Jack Dempsey vs Georges Carpentier. Il match dell’altro secolo

2 luglio 1921, al Boyle’s Thirty Acres di Jersey City nel New Jersey 80.000 spettatori sono con gli occhi incollati al ring, mentre altre centinaia di migliaia sono incollati alla radio: Jack Dempsey e Georges Carpentier stanno per mettere in scena i dieci minuti di fuoco del pugilato del XX secolo
 Roberto Amorosino
Jack Dempsey

Quale è stato il match del XX secolo? Il primo Ali vs Frazier del 1971 oppure il leggendario Rumble in the Jungle, sempre Ali stavolta contro Foreman, di tre anni dopo? Niente Ali, niente Madison Square Garden, niente Kinshasa.
Sopra tutto e tutti c’è un sabato qualunque, due fuoriclasse dell’arte nobile, dieci minuti di fuoco: Jack Dempsey vs Georges Carpentier, 2 luglio 1921. 

Blackjack ventuno

Lo so, sono strano, mi è capitato tra le mani un calendario del 1922. Si chiama Calendario d’oro della Venezia Giulia 1922. Tempi turbolenti da noi ed altrove, ci sono i giorni, ci sono i santi, le feste in neretto, l’ora dell’alba e del tramonto e le pubblicità che ti riportano ad un tempo lontano di macchine da scrivere M1 Olivetti e sapone Palmolive. A fondo pagina di ciascun mese c’è la sezione “un anno fa” che ripercorre i momenti salienti dei dodici mesi precedenti. La politica, la cronaca, la cultura, l’economia, lo spettacolo. Per esempio, 23 febbraio ‘21 un incendio distrugge il santuario di Loreto; 12 aprile i mutilati occupano le direzioni delle Ferrovie dello Stato; 16 agosto a Belgrado muore re Pietro I; 28 ottobre ad Aquileia viene celebrata solennemente la cerimonia del Soldato Ignoto; 12 novembre Warren Harding inaugura a Washington la conferenza sul disarmo. Cento e passa citazioni, curiosamente una soltanto di sport. Recita: “2 luglio Jersey City, Dempsey batte Carpentier affermandosi campione mondiale”. Niente calcio né ciclismo né ginnastica, è la boxe che si prende l’unica tessera del mosaico destinata allo sport e lo fa con un match che ha evidentemente attirato un’attenzione senza precedenti e confini. 

Jack Dempsey

Numeri senza pari

È il “fight of the century”, titolo dei massimi in palio, il primo incontro che supera un introito ben oltre il milione di dollari ($1,789,238). Il teatro è il Boyle’s Thirty Acres di Jersey City nel New Jersey. Sul ring Jack Dempsey, americano del Colorado, “Manassa Mauler”, 26 anni, 1.85cm per 86 kg, detentore con un record di 59 vittorie (49 per KO), 9 pari e 4 sconfitte. Sfidante Georges Carpentier, francese di Calais, sua la cintura dei massimi leggeri, 27 anni, tre cm più basso, 79 kg. Per Dempsey è la terza difesa del titolo. La borsa è di 200.000 dollari per Carpentier e 300.000 per Dempsey, senza considerare la percentuale sui profitti delle riprese cinematografiche. Sono cifre record. 
Lontano dal ring, Carpentier è un modello d’uomo con le sue decorazioni di guerra, Dempsey un presunto disertore con antipatiche brighe familiari da smaltire. Eroe vs antieroe, ci sono tutti gli ingredienti per una grande sfida, il Madison Square Garden non basta. Serve un catino che possa ospitare 80.000 spettatori, serve la radio per raggiungerne altre centinaia di migliaia, numeri e mezzi mai visti prima. 

Dieci minuti e poi

A bordo ring ci sono tutti i vip newyorkesi, sindaci e governatori di zona, i figli di Roosevelt, Rockefeller, Vanderbilt, Henry Ford, Pulitzer.  L’atmosfera è bollente, il frastuono assordante copre il primo gong, arbitra Harry Ertle, cravattino nero e piglio deciso. Calzoncini bianchi per entrambi, Carpentier lo riconosci dalle bande blu, ma soprattutto dalla struttura meno massiccia. Si è scommesso tanto su “Dempsey alla prima”, ma l’inizio è equilibrato, Carpentier porta i primi colpi alla figura, ma il destro di Dempsey risponde. Non c’è fase di studio, Carpentier centra la mascella di Dempsey, ha incrinato il pollice destro al primo scambio ed accelera i tempi, siamo al secondo round e l’americano sorprendentemente vacilla. È solo un attimo che Dempsey supera nel modo più congeniale, da campione, riprendendo il centro del ring, attaccando. Chiude il secondo round in forcing, domina il terzo. 

Dempsey vs Carpentier

L’epilogo è alla quarta ripresa

La pressione di Jack Dempsey è insostenibile per il francese, una combinazione destro sinistro lo manda al tappeto. Al nove del conteggio è di nuovo in piedi, ma solo per trovare una punizione finale con il gancio destro del KO. Dieci minuti e sedici secondi la durata complessiva del confronto.  Il pubblico si divide, sono in tanti – tante viene da dire – a sostenere l’europeo nella missione impossibile.  Nel destino di Carpentier, dopo altri dodici combattimenti, una nuova vita di attore di cinema. Per Dempsey, anche lui a suo agio davanti alla macchina da presa, ancora cinque anni sul trono dei massimi prima di cedere la corona a Gene Tunney ai punti sulle dieci riprese, esito analogo nella rivincita. Curioso che proprio Tunney fosse stato impegnato nel sotto clou di quel sabato pomeriggio nel New Jersey.

Jack Dempsey

Nemici mai

Jack Dempsey vincerà anche la corsa per l’ingresso nella Boxing Hall of Fame. 1990 per l’americano, 1991 per il francese. Di Dempsey tutti ricordano il cheesecake del suo ristorante di Broadway. Di Carpentier l’homme a l’orchidée”, il carattere ed i modi gentili, nobili. Diversi dentro e fuori, ma amici veri per la vita. 

[Jack Dempsey 1895-1983, Georges Carpentier 1894-1975]

 

Roberto Amorosino romano di nascita, vive a Washington DC. Ha lavorato presso organismi internazionali nell'area risorse umane. Giornalista freelance, ha collaborato con Il Corriere dello Sport, varie federazioni sportive nazionali e pubblicazioni on line e non. Costantemente alla ricerca di storie di Italia ed italiani, soprattutto se conosciuti poco e male. "Venti di calcio" è la sua opera prima.

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