lunedì, 17 Gennaio 2022

Ogni primo venerdì del mese Sportmemory e le sue storie
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Ripartire dalla Capitale

Ripartire dalla Capitale
(Roma Volley femminile. Barbara Rossi, Roberto Mignemi,Pietro Mele)
Andrea Ceccarelli
Barbara Rossi è l’unico Direttore Sportivo donna in serie A1 del volley femminile. Una sfida, ma la sua vita sportiva lo è sempre stata. Questa è la sua storia.

Nel campionato italiano di pallavolo di serie A1 è l’unico Direttore Sportivo donna. Strano, ma vero.
È arrivata a Roma nel settembre 2018 con un obiettivo specifico e a termine: contribuire in 3 anni a riportare la capitale d’Italia, dopo 20 anni di assenza, in serie A1 del volley femminile.
Facciamo però prima un passo indietro.

Il percorso formativo

Barbara Rossi, fuori dall’ambito sportivo, è una Pedagogista, Professional Counselor, Formatrice che ha sempre affrontato il suo percorso umano, formativo e professionale con profonda curiosità.
Dice di sé: “Ho ascoltato, letto e scelto sempre un approccio multidisciplinare. Sin da bambina mi sono interrogata sull’universo umano, crescendo ho cercato di trovare risposta nel sapere e nella scoperta di me stessa e degli altri. Mi sono laureata in Scienze dell’Educazione. Successivamente, ho approfondito gli studi e le mie conoscenze con diverse specializzazioni sulla Primissima e Prima infanzia.”

Ha conseguito il Diploma di Consulente Grafologa dell’Età Evolutiva e ha svolto attività di consulenza pedagogica, proseguendo l’iter formativo, ottenendo la Certificazione di Counselor Professionale ad indirizzo Interpersonale Integrato. Ha anche creato e sviluppato, con il collega Filippo Sabatini, il Centro Studi e Ricerca Muovintè, progetto che le ha permesso di aggiungere, alle sue conoscenze, esperienze in ambito sistemico, corporeo e neurofisiologico. Ha parallelamente promosso progetti formativi e svolto consulenze all’interno dell’organizzazione Wega.

Con questo percorso formativo aver trovato spazio per lo sport di alto livello è veramente encomiabile, ma comprensibile conoscendo il suo percorso sportivo e la sua tenacia.

Pesaro

Rossi ha sin da giovanissima praticato lo sport, prima nuoto e basket, poi la pallavolo, decidendo, dopo aver terminato il percorso giovanile nelle file della Snoopy Pallavolo Pesaro, di intraprendere l’esperienza da allenatrice. Dopo alcune stagioni alla guida di squadre giovanili, ha deciso di lasciare la panchina, per incarichi dirigenziali.

Nel 2013, conclusasi in maniera repentina e abbastanza traumatica l’esperienza della Scavolini Robursport Volley Pesaro, con l’abbandono della pallavolo da parte dello sponsor, Giancarlo Sorbini, Presidente della Robursport Volley, e Barbara Rossi, Presidente della Snoopy Pallavolo, decidono di non fare sparire una delle realtà più vincenti della storia del volley femminile italiano, fondendo le due società e dando vita alla società Volley Pesaro di cui saranno co-Presidenti fino al 2018. Ripartono nella stagione 2013-14 dalla serie B con un progetto che ambisce a riportare Pesaro in serie A1. Grazie alle due promozioni conquistate sul campo, con Rossi nella veste di Direttore Sportivo, Pesaro ritorna nel massimo campionato italiano, disputando nuovamente la serie A1 nel 2017-18.

Barbara Rossi PanathlonL’universo femminile

Nel frattempo, Rossi è diventata il primo Presidente donna del Panathlon Club di Pesaro in 70 anni di storia. Un ruolo prestigioso conseguenza della sua leadership e dei successi in ambito sportivo oltre che conferma delle sue capacità relazionali e manageriali in discontinuità rispetto alle ancor, purtroppo, radicate convinzioni sulla scarsa idoneità femminile a ricoprire cariche importanti.

Quello dell’emancipazione femminile e delle uguali opportunità sono da sempre temi che ha sviluppato, in campo sportivo, sociale e professionale, lavorando da anni per il riconoscimento del valore meritocratico, indipendentemente dal genere di appartenenza.

Ispirata dal quotidiano incontro con altre donne, parallelamente al suo impegno in ambito sportivo e all’attività di consulenza professionale, sta dando forma in questi mesi a un nuovo progetto denominato “la rigenerazione del Sé”. Il fine è quello di ridare consapevolezza della propria bellezza, interna ed esterna, a persone che hanno sofferto, in questo periodo pandemico e non solo, un decadimento della propria autostima, con un percorso naturale e multidisciplinare coinvolgente l’aspetto pedagogico, nutrizionale, estetico e fisico.

La chiamata

Ritorniamo per un attimo al 2018.
Dopo la dolorosa rinuncia, per mancanza di sostegno finanziario, alla serie A1 del Volley Pesaro, nonostante le Waves pesaresi avessero sorpreso tutt’Italia, accedendo ai playoff da esordienti nella massima serie, risultando l’underdog della stagione 2017-18, Rossi rilascia un’intervista ad un quotidiano in cui, oltre ad esternare tutta la delusione per il mancato supporto dell’imprenditoria e delle istituzioni locali, dice di non essere disposta a rinunciare al suo progetto di vertice e, nell’enfasi del momento, afferma: “se non potrò portarlo avanti qui nella mia città, vorrà dire che lo farò da un’altra parte”.

L’intervista e, soprattutto, queste parole piene di determinazione finiscono, per un misterioso caso del destino, sotto gli occhi di Roberto Mignemi, Direttore Generale, nonché co-fondatore, della Roma Volley Club, lo colpiscono tanto che, senza esitare un momento, la contatta e la invita a Roma per un incontro.

Barbara Rossi EurLa sfida

Dopo l’incontro con Mignemi, a cui Rossi riconosce di avere ravvivato, in quel momento doloroso, in lei la passione per la sfida, trasmettendole con le sue parole e con il suo sguardo il sogno che stava alla base di quel progetto, rendendola da subito partecipe di un’impresa, definita da molti impossibile, in cui lui stesso dimostrava di credere senza il minimo dubbio.

L’arrivo a Roma fu complicato. La squadra, lo staff, il campo, la programmazione, mancando solo un mese all’inizio del campionato, era già stato tutto definito, serviva lavorare per contribuire a convertire quella realtà aggregata in una società con una visione sportiva meno localista e idonea all’alto livello della pallavolo femminile di serie A italiana.

Un lavoro meticoloso, necessario per convertire l’approccio sportivo da amatoriale, hobbistico e passionale a professionale. Per superare ogni approssimazione. Per garantire a giocatrici e staff un intorno idoneo per farle rendere al massimo e anche per pretendere da loro il massimo.

Lavoro ancora più difficile perché comunque si trattava di una società di recente costituzione, assieme di diverse piccole realtà, dove ognuno, precedentemente, faceva di tutto un po’ e in cui le sinergie erano ancora da perfezionare. Su un territorio grande e complesso, con dinamiche relazionali molto radicate e vincolanti sul territorio.

C’erano anche una serie di situazioni a rendere il tutto ancora un po’ più difficile e, allo stesso tempo, anche stimolante.  Ricoprire la carica di Direttore Sportivo nella squadra della capitale, provenendo da una piccola città, non era facile da assimilare per tutto l’ambiente romano. Saper gestire e far superare il pregiudizio di cui soffrivano i progetti romani a livello nazionale nell’ambiente della pallavolo di vertice non era semplice.

La frustrazione

Il primo anno fu perdente e solo un ripescaggio permise alla squadra di proseguire il suo percorso.

Nel secondo anno, la fiducia e il contributo del Presidente Mele e del DG Mignemi, le diedero la possibilità di costruire una squadra adatta a raggiungere i playoff e potersela giocare poi nella seconda fase. A fine mercato Roma veniva data tra le candidate alla parte alta della classifica di serie A2. Invece, la squadra fece veramente fatica a trovare il ritmo e il gioco idonei per primeggiare. Sfumò la possibilità di giocarsi il playoff e si aprì la fase salvezza.

Una stagione che doveva essere propedeutica per spiccare il salto nella massima serie si stava complicando. Una situazione frustrante per Rossi, abituata a vincere e a saperlo fare con le squadre costruite accuratamente con gli allenatori, lavorando con molta attenzione sull’aspetto umano e motivazionale delle giocatrici. 

L’avvento dell’emergenza Covid forzò l’interruzione anticipata del campionato.

L’obiettivo

Nell’incertezza economica e sociale, anche lo sport vide ridimensionati budget e programmi. Iniziava però il terzo anno ed era l’ultimo a disposizione per centrare l’obiettivo.

La creazione di una squadra che unisse la grande esperienza di alcune giocatrici cariche di stimoli al talento di altre giovani in crescita si rivelò la ricetta vincente.

La stagione 2020-21 non fu per niente facile, gestire la metodologia con cui l’allenatore aveva lavorato fino a quel momento con le necessità dell’intero gruppo squadra, della società e di tutti i collaboratori, con l’aggravio della convivenza con la minaccia pandemica, fu probabilmente, insieme al primo anno a Roma, la prova più ardua della sua carriera. 

Molti pensarono, non conoscendola a fondo, che avrebbe ceduto sotto la pressione dell’ambiente.
Rossi ripeteva però ad ognuno: “dobbiamo avere sempre in mente l’obiettivo e dobbiamo lavorare per raggiungerlo, indipendentemente dalle nostre situazioni individuali, dai conflitti e dalle difficoltà, non dobbiamo mai perdere di vista il nostro comune obiettivo per questa stagione: la promozione in serie A1; l’obiettivo è sopra ogni cosa, nessuno in una squadra è più importante del raggiungimento dell’obiettivo”.

Quasi 2.300 anni dopo le battaglie vinte dalle truppe romane sui Sanniti, le Wolves capitoline scesero in Puglia per sancire, con la vittoria sul campo di Cutrofiano, la conquista della promozione in serie A1, poco più di due decadi dopo l’ultima presenza di una squadra di volley femminile della capitale nella massima serie.

Roma

Un elemento fondamentale che ha sostenuto Rossi in questi tre anni di permanenza a Roma è stato l’amore per la città. 
La scoperta quotidiana della sua ricchezza storica e architettonica, dei suoi angoli nascosti e meno turistici, dei suoi colori, del suo cibo, del suo clima.
Il battito che esiste nel cuore di una Roma che vuole vivere, al di là di tutte le sue problematiche. Il fermento culturale, musicale, artistico, imprenditoriale che prova a rimuovere gli antichi pregiudizi e la pericolosa autocelebrazione legata ai fasti dell’Impero.
La sorpresa che si schiude davanti gli occhi di chi non ci è nato, ogni giorno, catturandolo, ammagliandolo e viziandolo con tanta bellezza che rapisce i sentimenti e fa sentire un legame profondo con questo luogo fino a volergli bene, nonostante tutto.Anche questo è diventato per lei un valore aggiunto, per sé stessa e da trasmettere anche alla squadra.

Roma Volley femminile. Rossi e Mignemi
(Roberto Mignemi e Barbara Rossi)

Il salto

Per Barbara Rossi con il ritorno in A1 alla guida della squadra della capitale d’Italia, premiata per un’altra casualità del destino dalla prima sindaca donna in Campidoglio, si è avverato ancora il detto “nemo profeta in patria”; in questo caso, in realtà, un po’ meno vero perché la promozione l’aveva conquistata, così come la permanenza in A1, anche nella sua Pesaro, ma nessuno volle supportare dovutamente quella piccola grande realtà.

Rossi ricorda sempre che nel periodo tra la rinuncia di Pesaro e la chiamata di Roma, una notte, sognò di buttarsi nel vuoto, ma non fu un sogno angosciante, tutt’altro. Lo visse come un sogno premonitore visto che interpretò come una sua scelta consapevole quella di buttarsi in quel vuoto, senza sapere cosa la aspettasse concretamente, piuttosto che rimanere ferma inerme nel dolore.

Roma con il suo progetto, paradossalmente, poteva essere per lei, dopo una serie di successi, proprio un salto che l’avrebbe fatta precipitare nel vuoto, sia a livello personale che sportivo.

Un salto, una scoperta, che oggi, dopo aver raggiunto ancora una volta l’obiettivo previsto, l’ha riportata nell’élite del volley italiano. Non un traguardo finale, ma un punto da cui ripartire, proprio dalla capitale d’Italia.

 

Andrea Ceccarelli consulente aziendale, si occupa di Marketing e Comunicazione, oltre che di Sviluppo delle Relazioni d'Affari Internazionali. In ambito sportivo è stato giocatore di basket e di football americano. Come Manager Sportivo è stato dirigente, tra l'altro, del Volley Pesaro in serie A1 Femminile e, dal 2018, è dirigente della Roma Volley Club Femminile in qualità di Responsabile Sviluppo, Comunicazione e Marketing.

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