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Jacques Anquetil. Vita scandalosa di un campione

Un campione, ma non uno qualunque. In 15 anni di professionismo, Anquetil si aggiudica 205 vittorie, cinque volte vince il Tour, due il Giro e una la Vuelta. Non uno qualunque, anche perché una vita scandalosa come la sua non è proprio da tutti.
Jacques Anquetille

“Per prepararsi a una corsa non c’è niente di meglio di un buon fagiano, dello champagne e di una donna”. Era la teoria di Jacques Anquetil, che seguendo questa preparazione ha vinto cinque Tour de France, due Giri d’Italia, una Vuelta, cinque Parigi Nizza, nove Gran Premi delle Nazioni. Lo chiamavano “Inimitabile Jacquot”, ai miei occhi definizione quanto mai azzeccata, ma non tanto per le oltre duecento corse che ha vinto in carriera o per il suo impeccabile stile in bicicletta, ma per ben altre ragioni.

Jacques Anquetille

Oltre le righe

Torniamo alle sue parole riportate all’inizio: per quello che riguarda il fagiano basterebbe dire che, in barba a tutte le teorie sull’alimentazione adatta a un atleta, al termine di ogni tappa Anquetil aveva l’abitudine di cenare al miglior ristorante della zona a suon di ostriche e di altre leccornie prelibate. Quanto allo champagne la dice lunga una delle tante leggende che lo riguardano e secondo la quale Anquetil lo metteva nelle borracce al posto dell’acqua. E per le donne, be’ allora non possiamo non parlare dell’amor fou con la biondissima Janine, che fu talmente fou da essere non solo scandaloso, ma per molti versi quasi inconcepibile. Un vero romanzo a puntate che va raccontato dall’inizio.

Jaques Anquetille

L’amour fou

Lui è Jacques Anquetil, giovane ciclista, elegante, occhi azzurri. Lei è Janine Boeda, di sei anni maggiore, moglie del suo medico e madre di due bambini, Annie e Alain. Lui è pazzo di lei fino al punto che una sera d’estate in Costa Azzurra la rapisce e la porta a vivere nel suo favoloso castello in Normandia. Nel 1958 i due si sposano. Lui vuole un figlio, ma lei, a causa di un intervento chirurgico, non può avere altre gravidanze e allora, nel timore di perderlo, gli promette che non appena la piccola Annie avrà compiuto 18 anni sarà sua. Detto fatto. Nove mesi dopo lo scoccare della maggiore età della ragazza nasce Sophie, figlia di Anquetil e di Annie, che solo dopo molto tempo scoprirà che quella che credeva sua mamma in realtà era sua nonna e la sua sorellastra sua madre. Il singolare ménage a trois va avanti fino a quando Annie, abbandona il castello e allora Anquetil si consola con Dominique, la moglie di Alain, l’altro figlio di Janine e fratello di Annie, la quale, anche lei stregata da quegli occhi azzurri, lascia il marito e cade tra le braccia del campione.

(Anquetil al Giro del 1960)

Da questo ennesimo amore scandaloso nascerà il piccolo Christopher. È il 1986. Un anno dopo Jacques Anquetil muore per un tumore allo stomaco e al suo funerale dietro al feretro ci sono tutte le sue donne.
Che dire se non: inimitabile Jacquot!

 

 

 

 

 

 

Silvano Calzini è nato e vive a Milano dove lavora nel mondo editoriale. Ama la letteratura, quella vera, Londra e lo sport in generale. Ha il vezzo di definirsi un nostalgico sportivo.

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