La Montagna scrive a Elon Musk

La Montagna scrive a Elon Musk. Un appello dell'Uncem - Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti Montani - all'imprenditore più visionario del Pianeta per portare la Montagna nel futuro. Una sfida bella che condividiamo.
la montagna scrive a Elon Musk

La Montagna è un patrimonio comune. 
La emme maiuscola non è un refuso, ma l’espressione ortografica del considerare Montagna nome proprio di luogo, da scrivere in maiuscolo come il nome proprio di una persona. Luogo che, come una persona, è da comprendere e da rispettare. Per più che molti, da amare. E la Montagna non è un bene, sostantivo che a noi richiama troppo da vicino il concetto di utilità, ma un patrimonio da tutelare e da tramandare perché, come tutti i patrimoni, rende, o meglio, restituisce.
La Montagna oggi scrive a Elon Musk per addentrarsi nel futuro e noi, per raccontarlo, abbiamo scelto un’immagine del nostro archivio, immagine che abbiamo salvato dalla dispersione.
La fotografia rasenta i 100 anni e ci restituisce gli sguardi di cinque alpinisti, cinque amici.
Di loro non sappiamo nulla, ma hanno sguardi che bucano il tempo e che oggi sembrano chiederci con insistenza della Montagna cosa ne stiamo facendo.

Sportmemory racconta spesso di Montagna

Raccontiamo di uomini, di donne e delle loro imprese.
Uomini e donne che le Montagne hanno guardato negli occhi e che con le Montagne hanno parlato.
Dal punto di vista sportivo, la Montagna è un grande teatro di imprese per chi vuole affrontarla guardando in alto, una grande arena per gli amanti degli sport invernali, un grande percorso per chi la ama percorrere in estate ristabilendo un equilibrio con la natura spesso compromesso da un inverno cittadino.
Dal punto di vista della natura, la Montagna è scrigno prezioso della biodiversità.

La lettera dell’Uncem

Per tutti questi motivi apprezziamo e rilanciamo la lettera aperta che l’Uncem – Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti Montani – ha indirizzato a Elon Musk.
È noto quanto Elon Musk non sia solo eclettico imprenditore di grande successo, ma un visionario di quelli destinati a lasciare segni tangibili delle proprie visioni.
In questo caso è come se la Montagna aprisse un dialogo con lo Spazio, ambiente estremo – anche questo – nel quale Musk si muove da protagonista.
L’Uncem pone la questione del digital divide dei territori montani e di quanto questo possa essere superato grazie alla costellazione satellitare di Elon Musk.
E non è solo una questione di Montagna e di Spazio, ma di come tecnologie satellitari con capacità di osservazione della Terra e di implementazione delle telecomunicazioni siano oggi l’opportunità immancabile per migliorare il quotidiano terrestre.

La storia dell’Uomo è fatta di sfide. Questa è una bella sfida.

 

Dear Mr. Musk,

Uncem – l’Unione nazionale italiana dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani – si occupa da molti anni di divario digitale tra aree urbane avanzate, grandi città, e piccoli paesi, aree montane dell’Italia. La mancanza di una buona connessione si unisce a mancanza di competenze digitali, oltre che alla assenza, in molte aree dell’Italia, di un buon segnale per la telefonia mobile. È un problema analogo a quello di altri Paesi dell’Europa, diverso ma simile a quelli di altre parti del mondo. 

Non ci ha sorpresi la sua recente dichiarazione e il suo progetto per dare una connessione ad internet totale, in ogni angolo del mondo, senza più zone oscure, con la copertura veloce anche nelle zone remote del pianeta. Lei ha fatto dell’innovazione la sua ragione di vita. In qualche modo vale anche per noi, non senza però una crescita umanistica e una inclusione delle comunità. Lavoriamo su questi fronti con il Governo e il Parlamento italiano, affinché – come scrive Papa Francesco – nessuno resti indietro. Nessuno si salva da solo. Dunque non siamo a chiederle progetti o prodotti. Lei sa benissimo quali siano le differenze e le disuguaglianze nel mondo tra chi ha moltissimo e chi vive con uno o due dollari al giorno. Il diritto alla connettività per tutti si unisce ad altri importanti e fondamentali diritti, in particolare al cibo e all’acqua. Così, nell’Anno internazionale, dichiarato dalla FAO e dall’ONU, dello Sviluppo Sostenibile delle Montagne, noi le proponiamo di guardare ai territori montani dell’Italia, dell’Europa e del Mondo, quali luoghi vivi, produttivi, generativi, che hanno bisogno di investimenti pubblici e sinergie con imprese che investano per superare sperequazioni. Internet è il primo passo. Internet per tutti, connessioni per tutti, infrastrutture per tutti. Accesso alle risorse naturali senza usurparle e danneggiarle, valorizzandole quale bene collettivo a beneficio di tutti. 

Lei, Mr. Musk, costruisce le auto elettriche più belle e avanzate del pianeta. Ha differenziato le sue attività economiche spingendo sull’innovazione, anche oltre l’immaginabile, oltre la Terra. Noi vogliamo lavorare per dare diritti chiari e duraturi a tutti, indipendentemente da dove vivono. Le Montagne del mondo sono in molti stati come deserti, aridi e abbandonate. In Italia abbiamo sistemi avanzati di impegno istituzionale che contrastano abbandono e spopolamento, che proseguono. I cambiamenti climatici ci vedano insieme anche a lei ad affrontarli. Non vogliamo fare dei paesi montani italiani luoghi da colonizzare o nei quali investire spazzando via storia e cultura. E neanche vogliamo mettere i territori sotto campane di vetro. Guardiamo a quanto lei costruisce, alle sue idee, con attenzione e anche con la voglia di sperimentare alcune innovazioni, alcuni progetti delle sue aziende nei nostri territori delle Alpi e degli Appennini, nel Paese più bello del mondo che lei ben conosce. La accoglieremo volentieri in un paese delle Alpi e degli Appennini, per provare quei satelliti che danno internet a tutti, lavorando ad esempio con operatori italiani delle telecomunicazioni. 

Facciamo insieme alcuni passi nello spazio vero dei territori, immaginando come si trasformano e cosa saranno tra venti, cinquanta anni, tra uno o due secoli. Innovare per noi vuol dire includere, dare diritti, dare opportunità di crescita. La crisi climatica ci mette in una transizione e nella forza dei cambiamenti che vogliamo guidare. 

Grazie per il suo lavoro. La aspettiamo presto in un Comune della Montagna italiana.

 

Marco Bussone
Presidente nazionale
UncemUnione nazionale Comuni Comunità Enti montani
www.uncem.it

 

 

 

 

Giulia Colasante si affaccia al mondo nell'ultimo anno del secolo scorso, in tempo per sentirne raccontare in diretta, abbastanza per rimanerne incuriosita. Laureata in Filosofia all'Università di Roma Tre, per tentare di capire il futuro che l'attende studia Scienze Cognitive della Comunicazione e dell'Azione. Che attende lei, ma anche un po' tutti gli altri.

ARTICOLI CORRELATI

Emilio Comici

Emilio Comici. L’alpinista che parlava alle stelle

Emilio Comici è stato uno dei più grandi alpinisti italiani. Figlio del suo tempo, atipico, eccentrico, innamorato delle vette, della sfida solitaria, delle mani sulla roccia. Un amore infinito ricambiato fino all’estremo, fino a quando la Montagna non lo ha voluto per sempre con sé.

Leggi tutto »
Alessandro Gogna Monte Roza

Quei giorni sul Monte Rosa

Giugno 1969. I giorni sul Monte Rosa sono quelli di Alessandro Gogna alle prese con la prima solitaria alla Via dei Francesi al Monte Rosa. Un’impresa, un’avventura che lo porta a guardare negli occhi l’estremo e ad attraversarlo. Questa è la sua storia ed è una grande storia.

Leggi tutto »
Simone Moro Shiha Pangma 2005

Simone Moro. L’impossibile relativo.

Esiste l’impossibile? Può darsi, ma la storia e le imprese di Simone Moro ci insegnano che l’impossibile si può guardare negli occhi, perché l’impossibile è relativo. Anche se si chiama K2, anche se si chiama 8.000.

Leggi tutto »
Walter Bonatti

Walter Bonatti. Le drammatiche ore sul Rondoy

Walter Bonatti e la sfida all’inaccessibile Rondoy, sulle Ande peruviane. 40 ore drammatiche con la Montagna che reclama il suo dazio. Questa volta, però, ha sbagliato i conti perchè dall’altra parte c’è Walter Bonatti. E anche lui è Montagna.

Leggi tutto »
Messner

Reinhold Messner. La solitudine del gigante

20 agosto 1980. Reinhold Messner arrampica l’Everest dal versante nord, da solo e senza ossigeno. Primo al mondo, anche i monsoni ne rispettano cuore e coraggio e lo lasciano andare. È cosi che i giganti si parlano. In solitudine.

Leggi tutto »



La nostra newsletter
Chiudi