Napoli. Il Palio Marinaro del 1952

È una grande festa di mare e di popolo quella che dal 2 al 9 agosto del 1952 anima le acque di Napoli con la Settimana Motonautica promossa dal quotidiano Il Mattino. Festa nella festa è il Palio Marinaro, sintesi felice dell'anima del Golfo e che vede tutte le marinerie competere tra di loro. Un festa di cui, dopo 70 anni, gli scatti di Riccardo Carbone ci restituiscono intatti sapori ed emozioni.
Palio Marinaro Napoli 1952

Grande tratto quello di Mario Puppo. Disegnatore, artista dell’immaginario, creativo di larga ispirazione, nel motoscafo che a tutta velocità si lascia alle spalle i faraglioni per fare punta verso il Golfo, Mario Puppo mette dinamismo tardo futurista e annuncia la vivacità che animerà la Settimana Motonautica di Napoli promossa dal quotidiano Il Mattino.

(1952. Mario Puppo. Settimana Motonautica di Napoli)

Siamo a Napoli nel 1952 e le giornate sono quelle calde dei primi di agosto. L’evento, atteso da tempo, è stato preparato con grande cura e una città che fa ancora i conti con le ferite della guerra si offre al meglio ai suoi ospiti, molti venuti anche dall’estero per gareggiare in acqua.
In quella settimana, tra prodezze e velocità, vele, remi, motori e sci daranno grande spettacolo. Anche sci, esatto, sci d’acqua che in quegli anni vivono una stagione felice che durerà ancora qualche decennio prima di arrivare allo sconsiderato semi oblio dei nostri giorni. Oltre al nutrito programma, la Settimana Motonautica ha però qualcosa in più che coinvolge l’intero Golfo: il Palio Marinaro e questo noi raccontiamo seguendo le tracce fotografiche di
Riccardo Carbone.

Estetica di un braccio

Fotografie che, dopo settanta anni, di quella giornata ci fanno rivivere fatti, legni, mare e volti e sulle quali soffermarsi investendo del tempo, minuti preziosi che però ci vengono restituiti arricchiti di significati creduti persi.
Fotografie da leggere nella minuzia dei loro particolari, proprio come questa che ci fa vedere dei pescatori impegnati nella scesa a mare di un gozzo.

Palio Marinaro Napoli
(1952 Gozzo a mare. Settimana Motonautica di Napoli. Photo credit: Archivio Carbone)

Ecco fate caso all’uomo in primo piano, fate caso al suo braccio teso nello sforzo di sostenere il gozzo. La fotografia fissa il braccio nella sua estetica anatomica leonardesca, disegnato tra bicipite, tricipite, supinatore, abduttore e supinatori. Braccio scolpito da fatica di pesca e funi issate e non da bilancieri e manubri. Braccio cui fanno corollario estetico perfetto la canottiera bianca, il pantalone rigirato alle ginocchia, la mezza sigaretta serrata, il corpo bruciato dal sole.

Il giorno del Palio Marinaro

Assolta la cerimonia di apertura sabato 2 agosto, il programma della domenica promette grande spettacolo ai napoletani accorsi ad affollare il lungomare. Domenica è il giorno del Palio Marinaro.
Marinaro, provate a ripeterlo ad alta voce un paio di volte. Provate, verrete assaliti in un attimo dal suo significato intimo e le immagini della vita di mare e dei suoi uomini vi si affastelleranno nella mente, recuperate da un immaginario che forse neanche sapevate di avere.

Palio Marinaro Napoli 1952
(1952. Gozzi alla partenza. Palio Marinaro di Napoli. Photo credit: Archivio Carbone)

Fatto è che quel giorno a Napoli è festa grande e fino a sera nell’acqua di Santa Lucia si susseguono regate dove si vince di forza e di abilità marinara. A remi, soprattutto, con uomini che spingono di braccia e di cuore senza risparmiare né gli uni e né l’altro.
Campo di gara 1.500 metri di mare, dalla rotonda di via Caracciolo fino a giungere a Castel dell’Ovo, dove si sono cimentati i pescatori di tutte le marinerie del Golfo. Torre Annunziata, Pozzuoli, Mergellina, Torre del Greco e tutte le altre, nessuna esclusa, hanno voluto essere protagoniste della giornata.

Le regate del Palio Marinaro

La prima regata spetta alle motobarche da pesca ed è vinta dalla San Ciro della Marinella, davanti alla Risorgimento della Santa Lucia Luntana.
La seconda regata vede in acqua anche gli armi della Marina, uno di Procida, uno della Scuola Marittima di Forio d’Ischia e uno del Gruppo Dragaggio Napoli. Vincitori, non senza impegno, gli ischitani.
La terza regata è dei gozzi a sei rematori, undici armi che con qualche difficoltà per l’allineamento in partenza hanno poi data vita a una gara serratissima vinta di forza dai massalubrensi sui torresi.
Le fotografie di Riccardo Carbone ci restituiscono gli uomini nell’immagine plastica dello sforzo che taglia le onde con le prue che si sopravanzano l’una all’altra.

Il gozzo a sei

Una di queste, bellissima, ci offre lo spunto per un’altra lettura estetica mirata.
Due i gozzi in primo piano, gli uomini in piedi a voga marinara sono sfiorati da un leggero vento di maestro, come ci dice la cronaca. Sulla barca in vantaggio timona di remo quello che sembra il più anziano, quello che di mare ne ha mangiato più di tutti. E poi loro, pescatori, mozzi, equipaggio, chiamateli pure come preferite, persino ciurma, che non è una brutta parola, ma verso letterario che profuma di avventura.

Palio Marinaro Napoil 1952
(1952. Gozzo a sei al Palio Marinaro di Napoli. Photo credit: Archivio Carbone)

Ebbene, loro sono lì, in piedi, ma non sulla barca come è certo che siano. Loro sono in piedi sul mare di cui sono diventati tutt’uno, esseri mitologici, figli del greco Poseidone che guardano negli occhi capaci di sfidare persino lui e tutti gli altri dei che sul mare avanzano pretese.
In piedi ritti e protesi, tanto che persino i palazzi sullo sfondo ne sembrano assecondare e seguire ritmo e moto. Di loro non sappiamo nulla, ma possiamo immaginare che di quella giornata avranno conservato memoria a vita e che qualcuno dei nipoti ne parli ancora.

(1952. I massalubrensi vincitori della regata dei gozzi a sei. Palio Marinaro di Napoli. Photo credit: Archivio Carbone)

Le altre regate

E poi ancora regate di gozzi a otto, a quattro, a due, a uno e anche la gimkana sportiva finale, ciascuno con la propria volata finale a maggior onore del vincitore della singola gara, certamente, ma dell’intero Palio Marinaro che alla classifica finale ha visto trionfare la marineria di Torre Annunziata

Folklore a mare

A sera, infine, la cronaca della giornata ci restituisce l’entusiasmo che ha accolto le barche folkloristiche delle marinerie del Golfo che dalla scogliera di Mergellina hanno bordeggiato via Caracciolo, via Partenope, passato Castel dell’Ovo per fare poi prua verso Castellammare di Stabia. Fantastiche le barche, frutto di lavoro appassionato e vanto delle marinerie che non si sono risparmiate.

Palio MArinaro Napoli 1952
(1952.La barca di Santa Lucia. Palio Marinaro di Napoli. Photo credit: Archivio Carbone)

Santa Lucia, Procida, Torre del Greco, Castellammare di Stabia, Ischia, le barche fantasiose sfilano lente una a seguire l’altra e ognuna scatena grida e applausi dai napoletani assiepati sul bordo mare, tutti a rimpiangere di non esserci anche loro lì sopra.

Una festa di popolo

Insomma, grande festa di mare e di popolo il Palio Marinaro del 1952, tradizione di gente che sul mare vive, ama e rispetta e che oggi ci piace ricordare con lo sguardo fotografico di Riccardo Carbone.

 

Archivio Fotografico Carbone si occupa della conservazione, digitalizzazione e catalogazione degli oltre 700mila scatti realizzati da Riccardo Carbone (Napoli 1897-1973), primo fotoreporter del quotidiano napoletano Il Mattino, che documentano i principali avvenimenti accaduti a Napoli ed in Campania attraverso le varie fasi politiche che hanno caratterizzato la storia del Novecento. www.archiviofotograficocarbone.it

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