Italia tennis al femminile. Le quattro + quattro.

Nora Orlandi non c’entra. La musica questa volta è il suono della pallina che impatta sulla racchetta e le coriste sono le quattro tenniste che hanno onorato i nostri colori in un passato poco lontano, e anche recentemente a Parigi, e le restanti quattro che occupano la scena del tennis italiano del momento.
tennis RG legend

Mi pare doveroso dedicare spazio, tempo e immagini alle ragazze del tennis di casa nostra, spesso trascurate dalle cronache, da me per primo, a volte oscurate dai successi dei maschi. Mi piace davvero parlarne.

La voglia di scrivere di loro mi è venuta, anzi mi è aumentata, quando Flavia Pennetta e Francesca Schiavone al recente Roland Garros hanno alzato il trofeo che si sono aggiudicate battendo in finale, nella categoria Legends, le argentine Gisela Dulko e Gabriela Sabatini in una partita sostanzialmente equilibrata, anzi iniziata col freno a mano tirato proprio dalle due italiane.

Francesca Schiavone, donna forza e coraggio

La milanese aveva già trionfato a Parigi, aggiudicandosi lo Slam del 2010, terza italiana dopo Nicola Pietrangeli e Adriano Panatta, a conquistare il massimo trionfo nello sport con la racchetta. L’anno successivo, sempre al Roland Garros, arrivò in finale ma fu battuta dalla cinese Na Li. Ancora oggi è l’unica tennista italiana ad aver giocato due finali di uno Slam, senza sfigurare peraltro neppure negli altri, il 2003 e 2010 è stata eliminata ai quarti degli US Open, il 2009 ai quarti di Wimbledon, e per finire, nel 2011 è uscita sempre ai quarti in Australia. Ma Francesca Schiavone va ricordata anche per aver totalizzato in carriera ben 8 titoli Wta nel singolo e 7 in doppio. In questa specialità ha raggiunto una finale, neanche a dirlo a Parigi nel 2008 e tre semifinali in anni diversi negli altri tre circuiti Slam. Nel gennaio del 2011 si è posizionata al quarto posto nel ranking mondiale.
Ma la vittoria più grande di Francesca Schiavone rimane quella di aver sfidato e sconfitto il cancro.

tennis
(Francesca Schiavone)

New York 2015. La grande finale delle italiane di Puglia.

Di poco più giovane dell’amica milanese con la quale ha trionfato a Parigi è invece Flavia Pennetta, brindisina di nascita, anche lei vincitrice di uno Slam a NY nel 2015 (seconda italiana dopo la Schiavone) al termine di un’epica finale con la collega e amica tarantina Roberta Vinci. Epica e memorabile per il fatto di vedere competere due italiane nella finale singolare di uno dei massimi tornei, con Roberta Vinci che proveniva da una semifinale di lusso dove sconfisse Serena Williams.

tennis pennetta
(Flavia Pennetta)

A dispetto del fatto di essere italiana – nel nostro Paese il tennis si pratica sulla terra rossa – Flavia Pennetta era più performante sul cemento dove il suo rovescio a due mani esprimeva angoli quasi impossibili ed eccellenti profondità, unite ad un’alta velocità. Nel singolare ha vinto 11 titoli Wta, piazzandosi sulla poltrona n. 6 nel settembre 2015, nel doppio di titoli ne ha collezionati 17, trionfo che le ha consentito di raggiungere la prima posizione nel 2011.

Quattro anni dopo, nel 2015 Flavia esce dallo sport attivo e l’anno successivo convola a nozze con Fabio Fognini.

Roberta Vinci spinge la Puglia sempre più avanti

E veniamo a lei, colei che per anni è stata il mio idolo, e sempre lo sarà. Roberta Vinci, di un anno più giovane di Flavia Pennetta, pugliese di Taranto, che non per mia scelta è anche la mia città di origine. Non la conosco di persona, ma è per me grande piacere sapere che seppur a distanza di qualche decennio, siamo stati tutti e due ragazzi nello stesso circolo. Piccola differenza che lei a 13 anni era già una campionessa e lasciava la sua città per trasferirsi a Roma, dove si impone come la tennista juniores più forte insieme alla sua amica Flavia. Io qualche decennio prima, ma sempre alla sua stessa età, a stento sapevo tenere in mano una racchetta, la mia, una Slazenger con un fusto di legno, ricordo anche piuttosto rigida.

Lo Slam di Roberta Vinci

Dicevo di non conoscerla di persona e mai ho avuto occasione di intervistarla, ma un giorno di sicuro ce la farò, e non so nemmeno se lei abbia mai dichiarato ciò che invece sono sul punto di scrivere. Io penso che quel 2015 a New York Roberta abbia vinto il suo Slam quando ha battuto in semifinale la più recente icona del tennis americano, che dico, mondiale. Con quale animo si può andare a giocare una finale, anche se di uno Slam, con la compagna di banco e di merende quando poche ore prima, in una semifinale ha privato Serena Williams dell’ambizione di poter vincere anche il quarto Slam dell’anno (aveva fatto suoi i primi tre) successo che le avrebbe ulteriormente consolidato la figura di leggenda nella storia del tennis mondiale? Che smacco!

Roberta Vinci
(Roberta Vinci)

Non solo doppista

Per coloro che leggono solo i titoli e sono poco dentro la notizia, Roberta Vinci è una tennista, questo sì, soprattutto brava doppista, e anche questo è vero perché le sue volée a rete, alte o basse, sono state il suo punto di forza. Ma Roberta ha una vita sportiva lunga e ricca di successi non solamente in doppio.

Roberta Vinci singolarista da fondo campo non esprimeva il gioco potente e aggressivo delle sue avversarie, ma faceva impazzire chi le era di fronte. Con il suo stile elegante per via di un rovescio a una mano in back, teso e basso, che quasi sempre andava a punto è riuscita ad avere la meglio su tante numero 1 del tennis mondiale, Serena Williams inclusa. Oggi, dopo aver appeso nel 2018 al chiodo la racchetta grande, continua a macinare successi con quella più piccola del padel.

Grandi numeri

Numero 7 al mondo nel 2016, 10 tornei Wta vinti in singolo, ben 22 in doppio con Sara Errani, cosa che le ha permesso di sedersi a lungo sul trono più alto della specialità. Ancora in doppio, oltre ad aver fatto il Grande Slam, sempre con la Errani, è la quinta coppia al mondo ad aver vinto il maggior numero di Slam (5). Al momento Roberta Vinci continua a detenere record per essere l’unica tennista italiana ad aver vinto tre tornei Wta sulle tre superfici (terra, erba e cemento) e per aver vinto il maggior numero di incontri di doppio consecutivamente (18). E infine il CONI l’ha premiata con il collare d’oro al merito sportivo per aver difeso i nostri colori in ben quattro Fed Cup (in sostanza la Coppa Davis femminile). Dei tanti altri premi e successi parleremo un’altra volta. Magari direttamente con lei.

Errani
(Sara Errani)

Sara Errani. Professionista a 15 anni

Sara Errani, la più giovane del quartetto delle anziane, si fa per dire, è invece ancora in attività e anche lei ha un eccellente curriculum, quasi una fotocopia di quello di Roberta Vinci per quanto riguarda i successi nel doppio con i 27 titoli vinti inclusi cinque Slam. Come singolarista ha vinto 9 titoli e ha raggiunto la quinta posizione nel 2013. Complessivamente ha il record di ben 36 titoli che la pongono al primo posto nella classifica delle tenniste di casa nostra.
Nasce a Bologna nell’87, ma presto la sua famiglia si trasferisce in provincia di Ravenna.
Il padre le mette la racchetta in mano a cinque anni e la piccola Sara manifesta una così alta propensione al tennis che a 12 anni è sradicata dalla sua famiglia per andare in America alla corte di Nick Bollettieri.
A 15 anni entra fra i professionisti.
Diritto e terra rossa sono il colpo migliore e il fondo preferito da Sara Errani, l’erba il peggior nemico. Pratica un gioco attendista (le piacciono i lunghi scambi) e difensivo, una delle migliori in risposta del circuito, atteggiamenti che spingono le avversarie all’errore.
Il 2016 segna l’inizio della parabola discendente e la classifica odierna Wta live la pone alla 211ma posizione, troppo in basso per poterla vedere trionfare in un torneo di rilievo. Abbiamo tuttavia il dovere di augurarle ancora una lunga vita da tennista professionista, magari arricchita da qualche ulteriore vittoria.

E veniamo così alle quattro che troviamo fra le prime cento.

Camila Giorgi e Martina Trevisan davanti, rispettivamente n. 26 e n. 27 del ranking, Lucia Bronzetti e Jasmine Paolini a seguire alla 72ma e 73ma posizione.
Potrò essere tacciato di arroganza, ma dubito che potremo vederle avanzare e posizionarsi fra le prime dieci, almeno per tre delle quattro temo che la missione sia impossibile. La sola che potrebbe farcela è Lucia Bronzetti, vuoi per via dell’età, è nata a dicembre del ’98, e perché negli ultimi due anni è cresciuta tantissimo e le sue recenti apparizioni ci hanno fatto vedere una Bronzetti in fiducia, sempre più sicura dei suoi mezzi.

Martina Trevisan
(Martina Trevisan)

Martina Trevisan

Un commento diverso farei su Martina Trevisan, sarei certamente più ottimista se Martina fosse più giovane di due, tre anni. Purtroppo la ragazza ha vissuto un lungo periodo – ben quattro anni – lontana dai campi da tennis che l’ha fortemente penalizzata. Martina è un’autentica lottatrice, determinata e caparbia. È desiderosa di recuperare il tempo perduto non per sua volontà. A pensarci, è lei ad averci emozionato quest’anno, prima con la vittoria in Marocco, il suo primo titolo Wta, poi con la semifinale al Roland Garros. Diciamola tutta, ci abbiamo sperato. Per me è stato così. Ancora lunga vita tennistica a Martina Trevisan.

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(Camila Giorgi)

Camila Giorgi

Mentre scrivo, proprio in queste ore sull’erba di Birmingham Camila Giorgi consegue la sua 180ma vittoria, la prima sull’americana Lauren Davis che aveva avuto sempre la meglio nei quattro incontri precedenti. Non è stata una passeggiata per la marchigiana che aveva cominciato in salita, 3 6 il primo set. Poi si è sciolta, ma l’incontro in più occasioni ha rivelato un andamento paritario. Spesso mi capita di paragonare Camila Giorgi a Sonego, a volte entrambi determinati, anche molto bravi per alcune scelte di gioco intelligenti, a volte sembrano persi.
Mi dispiace affermarlo, non credo tuttavia che Camila possa dare molto di più, ma nel tennis è sempre lecito sperare.

Jasmine Paolini

Di Jasmine Paolini c’è poco da dire salvo che ha vinto un titolo e che a febbraio aveva raggiunto la 44ma posizione, per poi andarsi velocemente a sedere sulla poltrona n. 73. 

Possiamo concludere, prima di salutarci, che per il momento le quattro più giovani del tennis italiano al femminile non ci faranno assolutamente dimenticare Francesca, Flavia, Roberta e Sara.

Vincenzo Mascellaro, uomo di marketing, comunicazione e lobby, formatore, scrittore e oggi prestato al giornalismo

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