Quella di Elizabeth “Betty” Becker e Clarence “Bud” Pinkston non è solo una grande storia di sport, ma una delle più affascinanti storie d’amore nate sotto il segno olimpico. Sebbene legati al mondo del nuoto, la loro leggenda è stata scritta rigorosamente dal trampolino e dalla piattaforma ed è una storia che li ha visti diventare la prima coppia, marito e moglie, a essere inserita nella International Swimming Hall of Fame. Una storia che non merita di essere dimenticata.
Le origini e la terapia in acqua
Betty Becker nasce a Philadelphia nel 1903 e la vita non le sorride. Di famiglia indigente, ha appena tre anni quando, vai a sapere se per gioco o precoce disperazione, si allontana da casa. Ritrovata da una donna che gestiva una pensione nelle vicinanze, i genitori di Betty, anche in questo caso vai a sapere se per amore o disperazione, decidono di lasciarla vivere con quella donna. Betty cresce quindi con una madre affidataria con la quale rimane fino all’età di 15 anni. Nonostante questo allontanamento, Betty mantiene un legame con il padre e fu proprio lui ad avvicinarla al mondo del nuoto e dei tuffi. Il motivo, però, fu particolare.
All’età di soli 8 anni, Betty contrae una forte difterite, al tempo malattia che soprattutto per i bambini, poteva evolvere con esito fatale. Betty sopravvive, ma la malattia lascia segni sul fisico e non solo. In particolare, deve fare i conti con una condizione di forte fragilità fisica e con forti alterazioni nervose. Oggi la chiameremmo salute mentale. Un buon medico, però, dà un buon consiglio alla famiglia, un consiglio che le cambierà la vita.
In acqua, Betty nasce una seconda volta
Nuota Betty. Nuota e dimentica tutto quello che la appesantiva. Nuota, cambia, migliora e inizia a vincere. A dodici anni va già a podio in competizioni nazionali di nuoto, ma ad un certo punto nuotare non le basta più. I corpi che tagliano l’aria in figure perfette lanciandosi in acqua da trampolini e piattaforme, la affascinano. La sua via è quella. Nel 1917 conquista il bronzo nella gara di tuffi dalla piattaforma della Middle Atlantic Association AAU, a quindici vince il titolo e, sempre a 15 anni lascia Filadelfia per trasferirsi ad Atlantic City dove si iscrive all’Ambassador Swim Club che aveva una vasca con trampolino da tre metri dove potersi allenare ogni giorno. Una scelta che la premia forse oltre igni rosea aspettativa.
Campionessa della AAU di tuffi dalla piattaforma per cinque anni (1918–1922), nel 1920 manca per un nulla la qualificazione alle Olimpiadi del 1920, ma nel 1922 vince il suo primo campionato nazionale dal trampolino da tre metri e nel 1924 è campionessa da quello da un metro. Nel 1924 è a Pasadena, in California, per difendere il titolo nazionale dai 3 metri.
Non ci riesce, ma quello che accade le cambia la vita ancora una volta. È qui che incontra Clarence Pinkston, campione olimpico di tuffi dalla piattaforma da 10 metri nel 1920.
Amore a prima vista
Clarence “Bud” Pinkston era dominava la scena dei tuffi maschili ed era reduce dai successi olimpici di Anversa 1920, dove si era guadagnato l’oro dalla piattaforma e un bronzo dal trampolino.
L’incontro con Betty fu fatale anche per lui.
Tutti e due qualificati per rappresentare gli Stati Uniti nelle gare di tuffi a Parigi 1924, per Betty e Bud le Olimpiadi saranno molto altro. Gli allenamenti e le gare nella storica piscina Les Tourelles diventano la cornice d’eccezione del loro amore, al punto che li sfiora anche l’idea di sposarsi a Parigi coinvolgendo Johnny Weissmuller come testimone di nozze. Tempi stretti e pratiche burocratiche glielo impediscono, ma è solo un rinvio.
Se il matrimonio manca, a Parigi non mancano invece i successi. Betty vince la medaglia d’oro nel trampolino da 3 metri e l’argento dalla piattaforma da 10 metri. Bud conquista il bronzo nel trampolino e nella piattaforma.

Il rientro negli Stati Uniti li separa, ma per poco
Clarence torna a Los Angeles, Betty ad Atlantic City, ma l’ultimo dei suoi pensieri è non raggiungere Clarence. Per farlo si presta ad esibirsi in una serie di spettacoli di tuffi e, con gli ingaggi, si finanzia il viaggio per la California dove, il 23 dicembre 1924, i due coronano il loro sogno e si sposano.
Nel 1926 la vita dei due cambia per l’ennesima volta. L’11 agosto Betty partorisce due gemelli, Betty e Clarence Jr. La famiglia aumenta, le spese anche e Bud abbandona le gare dilettantistiche – condizione al tempo necessaria per gli atleti olimpici -, passa al professionismo e diventa capo allenatore al Detroit Athletic Club.
Amsterdam 1928: una sfida familiare
Diventato l’allenatore di sua moglie, Bud la affianca e la motiva a tentare qualcosa di straordinario per l’epoca: tornare ai massimi livelli sportivi dopo una gravidanza gemellare. Betty in vita sua non si è mai tirata indietro da nulla; non lo farà neanche questa volta. Si allena duramente, ha degli aiuti in casa che le consentono di essere una madre atleta, ma non rinuncia né all’una e né all’altra delle sue due versioni. Il primo risultato arriva con la qualificazione olimpica.
Il secondo arriva l’11 agosto; il giorno del secondo compleanno dei suoi gemelli, Betty conquista il suo secondo oro olimpico nella piattaforma da 10 metri.

La storia può adesso diventare leggenda
“Betty” Becker e Clarence “Bud” Pinkston insieme, hanno collezionato 7 medaglie olimpiche in tre diverse edizioni dei Giochi.
Dopo il ritiro di Betty, i due trascorrono la vita a Detroit dedicandosi all’insegnamento e Bud diventerà uno dei più famosi allenatori degli Stati Uniti; a lui il merito di aver fatto crescere generazioni di nuotatori e tuffatori olimpici.
Bud si è spento il 18 novembre 1961 e nel 1966 è stato inserito nella International Swimming Hall of Fame che, l’anno seguente, accoglie anche Betty, coronando così anche nello scrigno della storia dello sport un’unione che era iniziata, quasi mezzo secolo prima tra piscine, piattaforme e trampolini.
Betty raggiunge Bud ancora una volta il 6 aprile del 1989.
Un ultimo tuffo per rimanere insieme per sempre