Search
Close this search box.

Brescia ’90

1990, i miei primi campionati italiani donne di Pistola Standard e P10 al Tiro a Segno Nazionale di Brescia. La lettera è tratta dall’epistolario fra me e il mio allenatore Ugo Amicosante, al quale confido le mie emozioni post gara, dopo aver avuto una lieta, lietissima novella…  
0) COVER DE MATTEIS

Caro Ugo,
lo so che il mio risultato – per essere la Finale del Campionato Nazionale a squadre Pistola Standard donne – poteva essere migliore, ma la luce qui a Brescia è grigia, le facce sono grigie, le case pure; e poi, come sai, prima di una gara dormo poco.
Tutte scuse, dirai tu, figurati.
Un oro – all’Aquila – e un argento – in casa – sono comunque arrivati, anche se Benedetto l’armiere mi deve sempre rivedere il calco dell’impugnatura.
Questo è uno sport bellissimo, è un viaggio dentro sé stessi, scopri paure e punti di forza. Ho portato con me la mia Bibbia, quella scritta da Eugen Herrigel: senti che bella frase, anche se su un’altra disciplina olimpionica: “Lei non deve aprire la mano con intenzione, deve tenere la corda tesa come un bambino piccolo tiene il dito che gli si porge. Lo tiene così forte, così stretto, che non finiamo di meravigliarci della forza di quel piccolo pugno. E quando abbandona il dito, lo fa senza la minima scossa, perché il bambino no pensa ‘ora lascio il dito per afferrare un’altra cosa. Ma senza riflettere, senza intenzione, passa da una cosa all’altra, si potrebbe dire che gioca con le cose”. Troppo sdolcinato per te, vero? Invece per me l’esempio è calzante, e poi a te lo posso dire: mi sa che sono incinta.
Dice anche: “Con questa respirazione lei non solo scoprirà l’origine di ogni forza spirituale, ma otterrà che quella sorgente scorra e si diffonda attraverso le sue membra”. Poi consiglia “un’espirazione il più possibile lenta, continua e regolare. L’ispirazione lega e collega tutto ciò che è giusto e l’espirazione scioglie e porta a compimento, superando ogni limitazione…”
Hai sempre preso in giro il mio interesse per queste espressioni zen, ma tu non mi hai sempre detto la stessa cosa? In fondo corrispondono alla nostra tecnica di rilassamento delle 4 fasi della ‘respirazione tattica’, cioè: inspirazione, trattenere il fiato, espirazione, trattenere il fiato, ognuna di 4 secondi, per riuscire – dopo 3 cicli – ad abbassare la frequenza cardiaca. E senti qua: “La vera arte è senza scopo, senza intenzione, quanto più lei si ostinerà a voler imparare a far partire la freccia per colpire sicuramente il bersaglio, tanto meno vi riuscirà”; questo te lo confermo io che disegno.
Oppure espressioni come: “Ogni colpo falliva: desiderato, provocato, deviato, sempre più pregiudicati dall’assillo dell’insuccesso”. Ah scusa! Non ti ho detto che è il maestro giapponese che parla all’allievo; come te con me, ma noi in abruzzese e dandoci del tu.
Oppure: “Lei pensa che ciò che non fa non avvenga”. Quante volte mi hai detto: “Il colpo ti deve sorprendere” e quanti anni mi ci sono voluti per capire questo concetto…
Ora Annie Klaousen mi sta chiamando per andare in palestra.
Mi manca il sole, Villa Pamphili, le battute dei romani, via Sannio, il Fonclea…
Quando sarò a cena con tutti voi a parlare delle gare sarà il momento più bello. Salutami Pietro e Maria.
A presto!

Vittoria

 

Vittoria De Matteis campionessa regionale di tiro a segno, in una mail che scrisse al suo fido allenatore Ugo Amicosante a commento di una gara nazionale non brillante, ma foriera di un trofeo migliore: una figlia che nacque sette mesi dopo. Vittoria è una giornalista Rai, ama il disegno, lo sport e le piante da compagnia.

ARTICOLI CORRELATI

Roald Amundsen

Roald Amundsen. Avventura a Nord-Ovest

Custodito da un Mar Glaciale Artico implacabile, il passaggio a Nord-Ovest è stato a lungo il sogno da accarezzare, il mito da svelare. Tanti hanno provato, ma uno solo è riuscito a trovarlo e a segnarlo sulle carte: Roald Amundsen. Esploratore, avventuriero, uomo coraggioso che ha saputo sfidare e vincere i ghiacci del mondo fino a quando il Mar Glaciale Artico non lo ha voluto tutto per sé.

Leggi tutto »
Ina Casa

Ina Casa. Una storia di calcio di quartiere

Ina Casa, poi campo Moscarelli, asse tuscolano della periferia romana. Una piccola storia preziosa del calcio romano raccontata in prima persona da un testimone che ha vissuto il campo e il quartiere. Una piccola storia, una di quelle che maturano lontano dai riflettori e dalle prime pagine. Una piccola storia che a noi piace chiamare grande.

Leggi tutto »

Mani in alto (questa è una schiacciata)

Un salto nello Spazio. Sicuri che Paola Egonu non sia un’extraterrestre? Un salto nel Tempo. Sicuri che Botticelli non abbia pensato a lei per dipingere la nascita di Venere? Un salto nel Mito. Sicuri che non siano Zefiro e Cloris a farla alzare fino quasi a toccare il cielo?

Leggi tutto »
Coppa Rimet 1934

Coppa Rimet. Novanta anni dopo

La prima volta in Europa per la Coppa del Mondo tenacemente voluta da Jules Rimet. Una prima volta nostra, che la organizziamo e la vinciamo anche. Merito di tutti, merito di tanti, merito suo, di Vittorio Pozzo, l’alpino allenatore, l’unico che la vincerà per due volte. La grande storia del nostro calcio nazionale, inizia così.

Leggi tutto »
Daniele Cerra

Daniele Cerra. Il sogno di Parigi 2024

Daniele Cerra deve ripensare la sua vita a 20 anni, quando perde la vista. È così che inizia a guardare lontano. Affiancato dal Sant’Alessio diventa esperto di tiflodidattica informatica e, da alcuni mesi, è entrato in acqua al Centro Sportivo Paralimpico delle Tre Fontane con un obiettivo ambizioso: Parigi 2024.

Leggi tutto »



La nostra newsletter
Chiudi