Hurling e football gaelico. I giochi celtici

Credenze e rituali circondano la tradizione celtica. Conosciuti per la vocazione guerriera, il legame con la natura e la spiritualità, i Celti non dimenticavano mai il gioco e lo svago. L'hurling ed il football gaelico ce lo ricordano ancora oggi 
 Roberto Amorosino
hurling

Le prime tracce del popolo celtico rimandano al primo millennio a.C., è l’età del ferro. Gente tosta, romani e vichinghi possono confermare, attenta all’addestramento che tempra il corpo e prepara alla battaglia. I Celti vivono di arte e artigianato, metallurgia, agricoltura, allevamento, commercio. I druidi – sacerdoti, giudici, intellettuali – indicano la via, l’immortalità dell’anima ed il passaggio tra vita e morte. Tutto quello che sono e sanno lo portano anche nel gioco, momento fondamentale di aggregazione comunitaria. Si gioca nei festival, nelle celebrazioni, sono sportivi, combattenti e viceversa. Getto e sollevamento pesi, corsa, tiro con l’arco, ma anche giochi di squadra. che ci portano all’hurling e al football gaelico.

I Giochi Celtici

Fino a noi arrivano quindi due sport celtici, il football e l’hurling. Anzi tre, ops, c’è il camogie, la versione femminile dell’hurling. Ogni contea deve avere la sua bella squadra, totale 27, ci sono dentro le contee del Nord. Tiocfaidh ar la. Il nostro giorno verrà. Intanto, a fine stagione ci si vede a Croke Park per le finali, partite secche. Chi vince, vince tutto. Se si pareggia, ci si rivede dopo due settimane, stesso campo, stessa adrenalina, anzi di più. Se non sei uno dei fortunati possessori di biglietto d’ingresso, ci sono i pub, c’è il maxischermo di Smithfield. Il divano di casa è la soluzione solo se la tua contea è fuori dai giochi, altrimenti devi vivere, bere, soffrire da star male con gli altri, nessuno ti è estraneo anche se non sai chi è.

 

foorball gaelico

Pensa a tutto la GAA, Gaelic Athletic Association

Se ne occupa dal 1884, precisamente dal giorno di tutti i Santi quando in un albergo nella contea di Tipperary si scrivono regole da non infrangere, da portare avanti. La linea retta indica “niente denaro per i giocatori, solo rimborsi spese” e soprattutto “si gioca per la propria contea di provenienza, mai per un’altra”. Si chiama identità, appartenenza, nessuna scorciatoia. Il sistema tiene botta “al logorio della vita moderna“, si capovolge il mondo, qui è la famiglia che chiede alla scuola di provare a tramandare la passione, funziona soprattutto lontano dai centri urbani dove si gioca a tutte le età, a tutti i livelli. 

football gaelico

Le regole del football gaelico

15 vs 15, c’è il portiere e difende una porta che è più da rugby, ma la palla è rotonda e più pesante del nostro amata numero 5. Due tempi da 35′, se la palla passa tra i pali alti è un punto (Culin, bandiera bianca), se fai goal sotto dove c’è il portiere sono tre (Cul, bandiera verde). Si gioca con mani e piedi, puoi correre con la palla ma per quattro passi non di più, poi la fai rimbalzare a terra – tipo basket – o sul tuo piede per riprenderla in mano. La palla, per passarla, si calcia o si colpisce con il pugno. Ci sta tutto, è uno sport di contatto, la riga di comportamento da non oltrepassare è il gioco violento, le trattenute ed i placcaggi sono OK ma mai da dietro, così come la scazzottata a palla lontana può passare ma mai la rissa. L’arbitro ha due cartellini, rosso e nero, per sanzionare le irregolarità. Il punteggio si legge sommando le marcature da tre e da uno. Per capire, 1-7 sono dieci punti, ma anche 0-10 sono dieci punti.

hurling

Le regole dell’hurling (patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO 2018)

Qui c’è una mazza leggermente ricurva, l’hurley, ed una palla – che ricorda il baseball – che si chiama sliotar. Si indossa il casco (solo dal 2010) e le regole sono sostanzialmente simili al football. La differenza evidente è che si corre, avanza, tira con la palla controllata dall’hurley con un movimento continuo a cucchiaio che non è semplice come riescono a farlo sembrare i giocatori in campo. Gioco elettrico, velocissimo, le radici affondano attorno all’anno 400. Radici mitologiche, eroi, leggende e fiumi di birra.
Sport oltre lo sport.

 

 

 

 

 

 

 

 

Roberto Amorosino romano di nascita, vive a Washington DC. Ha lavorato presso organismi internazionali nell'area risorse umane. Giornalista freelance, ha collaborato con Il Corriere dello Sport, varie federazioni sportive nazionali e pubblicazioni on line e non. Costantemente alla ricerca di storie di Italia ed italiani, soprattutto se conosciuti poco e male. "Venti di calcio" è la sua opera prima.

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