Certo che i ciclisti in genere e i ciclo-viaggiatori in particolare, sono strani; o viaggiano in bicicletta, oppure sognano viaggi in bicicletta. Quando ti colpisce, questo morbo non ti lascia mai un minuto giù dalla bici e la vita scorre tra un viaggio e un sogno. Perché un viaggio in bici lo devi prima sognare, poi preparare per prevenire gli eventuali problemi, pianificare le strade, controllare gli hotel, fare le tracce. Praticamente vivi sospeso tra due finestre, garmin connect e google map, perché per scegliere la strada devi vederle tutte.
Soprattutto, devi sapere che è la “strada che decide”
Puoi e devi fare tutti i programmi possibili, ma in bici devi anche essere pronto a modificarli in ogni momento, non puoi sapere la Strada cosa ti proporrà. Un ponte chiuso sul Reno in Germania, mi è costato 40 km e due ore in più; dopo 130 km pensavo di essere arrivato e invece sono finito a farne 170.
Altro esempio: potevo mai immaginare io, partendo da Saint Jean Pie de Port, prima tappa del Cammino di Santiago, forse la più dura, che avrei dovuto fare due volte, dico due volte, la micidiale salita dei primi 5 km vicini al 20%? Due volte! Mai lo avrei immaginato, ma è successo…
Tracce e algoritmi
Per fare una traccia Garmin ci possono volere 10 secondi, basta impostare punto di partenza e punto di arrivo, ma la traccia la decide un algoritmo e spesso è un guaio. Oppure ci puoi mettere qualche ora, se come faccio io, la strada la vuoi vedere tutta, metro per metro, e aggiungere piccoli tratti alla volta sulla traccia col vantaggio però, di passare dove vuoi.
Una grande differenza esiste se viaggi solo o in compagnia
Non so ancora quale sia la modalità che preferisco; come in ogni cosa ci sono i pro e i contro. Di certo un viaggio in compagnia mi carica di maggiori responsabilità, penso sempre a far avere ai miei amici il miglior agio possibile in ogni cosa e questo comporta ricerche più accurate e più lunghe. Da solo, ho meno preoccupazioni, sono a mio agio sia negli ostelli a 10 euro a notte con camerate di 30 persone e due bagni, che nei cinque stelle. Esattamente come mi è successo nel mio Cammino di Santiago in bicicletta in solitaria; avevo proprio una necessità di minimalismo, stare a contatto coi pellegrini e rifuggire le comodità. Ma poi, una volta a Santiago de Compostela, ho voluto alloggiare nel Parador de Santiago, nella piazza della cattedrale, a 250 euro a notte, ma questa è un’altra storia.

Arriva Luigi
Tornando a noi, l’inverno scorso, per lenire la malinconia delle lunghe giornate passate in bicicletta in giro per l’Europa, mentre fantasticavo sul programma del 2026, come se mi avesse letto nel pensiero, il vulcanico, caro, Luigi Neri – uno sportivo nell’animo, prima che nel corpo – mi chiama e mi propone un ciclo viaggio: Roma – Lauria.
Perché proprio Lauria?
Perché è il mio paese di origine, e soprattutto perché è il paese di origine di Antonello Carlomagno, un caro amico di Roma di Luigi, e che io, naturalmente, conosco da 60 anni. Credo di averci messo 5 secondi per dirgli si, questa è stata la prima scintilla.
Ci siamo divisi i ruoli
Ho fatto quello che faccio sempre: studiare i percorsi fare le tracce fino davanti all’hotel; troppo spesso in passato capitava di arrivare alla meta scelta e poi, pensando di aver finito di pedalare, “perdere” un’ora per trovare l’Hotel prenotato. Abbiamo definito le tappe, inizialmente pensavamo a un viaggio tipico della mia modalità, in autonomia, col portapacchi sulla bici, e le borse agganciate. Luigi ha coinvolto le persone propense e funzionali al progetto, compresi due brasiliani (persone fantastiche) uno dei quali ha preso l’aereo da San Paolo do Brasil, apposta per unirsi a noi.
Noi, ovvero i “ragazzi”
Luigi Neri da Roma, già giocatore di serie A di Rugby e pluri mega organizzatore di eventi ciclistici;
Giuliano Bevino da Roma, giovane atleta surfista, corridore e ora grande ciclista;
Chris Donato Villapanda da San Paolo Brasile, l’avvocato ciclista più veloce do Brasil;
Giancarlo Matarazzo da San Paolo do Brasil e Roma, già finisher di Iron Man alle Hawaii;
Donato Fittipaldi da Lauria, Presidente dell’omonimo ciclo club, la cui più grande qualità è quella di essere mio cugino;
il sottoscritto Nicolangelo Faraco di Lauria, bolognese nell’animo e ormai milanese da oltre un trentennio;
Claudio Devenuto, tre tappe, da Roma, esperto conoscitore di tutte le migliori strade di Napoli
L’auto al seguito
Sempre a Luigi il merito del cambio modo, auto al seguito che trasporta i bagagli (guidata da uno di noi a turno) e quindi cambio del tipo di bici, non più una robusta Gravel che sostenesse anche il portapacchi e borse, bensì le nostre amate “specialissime” da 7 kg con le quali, sgravati del peso suppletivo del bagaglio, ci ha consentito velocità molto elevate e l’agilità necessaria per superare il caotico centro di Napoli. Sforzo poi ripagato dalla bellezza delle coste che ci attendevano.
Il nostro impegno è stato ripagato dalla clemenza del meteo che ci ha regalato sempre bel tempo.

È andata così
L’avventura ha avuto inizio domenica 17 maggio, in 5 tappe siamo arrivati a Maratea e poi Lauria con oltre 600 km e 5200 metri dsl. Meritano di essere menzionati i due brasiliani: Chris e Giancarlo, che dopo un giorno di riposo a Lauria, sono partiti sabato 23 maggio in bici con uno zainetto sulle spalle, per raggiungere Polignano a Mare. Hanno pedalato per oltre 10 ore effettive, hanno percorso 255 Km e 2300 metri dsl.
So cosa significa e il loro spirito indomito mi riempie di ammirazione, mi fa venire la pelle d’oca e quando dopo le otto di sera ho letto e visto foto del loro arrivo, mi hanno fatto piangere.