenti da parte dello svizzero, un paio di pallonetti da parte di Sonego.
Federer e la sua resurrezione, dovremmo vederlo giocare sui cinque set per poter giudicare dall’esterno la reale condizione fisica del tennista.
E qui, aspettando di vedere Matteo Berrettini ai quarti, chiudiamo questo nuovo racconto di Wimbledon.

Stasera ci sarà e si parlerà solo di Italia Spagna.

 

Vincenzo Mascellaro, uomo di marketing, comunicazione e lobby, formatore, scrittore e oggi prestato al giornalismo

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