Alcione Milano. Quando il calcio ha le ali

L’Alcione Milano è la storia di un calcio che vola alto: non solo risultati e promozioni, ma valori, inclusione, giovani e memoria. In una città dominata da Inter e Milan, il club Orange conquista spazio con coraggio, educazione e umanità.
 Marco Milano
Alcione Milano

Nella cittadina meneghina “buona la…terza”, con Inter e Milan anche l’Alcione. Doverosa premessa: conquistare uno spazio in una città come Milano, dove l’Internazionale e il Milan hanno scritto e scrivono pagine fondamentali della storia del calcio da un secolo a questa parte, è veramente azione complessa. Eppure, una società fondata oltre settant’anni fa (era il 1952) all’ombra del Duomo è riuscita a ritagliarsi il terzo gradino sull’ideale podio che vede Inter e Milan, ovvero due icone assolute del calcio, a rappresentare la città di Sant’Ambrogio. Il merito va a un sodalizio storico che porta il nome dell’uccello simile al martin pescatore.
Alcione Milano, questo il nome, tributo al volatile e alla città di cui sopra. E la compagine milanese merita ampia menzione, dalla stagione 2024-25 (prima volta) è approdata nel calcio professionistico (Lega Pro – Girone A) e la prossima (2026-27) sarà la terza consecutiva. Un risultato già di per sé, che in realtà vede addirittura una prospettiva di ascesa visto che l’Alcione Milano dopo un buon primo campionato di serie C, nel secondo è arrivato anche ai play-off per conquistare un posto nella competizione cadetta.

I presidenti dell’Alcione Milano, il patron dell’Inter e il sindaco

L’Alcione Milano è stato guidato nella sua storia da personaggi illustri, con particolare riferimento allo sport e al sociale, è il caso di Ernesto Pellegrini, presidente dell’Inter di Rummenigge, Matthäus, Klinsmann e Brehme, quella dello scudetto dei record (1988-1989), ma anche quella che conquistò la Coppa Uefa dopo ventisei anni senza vittorie in Europa, battendo in finale la Roma. Cavaliere del Lavoro, Ernesto Pellegrini scomparso lo scorso anno ha costituito oltre dieci anni fa la “Fondazione Ernesto Pellegrini”, una onlus rivolta ai “nuovi poveri”, per aiutare le persone in condizione di temporanea difficoltà economica e sociale, con nuove idee e iniziative a partire dal ristorante “Ruben” (il nome di un senzatetto morto assiderato in una baracca che Pellegrini aveva conosciuto quando Ruben era ancora un ragazzo). Ma non solo. L’Alcione Milano ha avuto tra i suoi presidenti anche Carlo Tognoli. Sindaco di Milano, dopo aver ricoperto le cariche di assessore comunale e prima di diventare membro del Parlamento europeo, Carlo Tognoli è stato anche deputato e Ministro (in due governi al dicastero per i problemi delle aree urbane e in altrettanti al turismo ed allo spettacolo).

Alcione Milano

Lo “stile Alcione Milano”

Sul sito ufficiale dell’Alcione Milano si legge: “protagonista sia a livello tecnico che organizzativo, Alcione Milano è diventato un modello da imitare. Tutte le persone che hanno giocato e frequentato l’Alcione Milano, di padre in figlio, conservano per la vita una grande nostalgia di quel periodo e dello ‘stile’ Alcione. Uno stile e un modo di essere che si fonda sui valori essenziali dello sport e della vita: buona educazione, correttezza, lealtà, rapporti sinceri con i compagni e con gli avversari, solidarietà”.
E sempre dalle fonti ufficiali si scopre che “Alcione Milano ha formato un buon numero di calciatori che sono approdati alla Serie A (di recente Lorenzo Dickmann al Brescia e Nicolò Rovella alla Lazio, in passato Giuseppe Dossena e Andrea Caracciolo sono tra i più noti) e alla Nazionale. Altri – più numerosi – giocano fra i semiprofessionisti, in Eccellenza, Serie D e Serie C”.

All’Alcione Milano anche Karim Laribi

Karim Laribi nato a Milano, classe 1991, calciatore tunisino con cittadinanza italiana, ultima stagione agonistica come centrocampista dell’Anzio, con un passato in serie A e palmares nella Nazionale Italiana under 21, ha indossato la casacca dell’Alcione nella serie D nella stagione 2023-24 quella della storica prima promozione in Serie C negli almanacchi della squadra milanese. Quindici presenze in campionato e due nei play-off, Karim Laribi ha contribuito alla vittoria di quel campionato e alla conquista della promozione in Serie C. Ma c’è tanto altro ancora. La città rappresentata dall’emblema della casata nobiliare dei Visconti e da “el bisson”, (rigorosamente in lingua lombarda), per l’esigenza viscontea di legare la propria casata ad una leggenda eroica ha sotto l’egida dell’Alcione un’altra bella storia da scoprire. E così dove Bonifacio, signore di Pavia, che prese in sposa Bianca, figlia del duca di Milano mentre combatte contro i Saraceni, subisce il rapimento del figlio che viene divorato da un enorme serpente e di rientro dalla guerra si mette sulle tracce del serpente e, una volta scovato, lo uccide facendogli tirare fuori dalla bocca il figlio ancora vivo, un’impresa simbolo dell’intera città di Milano, patria di signori, di Visconti e di Sforza, è anche l’azione sociale messa in campo dall’Alcione Milano.

Alcione Milano

Alcione Milano. “Orangeneration Award” per integrità morale nello sport

È da sottolineare in questo senso “Orangeneration Award”, un riconoscimento annuale dedicato a chi, nel mondo dello sport, si sia distinto per integrità morale e coraggio. Integrità morale e coraggio. Valori trasmessi grazie e per il tramite del calcio. Per la prima edizione è avvenuto in occasione del match Alcione Milano-Lecco e alla presenza delle principali istituzioni sportive e calcistiche. Ma si tratta di un appuntamento destinato a ripetersi ogni anno. “Con questo premio, l’Alcione intende rendere omaggio a quelle figure che hanno trasformato la propria carriera in una testimonianza luminosa di coraggio e coerenza”. Queste le parole dell’attuale presidente e patron dell’Alcione Milano Giulio Gallazzi, che dal 2025 ha rilevato la totalità del club che prima condivideva con il precedente numero uno Marcello Montini. “Orangeneration Award”, dunque, come “punto di riferimento etico per l’intero movimento sportivo”. A proposito “Orange” nel nome di questo riconoscimento di assoluto spessore morale, ma anche “Orange” nel nome dell’official site “Milanorange 1952” fanno riferimento ai colori sociali della squadra, arancione, appunto, come il piumaggio del martin pescatore che dà il nome a questa terza società di calcio di Milano. “L’eccellenza non si misura solo sul campo, ma nella capacità di farsi portatori di valori non negoziabili come l’impegno e la responsabilità civile”, questo il “manifesto” del presidente dell’Alcione Milano che porta avanti anche il progetto “Alcione 4 Special”.

“Alcione 4 Special”. Il calcio come strumento di inclusione

Si tratta di “una squadra che offre uno spazio inclusivo dove il calcio diventa strumento di aggregazione, socializzazione e consapevolezza, per aiutare ogni individuo a riconoscere il proprio valore e viverlo attraverso lo sport”. Un progetto sportivo aperto a tutti i ragazzi con disabilità, con sessioni di allenamento, partite ufficiali, nato nel solco della positiva esperienza del “Team Asperger”, e “testimonia la costante attenzione dell’Alcione Milano alle tematiche sociali, e l’impegno della società Orange a rendere il calcio uno strumento di inclusione ed aggregazione per tutte le persone”.

Settore giovanile: il fiore all’occhiello

L’Alcione Milano ha fatto da sempre nella sua storia tesoro dei giovani, della “cantera” dove allevare le nuove generazioni con i valori e lo stile di cui sopra. Attività portate avanti come Atletico Alcione e ora anche con Alcione Academy. “Un progetto per costruire una rete di società fondata sui valori e sulla filosofia Orange”. Una rete di società calcistiche affiliate con l’obiettivo di condividere competenze, metodologia e visione formativa maturate dal club nel corso della propria storia”. Dopo oltre settant’anni di attività nel calcio giovanile, Alcione Milano, infatti, proprio di recente ha varato un nuovo progetto pensato per accompagnare lo sviluppo tecnico, educativo e organizzativo delle società affiliate attraverso un modello moderno, sostenibile e condiviso con l’intento di valorizzare il talento e costruire una community sportiva unita da principi comuni, mettendo al centro il “Metodo Alcione”. E così un approccio integrato che unisce sviluppo tecnico, tattico, pedagogico, psicologico e motorio, un metodo, il “Metodo Alcione” appunto, come percorso che mira alla crescita individuale dell’atleta e alla formazione continua di istruttori e staff, favorendo allo stesso tempo la diffusione di una cultura sportiva basata su rispetto, appartenenza e professionalità si pone oggi come un’azione di sviluppo attraverso attività di formazione tecnica, supporto didattico digitale, eventi dedicati e momenti di confronto tra le società del network, con l’obiettivo di creare un sistema virtuoso di collaborazione e crescita reciproca. Le affiliate diventano così parte attiva di “un ecosistema in grado di generare opportunità sportive, formative e di scouting, rafforzando il legame tra territorio, famiglie e settore giovanile”. Ad affiliarsi saranno le società che condividono valori, visione e attenzione alla formazione dei giovani, come Alcione Milano. “Alcione Academy rappresenta una nuova tappa nel percorso del club Orange, con l’obiettivo di consolidare il proprio ruolo come punto di riferimento nella formazione calcistica e umana dei giovani atleti, guardando al futuro attraverso la condivisione di competenze e la costruzione di relazioni durature tra società”.
Alcione Milano bandiera dello sport come valore educativo e culturale, e l’auspicio è che sempre più il mondo del calcio e dello sport torni ad andare in questa direzione…

 

 

Marco Milano nato con il sogno di diventare giornalista a Capri nel 1976. Giornalista sportivo, iscritto all’Unione Stampa Sportiva Italiana, socio della Società Italiana di Storia dello Sport. Nel pantheon personale Vladimiro Caminiti (“Il calcio non è solo divismo, è resoconto della vita”) e Nick Hornby (“Anche se tutto va male, c’è sempre un campionato che inizia a settembre”). Si sente felice e realizzato da quando scrive per Sportmemory che “racconta storie di sport”.

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