Mai piaciute le macumbe, mai sopportato il tifo contro, ma i racconti tramandati e più forti del tempo hanno fascino, anche e quasi soprattutto se storia e fantasia si intrecciano senza chiedere dove comincia il racconto e dove la fiaba. Dal trespolo delle maledizioni, ci sono sortilegi non sono mai scesi.
Bela Guttmann, Babe Ruth e Mayo County sono episodi eclatanti.

Il Benfica che non vince
Allenatore magiaro del Benfica che vince due Coppe dei Campioni (1961 e 1962), Bela Guttmann porta il calcio portoghese lassù dove non era mai arrivato. Strappa Eusebio alla concorrenza dello Sporting, strappa il contratto quando il rapporto con la dirigenza si incrina per motivi vari e mal compresi: il terzo posto in campionato, l’organizzazione scadente della trasferta a Montevideo per la finale di Intercontinentale e soprattutto l’ingaggio che non lievita come pensa di meritare. Spacca tutto e sentenzia: “Da qui a cento anni nessuna squadra portoghese sarà per due volte consecutive campione d’Europa e senza di me il Benfica non vincerà mai più una Coppa dei Campioni“. Parole a cui pochi danno peso, di sfoghi e frustrazione son piene le zone miste dalla notte dei tempi. Eppure, ad oggi, fuori dal confine nazionale e da quel giorno, il Benfica ha disputato undici finali europee: alle otto della prima squadra si aggiungono le tre della formazione giovanile per il totale di undici sconfitte undici. Ben cinque le finali di Coppa dei Campioni perse.
Facendo due calcoli, qui c’è da aspettare fino al 2062…

Il declino dei Red Sox
Andiamo al 3 gennaio 1920 quando la franchigia cede Babe Ruth ai rivali dei New York Yankees. 100mila dollari ed un prestito di altri 350mila per finanziare una produzione teatrale (“No no nanette“), ed il lanciatore mancino più forte di sempre cambia casacca. Non è smilzo, ma lui se ne frega, ama tutto il ben di Dio che è a portata di mano e fa parlare i numeri per zittire il sarcasmo ed i detrattori. Diventa leggenda portando NY dove non è mai stata, World Series a gogo (4), l’uomo dei record – 714 fuoricampo in carriera – fa la differenza. Dopo tre titoli sotto il segno del “bambino”, invece Boston non sa più imporsi e, per tanti anni, non ci va nemmeno vicino. È lui a pronosticare il declino di Boston, “non si vince senza di me“, ma è solo ad inizio anni ‘90 che la stampa e tifosi cominciano a raccontare che non c’è solo povera programmazione dietro alla crisi di risultati dei “calzettoni rossi”, ma qualcosa di più profondo, lacerante, difficile da scardinare. Babe se ne è andato da tanti anni (1948), ma c’è sempre la nuvola nera su Fenway Park: è la maledizione del bambino che impedisce di tornare a sorridere. La superstizione si spezza solo nel 2004 ed accade nell’unico modo possibile: i Red Sox perdono le prime tre partite della finale di Championship Series – in pratica la semifinale – proprio contro gli odiati rivali, ma ribaltano la sfida fino al 4-3 che apre le porte alle World Series, 4-0 e St. Louis Cardinals spazzati via come le cattive intenzioni. Per Boston il primo titolo dal 1918, la fine di un incubo.

Mayo County
Tutto questo per arrivare a dire che è del football gaelico l’anatema che va oltre la data di scadenza e che non sembra lasciare speranza. Siamo alla finale di Croke Park del 1951, in palio la Sam Maguire Cup, vincono i campioni in carica della contea di Mayo 14-9, non concedono nemmeno una segnatura da tre la contea di Meath davanti a 78.201 appassionati. Pronostico rispettato. Festa grande, i tifosi rossoverdi scortano il pullman con coppa e giocatori verso casa dove si farà l’alba tra canti e balli. Sono due ore, forse tre di viaggio che diventano otto forse dieci perché c’è da far sosta ad ogni singolo, benedetto pub sulla strada.
A Foxford, villaggio di poche anime, il fattaccio.
Il baccano disordinato turba una cerimonia funebre ignara ed infastidita da tanta maleducazione. Il prete del paese non ci prova nemmeno a chiedere il silenzio, infuriato punta il dito verso i giocatori prima che possano ravvedersi: “Non vincerete un’altra All-Ireland Final finchè anche l’ultimo giocatore di questa squadra non sarà morto“.
Sono passati 75 anni, l’ultimo reduce della vittoria del 1951 si chiama Paddy Prendergast ed è andato avanti nel 2021 all’età di 95 anni. “Mi volete morto diceva agli amici“, ma non è vero, era benvoluto da tutti, un eroe locale. Da quel 1951, la contea di Mayo ha giocato altre 15 finali e le ha perse tutte: in modo rocambolesco, all’ultimo minuto, nella ripetizione, dopo aver dominato. E da quando Paddy non c’è più, anche la finale è una chimera.
Non è facile tornare a vincere
Boston c’è riuscita, il Benfica almeno è arrivato a 38 titoli nazionali, la contea di Mayo non sa come uscirne.
Fine pena mai.