Keira D’Amato e Sara Hall. Le regine senza età della Chevron Houston Marathon.

Keira D'Amato e Sara Hall, atlete senior o regine senza età della maratona? La risposta che arriva dalla Chevron Houston Marathon è inequivocabile: correre, e vincere, non è mai una questione di età. Keira e Sara lo hanno dimostrato a tutti.
Houston Marathon

In America la corsa è sempre più presente nelle abitudini dei cittadini a stelle e strisce, da sempre fanatici dell’atletica e che nella cora hanno trovato non una pratica sportiva ma un vero e proprio stile di vita.
La pandemia, con la chiusura dei centri sportivi e con la possibilità degli infiniti spazi aperti che offre il continente americano, ha enfatizzato il desiderio di correre e il 2022 è l’anno della ripartenza delle corse amatoriali e professionistiche in tutte le sue specialità (1k, 5k, mezza maratona e soprattutto la gara regina dei 42 km)
Il 15 Gennaio si è tenuta ad Houston l’annuale Chevron Marathon e ha visto il record di due atlete eccezionali non proprio giovanissime, due mamme, due regine della corsa.
Keira D’Amato e Sara Hall, due regine senza età.

La regine della Chevron Houston Marathon

A distanza di circa 60 minuti tra loro, in una fredda e ventosa mattinata texana, i record femminili americani sulle due maggiori distanze, sono stati riscritti grazie a Sara Hall che è arrivata seconda nella mezza maratona in 1:07:15 e soprattutto Keira D’Amato ha vinto la maratona di Houston in 2:19:12.

(Chevron Houston Marathon. Sara Hall)

Il nuovo record americano di Sara Hall, prima detenuto da Molly Huddle dal 2018 (1:07:25), è arrivato 15 anni dopo aver visto suo marito e allenatore, Ryan Hall, stabilire il record nazionale maschile sullo stesso percorso, un record inossidabile e ancora valido (59:43).
Onore a Sara Hall, che insieme all’olimpionico marito, nel 2015 ha adottato 4 sorelle etiopi, che sono la benzina della loro vita.

Keira D’Amato è ora la donna americana più veloce di sempre sulla distanza e la seconda in assoluto a scendere sotto le 2:20. Fino a domenica, Deena Kastor aveva tenuto il record statunitense sulla distanza per 16 anni (2:19:36 a Londra).

Mentre Sara Hall ha 38 anni ed è madre adottiva di quattro figlie, Keira D’Amato ha 37 anni ed è la mamma di due figli, nonché agente immobiliare a tempo pieno. Sara Hall ha “macinato” come professionista in questo sport per 15 anni, mentre Kerry D’Amato si è presa una pausa di sette anni a causa di un infortunio e le gravidanze, tornando alle corse d’élite solo negli ultimi tre anni.

Keira D’Amato. Ispirazione ed esempio

Credevo davvero nel mio cuore, nelle mie gambe, nella mia anima e nel mio cervello di essere in grado di battere il record americano oggi“, ha detto subito dopo la gara la D’Amato. “Siamo partiti con quel ritmo. Non mi sono mai sentito così bene, quindi ho iniziato a preoccuparmi, ma ho solo cercato di resistere e fortunatamente ho avuto i due migliori pacer del mondo oggi a Calum Neff e Silas Franz”.

Molte persone hanno preso ispirazione dall’incredibile e poco prevedibile ritorno della D’Amato alla corsa. A inizio carriera ha corso per l’American University (l’università più prestigiosa per la corsa), ma ha dovuto lasciare lo sport dopo la laurea, per via di infortuni al piede e alla caviglia che hanno richiesto un intervento chirurgico. Anni dopo, dopo aver avuto il figlio Tommy (7) e la figlia Quin (5), ha ricominciato a “mangiare” lentamente miglia, principalmente per alleviare lo stress mentre suo marito, Anthony D’Amato, era di stanza per quasi un anno con l’aviazione militare.

È stato duro tirare su i miei figli (all’epoca 2 anni e neonata) senza il mio complice“, ha detto D’Amato a Women’s Running durante un’intervista nel novembre 2020. “È stata dura ed ero sola e ho riempito tutto questo con la corsa. Non è stata una decisione consapevole tornare a correre. È stato il modo in cui ho scelto di guarire me stessa nei momenti difficili”.

Keira D'Amato
(Chevron Houston Marathon. Keira D’Amato)

Da allora, Keira D’Amato è diventata una forza sulla scena agonistica.
Nel 2020, mentre la pandemia ha annullato la maggior parte delle opportunità di corse in presenza, ha organizzato la sua corsa su strada di 10 miglia a Washington, DC, che ha chiamato Up Dawg. Ha vinto l’evento in 51:23, un altro record americano. Ma poi un infortunio al tendine del ginocchio ha posto fine alle sue speranze per le qualificazioni olimpiche nel 2020 e nel 2021. È tornata da quell’infortunio per piazzarsi quarta alla maratona di Chicago in ottobre.

A Houston, Keira D’Amato è partita forte con i suoi pacer, con una media di 5:18 per miglio per i primi 15 km. Ha iniziato a rallentare a circa 5:21 per miglio tra metà percorso (1:09:40) e i 30K, ma è ritornata bene da 35K fino al traguardo, con una media di 5:19 per miglio, a 37 anni!

Il traguardo non ha età

Atleti, cultori e appassionati della maratona, pur se sorpresi delle risorse emerse in queste due straordinarie atlete senior, sanno benissimo che l’età può sembrare un handicap in prove così massacranti come le lunghe distanze fondistiche, ma in realtà si può tradurre in un vantaggio sui corridori meno esperti.

La maratona è una prova durissima che si vince sia con le gambe che con la testa, durante la corsa il tuo fisico ti invia tantissimi segnali volti ad abbandonare, rifiutare, odiarsi e i dolori sono spesso insopportabili, ma una mente sana e preparata domina su tutte le pressioni negative e ti porta al traguardo e spesso questa mentalità è data dall’esperienza e dalla maturità mentale.

Le storie di Sara e di Kerry ci insegnano che lo sport non solo si può fare a qualsiasi età, ma si può vincere in ogni momento della propria vita, basta correre più veloci degli altri.

 

Riccardo Romano, nato e cresciuto a Roma, rinato e residente a Miami. Avvocato in Italia, consulente food&beverage in Florida, si occupa di servizi di security per grandi eventi e assistenza passeggeri all'aeroporto internazionale di Miami. Appassionato di sport, entertainment e cultura della birra.

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