mercoledì, 23 Giugno 2021

Ogni primo venerdì del mese Sportmemory e le sue storie
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L’impresa di Tom Brady

L’impresa di Tom Brady
Riccardo Romano

Il 7 Febbraio 2021 è la data che resterà scolpita negli annali e nella memoria di tutti gli appassionati di sport americano: la NFL (Lega professionistica di football americano) ha il suo goat definitivo e irraggiungibile.

Il gioco di parole, che tanto piace agli americani, goat, traduzione letteraria di capra è l’acronimo Greatest of all time, il più grande di sempre, e risponde al nome di Thomas Edward Patrick Brady Jr., quarterback dei Tampa Bay Bucaneers vincitori dell’ultimo Super Bowl.

Ma perché proprio lui e non le centinaia di altri giocatori che tanto hanno vinto?

In realtà Tom Brady era già stato decretato il migliore due anni fa attraverso l’esame di molteplici statistiche che hanno valore immenso negli Stati Uniti.

Tra le più rilevanti:

Migliori performance sia in regular season che durante i playoff

ALL GAMES

 

PLAYOFFS ONLY

QUARTERBACK

YEARS

VALUE

 

QUARTERBACK

YEARS

VALUE

Brady

2000-20

25,218

 

Brady

2001-20

3,432

Manning

1998-15

23,979

 

Montana

1981-94

2,313

Brees

2001-20

23,326

 

Manning

1999-15

2,273

Favre

1991-10

20,611

 

Bradshaw

1972-82

1,840

Marino

1983-99

19,404

 

Favre

1993-09

1,645

Rodgers

2005-20

15,972

 

Rodgers

2009-20

1,621

Elway

1983-98

15,647

 

Young

1987-98

1,567

Roethlisberger

2004-20

15,643

 

Elway

1983-98

1,546

Montana

1979-94

15,465

 

Brees

2004-20

1,461

Young

1985-99

14,502

 

Warner

1999-09

1,430

SOURCE: PRO-FOOTBALL-REFERENCE.COM

Maggior numero di presenze e migliore media di passaggi di tutti i Super Bowl


ADJUSTED STATS*

 

QUARTERBACK

YEARS

GAMES

YPG

ANY/A

VALUE

BEST PERFORMANCE

Brady

2001-20

10

325.0

7.9

883.10

168 (2003)

Montana

1981-89

4

326.9

12.1

613.20

213 (1989)

Bradshaw

1974-79

4

340.4

13.9

484.80

193 (1978)

Staubach

1971-78

4

274.4

9.7

428.70

180 (1978)

Warner

1999-08

3

448.1

10.1

399.00

183 (2008)

Elway

1986-98

5

241.4

6.6

280.80

116 (1986)

Manning

2006-15

4

278.8

6.8

270.00

106 (2009)

Aikman

1992-95

3

249.5

9.7

238.70

152 (1992)

Tarkenton

1973-76

3

280.4

5.7

199.70

131 (1973)

Roethlisberger

2005-10

3

234.6

6.1

191.20

112 (2010)

*Stats are adjusted for strength of schedule and era (translated to the 2016-20 NFL passing environment). Value is based on our QB Elo metric, which represents yards above replacement level.

SOURCE: PRO-FOOTBALL-REFERENCE.COM

Ma l’aspetto che colpisce di più è quello relativo al suo rapporto tra età e risultati: è il miglior vecchio giocatore di sempre, dopo essere stato il miglior giovane!

AGE 40

 

AGE 41

QUARTERBACK

YEAR

VALUE

 

QUARTERBACK

YEAR

VALUE

Tom Brady

2017

1,434

 

Tom Brady

2018

1,296

Brett Favre

2009

1,306

 

Warren Moon

1997

1,032

Drew Brees

2019

950

 

Drew Brees

2020

835

Sonny Jurgensen

1974

517

 

Vinny Testaverde

2004

684

Vinny Testaverde

2003

477

 

Doug Flutie

2003

394

AGE 42

 

AGE 43

Tom Brady

2019

855

 

Tom Brady

2020

1,372

Warren Moon

1998

325

 

George Blanda

1970

233

Doug Flutie

2004

134

 

Vinny Testaverde

2006

14

Vinny Testaverde

2005

64

 

Warren Moon

1999

1

George Blanda

1969

16

 

Doug Flutie

2005

-4

SOURCE: PRO-FOOTBALL-REFERENCE.COM

Tom Brady è il più grande perché era stato etichettato ai tempi del college come un perdente, un underdog, un giocatore normale senza picchi particolari. Ma la sua costanza, la sua voglia di vincere e la sua dedizione lo hanno portato a essere un giocatore che ha vinto più Super Bowl (ben 7) di qualsiasi altra squadra, yes! squadra non giocatore.

Ma se già nel 2019 Tom Brady era considerato nel gotha dei giocatori perché nel Febbraio 2021 è riuscito a diventare ancor di più il numero 1?

La sua carriera è legata dal 2000 alla squadra bostoniana dei New England Patriots, lui californiano di nascita emigrato nel freddo Massachusetts dove giocherà per ben vent’anni vincendo di tutto e trovando il tempo di sposarsi con la modella Giselle Bundchen.

Qui ha vinto 6 Super Bowl, 4 Super Bowl MVP (miglior giocatore) e 3 NFL MVP oltre a stracciare record e migliorare statistiche mese dopo mese.

Un dominio ventennale sino al gennaio 2020, quando durante la prima partita di playoff, a pochi secondi dallo scadere, in una situazione disperata con la squadra in svantaggio, Tom tentò un lancio che fu intercettato da un suo ex compagno e in questa maniera indecorosa finì il suo ventennio costellato di premi, successi e record mai raggiunti da nessuno e forse irraggiungibili.

Fine carriera?

Per molti appassionati si, ma soprattutto per i numerosissimi haters, per Tom Brady era giunta la fine e avrebbero voluto ricordarlo per quel passaggio errato.

Tom però non ebbe nessuna intenzione di ritirarsi e firmò un contratto biennale del valore di $ 50.000.000 con la franchigia floridiana dei Tampa Bay Bucaneers e diede a molti l’impressione di una scelta simili a milioni di cittadini americani: andare a godersi la pensione in Florida al caldo e sotto le palme salutando il freddo degli Stati del nord.

In più convinse il suo fedele compagno Rob Gronkoski a seguirlo in questa nuova avventura, lui che si era ritirato ma tornò sui suoi passi e dando così ancor più adito alle voci che li volevano due pensionati da campo da golf.

La squadra dei Tampa Bay Buccaneers (stessa proprietà del Manchester United) viaggiava nel grigiore generale, senza picchi da parecchi anni se non una vittoria nel lontano 2002.

Ebbene, dopo una partenza in sordina, Tampa Bay riuscì a farsi largo sino ai playoff arrivando a giocare la finalissima proprio nella città di Tampa Bay, e cosa ancora più incredibile, nonostante la pandemia durante il match fu permesso l’ingresso a 25.000 spettatori quando anche i cinema erano chiusi.

I Tampa Bay erano opposti ai favoritissimi Kansas City Chiefs e Tom aveva davanti a sé l’astro nascente Patrick Mahomes di ben 18 anni più giovane, amato dalle nuove generazioni, afroamericano, simbolo del Black Live Matter e promotore del gesto dell’inginocchiamento durante l’inno nazionale mentre Brady è dichiarato amico di Trump e filo-repubblicano.

Ma una volta scesi in campo i pronostici sono andati in fumo e la partita non ha mai avuto storia, Tampa ha schiacciato i Chiefs 31 a 9 senza che il match fosse mai in discussione e Tom Brady non ha sbagliato un passaggio, una scelta, una giocata, rinviando a casa il giovane Mahomes a testa china e con un bel bagno di umiltà.

Con questa vittoria Tom Brady si è preso una rivincita da chi lo giudicava finito, da chi lo aveva etichettato inadatto ai tempi del college e da chi gli ricordava quel passaggio sbagliato.

Tom Brady è il goat perché ha vinto più di tutti, contro tutti, e a tutte le età e soprattutto perché in uno sport estremamente di squadra (tre differenti team per ogni situazione di gioco) ha sovvertito i principi cardine dimostrando che il lui può far vincere chiunque!

E ancora per almeno un altro anno lo sentiremo urlare “… set hut hut

Riccardo Romano, nato e cresciuto a Roma, rinato e in sviluppo a Miami. Avvocato in Italia, consulente food&beverage in Florida. Appassionato di sport, entertainment e cultura della birra.