1897. L’Italia inizia a correre con l’Unione Pedestre Torinese

Il 1897 è l'anno del Primo Campionato Pedestre Italiano. Un avvio non senza difficoltà, tenacemente voluto da una serie di società sportive, in particolare del torinese. Un percorso che, da allora, non ha mai conosciuto sosta.
Campionato pedestre

L’Unione Pedestre Italiana, primo tentativo di organizzare il movimento dei pedestrians che stava diffondendosi anche nel nostro Paese, ebbe breve vita. Dal 3 al 4 aprile del 1897 si svolse il suo primo Congresso nella redazione de La Gazzetta dello Sport.
All’Unione Pedestre Italiana avevano aderito diverse società di Milano: Ricreatorio Laico Sciesa, Carlo Marx, La Celeste, Club Pedestre, Ippogrifo, Spartaco, Pro Milano, Pro Garibaldi e S.G. Mediolanum. Inoltre: la Mercurio e Teseo di Torino, Pro Verona e Libertas di Verona, Eolo di Lecco, Club Pedestre di Genova, Sport Club Savona e la Unione Pro Sport di Alessandria.
L’Unione Pedestre Italiana ebbe brevissima vita. Tormentata dal dilemma se considerare i pedestrians dei professionisti o dei dilettanti, si sciolse il 3 agosto dello stesso anno di fondazione.
Eppure è proprio il 1897 l’anno in cui l’Italia inizierà a correre con il Primo Campionato  Pedestre nazionale, fortemente voluto dalla neonata Unione Pedestre Torinese.

L’Unione Pedestre Torinese

Il giorno successivo alla sua morte, un gruppetto di società torinesi composto da Atalanta (nuovo nome della Mercurio), Teseo, Libertas, Volontà e Valore (che cambiò quasi subito il nome in Audace), fondò l’Unione Pedestre Torinese.
Il primo atto degli sportsmen piemontesi fu quello di preparare uno statuto dell’Unione ed un regolamento per disciplinare le varie competizioni.
Il tutto da presentare al Congresso fissato a Torino per il 31 ottobre; in quello stesso giorno si sarebbe disputato anche un “primo campionato italiano”.

Gli auspici del Conte di Torino

Gustavo Verona, presidente dell’Unione Pedestre Torinese, insieme al vice Mario Luigi Mina, pubblicista corrispondente de La Gazzetta dello Sport, si recò il 14 ottobre ad offrire al Conte di Torino la presidenza onoraria della società ricevendo dallo stesso, insieme all’assenso, un preziosa coppa d’oro per il vincitore della corsa di campionato.
I congressisti ed i corridori giunsero per tutta la giornata della vigilia della gara alla stazione di Torino accolti dal Presidente Verona e da una ventina di sportsmen torinesi. Molti di loro ebbero il tempo di andare a confondersi con i numerosissimi passanti che si fermavano ad ammirare i premi esposti nella vetrina della ditta Bianchi, sotto i portici di Piazza Castello.
Quella sera ci fu anche un rinfresco nella sede della Unione Pedestre Torinese. Molti furono i brindisi e i messaggi di saluto pronunciati dai partecipanti; particolarmente applauditi quelli del presidente Gustavo Verona e del signor Francesco Guffanti di Milano.

Unione pedestre torinese

La prima gara

La gara valevole per il campionato italiano si disputò su strada sulla distanza di 35 km sul percorso Torino – Via Nizza – Nichelino – None e ritorno.
Ricchi i premi messi in palio dall’Unione Pedestre Torinese.
Per il primo classificato una medaglia d’oro del valore di 50 lire, una fascia ricamata in oro, un diploma con il titolo di campione e, provvisoriamente anche la coppa offerta dal Conte di Torino, da assegnarsi definitivamente a chi avrebbe vinto per tre volte consecutive il titolo.
Al secondo arrivato una medaglia d’oro del valore di 25 lire, un oggetto artistico del valore di lire 100 ed un diploma di primo grado.
Al terzo una medaglia d’oro del valore di lire 25 ed un diploma di secondo grado.
Al quarto, quinto, sesto, settimo, ottavo e nono arrivato una medaglia vermeille e diplomi di merito. A tutti i classificati entro il tempo massimo – fissato in ore 3 e 30 minuti – andò inoltre una medaglia d’argento ed un diploma. Infine vi furono premi speciali quali una medaglia d’oro per il primo classificato tra i concorrenti torinesi ed un’altra medaglia speciale, vermeille, per il primo classificato tra gli appartenenti della società Atalanta.

Regolamento e pronostici

I giornali La Bicicletta del 7 ottobre e La Gazzetta dello Sport del 15 ottobre pubblicarono il regolamento della gara che, oltre a stabilire alcune norme di carattere organizzativo, mirava soprattutto a garantire la regolarità della corsa.
I pronostici della vigilia davano per favorito il milanese Arrigo Gamba del Club Pedestre, seguito da Cesare Ferrari di Genova e dall’altro milanese Carlo Airoldi. Di lui è doveroso ricordare la’avventura vissuta l’anno prima nel tentativo di partecipare ai Giochi Olimpici di Atene e per la vittoria riportata, insieme al francese Ortegue, nella grande gara di marcia Torino – Barcellona.
Le iscrizioni, rimandate fino alle ore 24 del 30 ottobre, si chiusero raccogliendo 17 concorrenti, il fior fiore dei “pedestri” italiani.

I partecipanti

Tutti i migliori campioni di Torino, Milano, Genova e Bologna erano presenti.
Eccovi i loro nomi: Carlo Airoldi della Libertas di Milano, “Scarampi” (pseudonimo di Carlo Manuello) della Libertas di Torino. Sempre da Torino si iscrissero: “Spartaco” (pseudonimo di Andrea Nicola), tesserato per l’Audace come pure Alfredo Gila; completavano lo schieramento degli atleti casa Francesco Stobbione della Atalanta, Bianchetta, Rasetti, G. Caron, C. Fino (caporal maggiore del 14° Fanteria), Didaco Macciò (sergente degli alpini) e Alfredo Parena.
Ettore Zilia, Arrigo Gamba e Emilio Banfi del Club Pedestre di Milano si contrapponevano a Cesare Ferrari e Luigi Orengo dello Sport Pedestre di Genova. Chiudeva la fila degli iscritti Balbo Beccari della Virtus Bologna.
Il solo Caron non si presentò al via dato dallo starter signor Terenghi, segretario del Biciclettisti Club.

L’organizzazione era stata molto accurata

L’Unione Pedestre Torinese aveva previsto ogni dettaglio.
I concorrenti depositarono ogni loro indumento presso la società Cristoforo Colombo in piazza Nizza vicino alla “barriera” dalla quale venne data la partenza.
Il servizio medico fu affidato ai dottori Costa, Morandini e Gianotti, mentre la segnalazione dell’ultimo chilometro di gara competeva al signor Berutto, il quale fu munito di una grande bandiera, da sventolarsi al passaggio dei concorrenti.
Al traguardo, segnalato da un ampio festone attraversante tutta la strada, oltre al servizio di giuria svolto da Verona, Mina e Roggero, presidente del Veloce Club Moncalieri, prestarono servizio molte guardie municipali di pubblica sicurezza e carabinieri, anche in previsione della presenza del principe Vittorio, Conte di Torino, che invece non si fece vedere.

CPrimo campionato pedestre italiano

Il 31 ottobre 1897

La partenza ai sedici concorrenti venne data alle ore 9 e 11 minuti primi di domenica mattina 31 ottobre 1897.
Aldo da Castiglione, inviato de La Gazzetta dello Sport inviò al giornale questo resoconto, che pubblichiamo integralmente:
“La testa è subito presa da “Spartaco”, seguito da Gamba, Airoldi, Ferrari, “Scarampi”, Beccari, ecc. Zilia e Banfi formano la coda. La corsa è condotta benissimo da Gamba, Ferrari, “Scarampi” e Beccari fino a None (ndr: a None era posizionato il punto di controllo, lì un ispettore – il servizio era affidato ai signori Maccagno, Pinardi e Canzi – apponeva un timbro sulla fascia di ogni atleta), dove Ferrari per ricevere per primo lo scontrino, spicca un salto rovesciando il tavolo dei controllori.

La corsa continua ancora benissimo per qualche chilometro fino a che Gamba nelle vicinanze di Nichelino, cade a terra svenuto. A questa notizia partono dal traguardo tre medici, il nostro redattore ed altri. Gamba soccorso dal suo “masseur” Catturino rinviene (il suo male fu causato non dalla quantità ma dalla qualità del cibo mangiato la sera precedente). Rinviene ed è condotto al traguardo.

Il giornale non riporta la classifica, avendola già pubblicata nell’edizione precedente.
E così conclude: “Ferrari Cesare (Forward) dello Sport Pedestre di Genova, è un vero corridore di forza straordinaria. Piccolo, tarchiato, biondo, si riconosce subito in lui il vero corridore, sia pei suoi modi, sia per la sua agilità e forza. (Appena giunto al traguardo, dopo 35 km percorsi in 2 ore 26’45”, si mette a far salti e piroette). La sua corsa consiste in continue volate”.

 Folla al traguardo

Alle 11,00 una folla veramente enorme si accalcò nella zona del traguardo in attesa dell’arrivo della corsa. Alle 11.33 arrivò primo, in condizioni di straordinaria freschezza, Cesare Ferrari di Genova, che appena tagliato il traguardo si mise a fare salti mortali di gioia. Tempo impiegato: 2 ore 26’45”, al secondo posto giunse il milanese Airoldi, che corse malamente gli ultimi chilometri per un taglio alla scarpa, in 2 ore 30’20”, terzo fu Zilia pure di Milano in 2 ore 36’55” tutti freschissimi. Al quarto posto si classificò Stobbione in 2 ore 40’40” seguito da Banfi in 2 ore 45’25”.
A gara conclusa si venne a sapere che anche il corridore Didaco Macciò era stato colto da malore presso Candiolo e ricoverato in una trattoria.
I concorrenti Bianchetta e Gila vennero squalificati dietro reclamo dei colleghi Parena e “Spartaco” perché usufruirono l’uno dell’aiuto di una bicicletta e l’altro di quello di una autovettura!

Cesare Giovanni Ferrari

Il primo campione italiano era nato a Genova il 18 maggio 1875. Così viene descritto nelle cronache dell’epoca: “tarchiato, non molto alto di statura, pelo castagno più tendente al biondo, ed un pajo di baffetti che nella gloria dei trionfi si arriccia e stuzzica ben volentieri. Ardente ed appassionato per lo sport pedestre, pare un po’ allegro e insoffribile di ammonizioni, ma in fondo è una buona pasta di giovine”.

La classifica

Questa la classifica pubblicata da La Bicicletta, la più completa rispetto a quelle de “La StampaGazzetta Piomentese”, “La Gazzetta dello Sport” e “La Gazzetta ciclistica”:

Cesare Ferrari (Sport Pedestre Genova)  in 2: 26’45”
Carlo Airoldi (Libertas Milano)                   in 2: 30’20”
Ettore Zilia (Club Pedestre Milano)           in 2: 36’55”
Francesco Stobbione (Atalanta Torino)   in 2: 40”40”
Emilio Banfi (Club Pedestre Milano)         in 2: 45’25”
“Scarampi” (Libertas Torino)                      in 2: 48’00”
Balbo Beccari (Virtus Bologna)                   in 2: 53’00”
Fino (cap.magg. 14° Rgt Fant.Torino)
Luigi Orengo (Sport Pedestre Genova)
“Spartaco” (Audace Torino)
Alfredo Parena (Torino)

Ritirati: Alfredo Gila, Bianchetta e Rasetti tutti della Atalanta di Torino, il sergente D. Maccio del Terzo Alpini di Torino e Arrigo Gamba del Club Pedestre di Milano.

Scarampi e Spartaco sono gli pseudonimi di Carlo Manuello e Andrea Nicola.

 

 

Fonti consultate:

La Gazzetta dello Sport – anno III – n. 89 – pag. 4 – venerdì 5 novembre 18
La Bicicletta – 1 novembre 1897
Frasca, M. Martini, R.L. Quercetani, A.Zanetti Lorenzetti “Cento anni fa, un giorno di ottobre” – storia e cronaca del primo campionato italiano pedestre – A.S.A.I. – Archivio Storico dell’Atletica Italiana – Bruno Bonomelli – Brescia, ottobre 1997

 

 

 

 

 

 

 

 

Gustavo Pallicca Funzionario di banca in pensione, starter internazionale con una passione per i racconti, la fotografia e la storia dell'atletica. Stella d'Oro del CONI al Merito Sportivo.

ARTICOLI CORRELATI

Keira D’Amato e Sara Hall. Le regine senza età della Chevron Houston Marathon.
Houston Marathon

Keira D'Amato e Sara Hall, atlete senior o regine senza età della maratona? La risposta che arriva dalla Chevron Houston
Leggi tutto >>

Di maratona in maratona (III)
Spataro maratona Boston

Le maratone nella vita sportiva, poliedrica e inaspettata, di Armando Spataro, già magistrato della Repubblica che ha condiviso vita e
Leggi tutto >>

New York. La maratona di Giovanni Bartocci.
MARATONA DI NEW YORK

Giovanni Bartocci, ristoratore romano trapiantato nella Grande Mela, ci racconta della sua prima Maratona di New York e dell'anima e
Leggi tutto >>

La maratona, metafora di vita
maratona venezia

Nella maratona i secondi sono minuti e i minuti si tramutano in ore e si finisce per ritrovarsi nuovamente soli,
Leggi tutto >>

La corsa come salvavita
Greta Vittori La corsa come salvavita

Puoi correre per sentirti viva, per appropriarti di tutte le emozioni che il corpo può dare Anche io ho iniziato
Leggi tutto >>

Kathrine Switzer. La forza di cambiare il mondo
Kathrine Switzer

Kathrine Switzer voleva correre la sua maratona. Voleva farlo da donna, quando alle donne non era consentito farlo ufficialmente. Il
Leggi tutto >>

Siviglia, la maratona e zio Luca
Siviglia

La maratona di Siviglia, una sfida da correre in tandem per aiutare un amico a finirla. Anzi uno zio. Zio
Leggi tutto >>



La nostra newsletter
Chiudi