Nilo Iosa…Roma. Un amore infinito in quattro lettere

Fondatore nel 1972 del Personal Jet, anima instancabile del cuore giallorosso, amico di presidenti, capitani, giocatori e tifosi, Nilo Iosa ha segnato decenni di tifo organizzato, con fede romanista assoluta e il sorriso di uomo buono.
Nilo Iosa

In tanti sicuramente ricorderanno Nilo Iosa, indimenticabile figura leggendaria della tifoseria giallorossa, Presidente prima dell’AIRC e poi del Personal Jet. Non solo però; per molti di noi tifosi di una certa età, Nilo Iosa è stato un grande amico, un uomo impagabile, sempre a fianco della tifoseria, di qualsiasi settore dello stadio.
Se Dante Ghirighini è stato immenso nel suo ruolo di curvarolo, Luisa Petrucci la mamma dei tifosi, Nilo Iosa per chi, come me, vive di ricordi che non hanno una data specifica, è icona difficile da dimenticare.

Uno striscione unico

Nilo Iosa, romano e romanista, nasce nel 1920 in quel particolare spicchio di Roma che è Testaccio, quasi fosse un segno del destino. Fondatore del Roma Club Ostia Lido del quale ricordo con emozione l’immenso striscione che appariva in alto in Tribuna Tevere fatto con le reti dei pescatori. Messo proprio lì, vicino alle bandiere delle squadre di serie A disposte in ordine di classifica, dove per vedere quella della Roma dovevi iniziare a guardare dalla ottava in poi…

Personal Jet

Nilo Iosa, non un tifoso qualunque, ha seguito la Roma in lungo e in largo per tutti i rettangoli di gioco europei, per amore, per passione, per follia, ma solo chi ama è folle e lui lo è stato per davvero. Nel 1972 costituì il Personal Jet, un’associazione atipica, unica nel suo genere composta da tifosi sempre accanto alla squadra, in Italia e in Trasferta. Gli anni d’oro sono stati gli Ottanta, quando la Roma iniziava a farsi conoscere dal calcio che conta andando a giocare in ogni luogo, senza nessuna paura, e Nilo era lì presente a far sentire presenza ma, soprattutto voce. Non serve certo elencare i campi da lui frequentati, basta solo dire “tutti i campi”, si fa prima!

Il sorriso di un uomo buono

Il ricordo più bello che ho di lui è tutto racchiuso nel suo onnipresente sorriso che ti prendeva e ti faceva subito sentire il calore e l’affetto di un amico, particolare, umile e semplice. Spesso, come ricordano alcuni tifosi, era proprio lui a offrirti il viaggio in trasferta se non potevi permettertelo, non c’erano problemi di nessun tipo.
Nilo Iosa è stato persona di grande sensibilità e umanità.
Molteplici sono state le edizioni della Befana Don Orione, manifestazione di beneficenza, con la presenza anche di alcuni calciatori, invitati proprio da Nilo, a favore dei ragazzi orfani dell’Istituto Don Orione.

A fianco di tutta la Roma

Un rapporto di quasi fratellanza lo legava ai presidenti Viola e Sensi, ma lui ha conosciuto proprio tutti, dai grandi capitani, Losi, Di Bartolomei, Giannini, fino all’ultimo giocatore con il quale ha avuto modo e maniera di farlo sentire a casa.
E come non ricordare poi le belle serate che organizzava, dedicate ai nostri beniamini: Giannini Day…Rizzitelli Day…Voeller Day…Totti Day, e poi tutti gli altri.  Serate belle dove partecipavano anche tutti i personaggi dello spettacolo tifosi romanisti, felici di stare grazie a Nilo in mezzo alla romana gente. Conviviali che hanno visto protagonisti anche certi particolari tifosi, basta ricordare su tutti il Luisa Petrucci Day.

Nilo Iosa
(L’UTR – Unione Tifosi Romanisti ricorda Nilo Iosa)

Un vecchio amico

La sua scomparsa ha lasciato un vuoto indelebile, in quel maledetto giorno del 1999, il ricordo più bello lo ha espresso il Barone Nils Liedholm apostrofandolo come un vecchio amico.
Forse, a mio modesto parere, è stato purtroppo dimenticato troppo presto, ma chi come me segue, sugli spalti e non, la Roma da alcuni decenni, non può certo dimenticare quello striscione particolare appeso in alto in Tribuna Tevere, e con esso il suo caro presidente. Nilo Iosa per noi continua a rimanere impresso nei fotogrammi in bianco e nero di quegli anni e di lui rimane il grandissimo ricordo di quel sorriso, bello, chiaro, pulito. I grandi personaggi non si dimenticano tanto facilmente e Nilo è uno dei pochi eletti a fratello giallorosso.

1927: Noi decidemmo di essere Roma

Nilo e la Roma, la Roma e un suo figlio, un legame forte, profondo da far venire i brividi a chi vive questa squadra con tutto il cuore e la passione di sempre, da far venire i brividi soltanto a pronunciare il suo nome. Mai fu più azzeccata la scritta: “1927: Noi decidemmo di essere Roma”, sento il dovere di dedicarla al grande Nilo Iosa.  

 

Stefano Trippetta 64 anni, romano. Scrittore non per vocazione ma solo per passione rivolta alla città che fortunatamente mi ha voluto, scelto e cresciuto. Attraverso il filtro di una buona memoria sono riuscito a dividere questa grande madre: da una parte la Roma del cuore, la Lupa, tatuata con orgoglio; dall'altra quella razionale legata a ogni tipo di cambiamento, atteggiamento, costume.

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