Search
Close this search box.

La bambina più forte del mondo

Stella e la sua storia, fra fantasia e realtà. Una favola sportiva e moderna, dove si combattono i pregiudizi di genere in nome dello sport più bello di tutti: essere sé stessi. L'opera prima di Silvia Salis, ex atleta e ora vice presidente del CONI, ha una protagonista irresistibile ed è una bella sopresa.
la bambina più forte del mondo

Questa è una favola. E come tutte le favole ci sono draghi, pirati, leoni, tigri e una bambina dal nome magico: Stella. Ma niente è effettivamente come sembra in questo mondo: il destino di Stella non è essere una principessa né una fata di qualche luogo lontano. Nulla di tutto questo.
Il destino di Stella è solo il suo e solo lei lo scrive. Anche se non è una principessa, la protagonista di La bambina più forte del mondo, opera prima di Silvia Salis pluricampionessa italiana di lancio del martello ed ora Vice Presidente del CONI, è un personaggio straordinario, carico di un’energia inesauribile che la segue pagina dopo pagina.

L’avventura di una vita

Sono queste le premesse che conducono il lettore attraverso quella che sarà l’avventura di una vita per Stella, cresciuta nei pressi di Villa Gentile, campo sportivo che di notte, sotto il suo sguardo vigile, si trasforma nel perfetto luogo di gioco dove poter vivere avventure di ogni tipo. Così presto si trova a duellare con pirati, a saltare sopra pozze di lava bollente o difendere i suoi amici animali, cullando quella gioia che solo i bambini possiedono e che, forse troppo presto, perdono.
Stella stessa rischia di cadere in questa trappola: è troppo diversa dalle sue compagne di classe, troppo piena di luce e di vitalità, eppure il desiderio di essere accettata da loro non si esaurisce fino a quando non riesce a trovare chi e cosa davvero riescano a comprenderla.

Un mondo nuovo

È sempre a Villa Gentile che questo cambiamento epocale può avvenire; qui scopre un nuovo mondo, quello del lancio col martello, che le permetterà di scoprire di che pasta è fatta. Anche quando le fantasie lasceranno il posto alla realtà, Stella dovrà continuare ad affrontare draghi, almeno all’apparenza più grandi di lei. Sì perché la più grande sfida che ha davanti è dimostrare a tutti, in primis a sé stessa, che il suo essere una ragazza in uno sport prettamente maschile  non è una debolezza, ma è una forza. Questo è il vero nemico che continua a inseguire Stella: la mentalità che la vuole principessa in attesa di un eroe, una giovane troppo debole per gli scossoni della vita. Invece Stella è potente e insegna alla generazione che verrà che è proprio abbracciare i propri sogni e le proprie differenze che porterà ognuno a essere quello che veramente è.

La bambina più forte del mondo
(La bambina più forte del mondo. Credit: Salani editore. Illustrazione: Roberto Irace)

Sport da maschi?

Per Stella non esistevano sport da maschi e da femmine e poi era più forte di molti suoi compagni. Cosa le impediva di praticare lo stesso sport?”. È questa una delle grandi domande che assilla Stella (e il lettore) per gran parte del libro; leggere nero su bianco commenti e battute simili può sembrare una scelta stilistica quasi esagerata, ma bastano pochi istanti per realizzare come, effettivamente, quello descritto sia tutto vero.
Lo sport però è livellatore e uguale per tutti, accoglie senza guardare chi ha davanti, preferisce che siano le azioni degli atleti a parlare; in questo caso la giovane lanciatrice fa di tutto per guadagnarsi quel posto che, con tutte le sue forze, sa di meritare. 

“Quale è il momento in cui ti senti più felice?”

Così chiede la giovane atleta a una bambina che, proprio come lei, non riesce a trovare il suo posto in un mondo che la vorrebbe come tutte le altre. L’autrice cerca di spiegare come ognuno debba trovare la propria risposta nel proprio momento felice, quell’attimo che spegne i dubbi e le insicurezze. Stella lo ha trovato sulla pedana di lancio e non è disposta a farselo portare via da nessuno, men che meno dalle proprie insicurezze. Per lei i cassetti da tenere in considerazione sono due.
Il cassetto dei sogni, che sempre più spesso apre per guardarli diventare realtà e quello della paura, che impara poco a poco a gestire, a rendere silenziosa nei momenti in cui tutto quello che effettivamente bisogna avvertire sono i respiri prima del lancio  

Il sogno, se lo tocchi, diventa vero

Nonostante la grande caparbietà della nostra protagonista, gli istanti di paura e sconforto non mancano (come è giusto che sia): lo sport, secondo grande protagonista di questa storia, esige tanto e facendo così richiede uno sforzo non solo fisico ma anche psicologico.
Stella è in grado di sostenerlo, lo sa fin dentro le ossa, ma è umana e come tale ogni tanto trova con maggior difficoltà la forza per portare avanti il suo sogno.
Ma ben presto è affascinante osservare il cambio terminologico: quello che nasce come il sogno di una bambina fantasiosa diventa un obiettivo, qualcosa di concreto e fisico, formato da sudore e fatica. Un obiettivo che diventa sempre più preciso.

 

Silvia Salis
(Silvia Salis)

Diventare quel che si è

La bambina più forte del mondo è un inno allo sport, al suo essere collante sociale e grande arena per chiunque sia alla ricerca di un posto (non solo fisico) cui appartenere. Stella è la prova provata di tutto questo. Stella cambia, cresce, matura, diventa quello che voleva, non subito, senza sconti, ma non molla mai. Anche quando l’amore per una disciplina che richiede tantissimo si appanna leggermente, rimane la volontà di andare avanti, la caparbietà che qualsiasi sportivo ritroverà nel personaggio di Stella.

Il coraggio di lasciarsi aiutare

In fondo la giovane atleta non ha bisogno di bacchette magiche o potenti stregoni, tutto quello di cui ha bisogno è credere in sé stessa. E quando il sogno o l’obiettivo che di si voglia sembra allontanarsi, trovare il coraggio di lasciarsi sostenere dalla sua famiglia ed amici. È questo forse il più grande superpotere, sembra suggerire l’autrice: l’amore che chi ci ha osservato crescere ripone in noi. Questo dice la voce che si sente chiara tra le pagine: dobbiamo essere fan di noi stessi e lasciare che chi ci vuole bene possa esserlo per noi. Non importa se viene da una madre, padre o un amico (menzione d’onore va all’Ercole del libro, personaggio che tutti noi vorremmo avere al nostro fianco); quello che conta è ricordarselo.  

Un manuale per vite prossime

La bambina più forte del mondo sembra fornire un manuale d’istruzioni per i futuri campioni: caparbietà, tanto coraggio e soprattutto amore, verso sé stessi e verso quegli occhi che non smettono di seguirci per un istante quando inizia la gara.
Che siano i nostri o quelli di qualcuno che ci ama non importa; in fondo siamo tutti protagonisti della nostra favola.

 

………….

La bambina più forte del mondo di Silvia Salis, edito da Salani Editore, è in vendita in libreria e on line.
L’autrice devolverà i proventi del libro all’ospediale pediatrico Giannina Gaslini di Genova

la bambina più forte del Mondo

 

Giulia Colasante si affaccia al mondo nell'ultimo anno del secolo scorso, in tempo per sentirne raccontare in diretta, abbastanza per rimanerne incuriosita. Giornalista pubblicista, laureata in Filosofia e in Scienze Cognitive della Comunicazione e dell'Azione, continua a studiare il futuro che attende lei, ma anche un po' tutti gli altri.

ARTICOLI CORRELATI

calcio Italia

Calcio italiano. I 125 anni della Federazione

Sport nazionale, specchio della società e dei suoi cambiamenti, il calcio è una grande narrazione sportiva, culturale e popolare dove si riflettono a tutto tondo virtù e difetti italiani. Una storia che passa per i 125 anni della Federazione Italiana Gioco Calcio, nata da spiriti pioneri e appassionati capaci di posare lo sguardo sul futuro.

Leggi tutto »
Gigi Riva

Gigi Riva, Zagor e Tex Willer

Giocavamo con le Superga in tela blu, i mocassini e persino gli improbabili sandali estivi, ma chi di noi non ha urlato mentre smarcava e spintonava per arrivare a rete “…Rivaaa, Rivaaa, ecco Riva…tiro…goaaaallll!!!” e poi via, braccia al cielo proprio come fossimo lui. Proprio lui che nessuno di noi era, ma che tutti noi sognavamo di essere.

Leggi tutto »
Gordon Cowans

Gordon Cowans. L’ultimo tra i campioni

Gordon Cowans, una vita spesa tra l’Aston Villa e il Bari, non è tra i miei dieci migliori giocatori di tutti i tempi. Forse neanche tra i vostri. Non so voi, ma io lo metto all’undicesimo posto. Il fatto è che per me Gordon Cowans è indimenticabile.

Leggi tutto »



La nostra newsletter
Chiudi