Campo Moscarelli. Storie di quartiere e grande calcio

Un campo di calcio al centro della vita di un quartiere, un campo che cresceva ragazzi e dove si affacciavano campioni a raccontare storie di calcio e dove altre storie arrivavano sul filo del si dice. Il campo Moscarelli al Tuscolano, da sempre protagonista.
 Nello Panzini
Bruno Conti Moscarelli

Giancarlo De Sisti era, ed è, del quartiere e spesso, molto spesso, ci veniva a trovare al campo Ina Casa (ora campo Moscarelli); gli serviva un bagno, non nel senso fisiologico del termine, ma di sano sport dilettantistico, quello dove corri e sudi per la squadra che è quasi sempre nel tuo quartiere. Il suo carattere schivo non faceva di lui un chiacchierone, ma alcuni “fattarelli” ce li raccontò… 

Picchio De Sisti

La partita del secolo

Nella indimenticabile Italia-Germania, quando Rivera, che era sul palo, si scansò quasi non impedendo così il pareggio di Muller, il nostro portiere Riki Albertosi  gliene disse di tutti i colori e a lui, o a qualcun’altro giocatore vicino, scappò anche una mezza bestemmia. Il Golden Boy, profondamente cattolico, ne fu particolarmente toccato al punto che, a scusarsi più con Dio che con i compagni, disse “Vi prego, il Signore non c’entra nulla, è stata solo colpa mia, faccio subito gol e rimedio a tutto subito”. Miracolo del pallone o di qualcun altro, così fu. Quando i giocatori uscirono dagli spogliatoi non si erano ben resi conto che avevano giocato e vinto la “partita del secolo”, ma per primi a ricordarglielo furono i messicani che ben presto apposero una targa marmorea nello stadio Azteca a sempiterno ricordo.

Partita del secolo

 

Dal campo al set

Giancarlo spesso raccontava anche un aneddoto extra-calcistico riferito a quando girò alcune scene del film “L’allenatore nel pallone”. Lui non capì subito che Lino Banfi recitava a braccio, improvvisando e divagando dal copione, e quando l’Attore disse la battuta “…allora picchio De Sisti” non capì subito il doppio senso e se ne accorse solo quando vide che tutti ridevano e che Lino Banfi aggiungeva “…gli spezzo la noce del capocollo”. Per evitare che qualche giovane amico non capisca, è bene precisare che Picchio era l’affettuoso nomignolo che i tifosi della Roma, e un po’ tutti gli italiani, avevano dato a De Sisti. Il senso del doppio-senso che fece ridere tutti, maestranze comprese tranne Giancarlo che tardò a capire, era tutto lì.  

Bruno Conti

Anche Bruno Conti capitava spesso al campo Moscarelli

Di lui ricordo quando ci raccontò la vigilia della finale Mundial dell’82, passata senza quasi riuscire a chiudere occhio fino a quando Cabrini disse l’ormai celeberrima frase “…che ne dite ragazzi se per calmarci ce ne andiamo un po’ in Svizzera?”.  La Svizzera era la camera di Zoff e Scirea, gli unici che tranquillamente dormivano e che, svegliati, protestarono e poi ripresero tranquillamente a dormire lasciando gli invasori esterrefatti. L’episodio e le risate contribuirono però a calmare un po’ tutti che, dopo, riuscirono così a chiudere per qualche ora gli occhi per poi scrivere una delle più belle pagine del nostro sport.

Rizzitelli

Rizzi Rizzi gol!

Quella di Ruggero Rizzitelli è invece una storia raccontata, nel senso che lui non venne al Moscarelli, ma al campo di lui se ne parlo spessò. Il fatto è che la vulgata vuole che Rizzitelli fosse arrivato a Roma “con la puzzetta sotto ar naso” che, nel colorito linguaggio romano, sta a significare uno con un po’ di boria di troppo. Ora dovete sapere che in uno stadio i campi sono due: uno quello che si vede, l’altro quello che non si vede, cioè lo spogliatoio dove si gioca una partita tutta interna, di amicizie, di rivalità, di agonismo e qualche volta anche di antipatie. Fatto è che lo spogliatoio agisce e reagisce, cosa che accadde anco con Rizzitelli. Come? Ad esempio, una volta in campo, dandogli palla in controtempo, cioè un attimo prima, o dopo, che lui scattasse. Oppure, sapendo che Ruggero preferiva il piede sinistro, la palla gli arrivava puntualmente sul destro. Tutto questo fi a quando, sempre nello spogliatio perché le “cose di campo” sono là che si debbono chiarire, a porte chiuse, ci fu l’incontro-scontro chiarificatore. Non a caso, dopo, solo dopo, divenne “Rizzi-gol!”. Una storia di campo e spogliatoio che al Moscarelli ci arrivava così, poi valle a sapere le cose vere e non vere…

Nello Panzini nasce a Roma l'8 agosto del 1947, oggi pensionato Telecom con "buona memoria", si diverte a raccontare lo sport di una volta ed il contesto storico nel quale si praticava. Tuttora tesserato con il Real Tuscolano nel quale, vista l'età, fa quello che può.

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