2025. Correre per sentire, resistere, crescere

Un anno di corsa. Il mio 2025 tra ritmo, sfide e nuovi traguardi
 Greta Vittori
2025 correre

Il 2025 non è stato solo un anno di gare.
È stato un anno di sensazioni, di chilometri che hanno lasciato il segno, di giornate in cui la corsa è diventata silenzio, fatica, respiro e verità.
Ho chiuso l’anno con le mezze maratone, indossando in un paio di occasioni il ruolo di pacer a Monza e alla Milano21. Correre per gli altri è un privilegio raro: significa mettere da parte il proprio ego, ascoltare il gruppo, diventare ritmo, presenza, fiducia. In quei chilometri condivisi ho ritrovato il senso più puro della corsa: nessuno corre davvero da solo.

Poi ci sono state le maratone

Quelle che non si raccontano con i numeri, ma con ciò che ti lasciano dentro.
La Maratona di Atene è stata una giornata speciale. Un percorso che pesa sulle gambe e sulla testa, ma che sa ricompensare chi arriva pronto. Tutto ha funzionato. Il corpo, la mente, il rispetto per la distanza. Correre verso il Panathinaiko è stato come chiudere un cerchio: lì non ho solo corso bene, ho sentito di meritarmi ogni chilometro.
La Maratona di Parigi, invece, mi ha messo davanti alla parte più dura della corsa. Quella in cui niente va come previsto. Le gambe non rispondono, la testa vacilla, e il dubbio si fa spazio. È stata una maratona sofferta, imperfetta, lontana dai sogni iniziali. Ma è stata anche una maratona finita. Portata a casa con testardaggine, passo dopo passo. E forse è proprio lì che la corsa ti insegna di più: quando non brilli, ma resisti. Il 2025 si chiude con la consapevolezza che non tutte le gare devono essere perfette per essere importanti. Ogni arrivo è una lezione, ogni difficoltà un mattoncino in più.

2025

E ora lo sguardo va avanti

Il 2026 porta con sé sogni grandi e obiettivi che fanno tremare un po’ le gambe solo a nominarli. La Maratona di Boston e la Maratona di Berlino, quest’ultima conquistata con un pizzico di fortuna vincendo il pettorale alla lotteria. Due palcoscenici leggendari. Due promesse fatte a me stessa. Chiudere il cerchio delle major.
So che serviranno disciplina, pazienza, rispetto per il corpo e per il tempo. Ci saranno allenamenti in solitudine, mattine fredde, dubbi e stanchezza. Ma ci sarà anche quella sensazione unica che solo chi corre conosce: sapere che stai andando esattamente dove devi essere.
Correre, per me, non è mai stato solo arrivare. È continuare a scegliere, ogni giorno, di mettersi in cammino.
Il 2026 mi aspetta.
Io continuo a correre.

Greta Vittori Nata a Milano, Laurea in diritto internazionale. Amo viaggiare, leggere, scrivere e l’Inter. Bionda, Runner, PR per caso, il 1° di Novembre 2015 ho corso la mia prima Maratona e l’ho corsa a New York.

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