domenica, 5 Dicembre 2021

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Direttore editoriale: Marco Panella

Moto-Polo. Lo sport che non avete mai visto

Moto-Polo. Lo sport che non avete mai visto
 
Marco Panella
1950 California, West Coast. Nasce il Moto-Polo lo sport che non avete mai visto. Sconosciuto, bizzarro, americanissimo, con ogni probabilità il Moto-Polo è stato una meteora nel panorama sportivo di oltre Oceano. Noi vi raccontiamo quello che abbiamo rintracciato.

C’è lo sport che conoscete, quello che vivete e anche quello che guardate soltanto.
Poi c’è il Moto-Polo, lo sport che non avete mai visto.
Se volete saperne qualcosa in più, prendetevi un paio di minuti.

Il sogno americano

Nel 1950 degli Stati Uniti si sapeva ancora veramente poco; racconti dei soldati americani che avevano risalito la penisola durante la seconda guerra mondiale, lettere di emigrati e, soprattutto, quello che liturgicamente raccontavano le produzioni di Hollywood.

LAI-Linee Aeree italianeIl primo volo di linea Roma-New York è inaugurato dalle LAI-Linee Aeree Italiane il 5 luglio 1950, ma il viaggio aereo era privilegio di pochissimi.
In quegli anni e per gran parte del decennio, l’Atlantico era tagliato da transatlantici che portavano negli Stati Uniti molti emigranti e qualche turista; famosi al tempo i cosiddetti piroscafi gemelli, il Vulcania e il Saturnia.

Sapendone soprattutto per interposta persona, gli Stati Uniti erano ammantati in una sorta di aurea immaginifica.

Di questo scenario, affresco culturale irripetibile è quello che Steno ci regala nel 1954 con Un americano a Roma, dove Alberto Sordi offre viso, gesti e voce alla straordinaria maschera di Nando Mericoni, romano affascinato da un’America filtrata da cinema e rotocalchi.
Un affresco dal quale lo sport non poteva mancare e nel quale primeggia Joe di Maggio, campione di baseball, grande italiano d’America e, per Nando, idolo assoluto.

Eppure qualcosa del mito americano è sfuggita anche a Steno e al nostro Nando, qualcosa di cui si ebbe fugace notizia al tempo e che oggi è praticamente irrintracciabile.

Moto-Polo. Le origini

Sconosciuto, bizzarro, americanissimo, con ogni probabilità il Moto-Polo è stato una meteora nel panorama sportivo di oltre Oceano.

Il Moto-Polo nasce nel 1950 in California, nel brodo culturale di una West Coast che da sempre alimenta suggestioni che spaziano dal surf alla musica, dal cinema all’intelligenza artificiale della Silicon Valley oggi.

La prima partita di Moto-Polo si gioca nel 1950 a Culver City, cittadina californiana nel territorio di Los Angeles, sconosciuta forse ai più, ma non una qualunque cittadina della provincia americana.
Insediamento antichissimo di nativi, sede di stabilimenti per produzioni televisive e cinematografiche come gli MGM oltre che della Hughes Aircraft, società aeronautica del visionario produttore cinematografico Howard Hughes, in quanto a immaginario Culver City ha del suo.
Nulla di strano, quindi, che proprio qui sia nato il Moto-Polo, lo sport che non avete mai visto.

Moto-Polo. Le regole

Prendete regole e concetti del calcio, del football e del polo, mixateli, trasformateli, declinateli con fantasia estrema in versione motoristica ed ecco che avrete il Moto-Polo.

L’arena di gioco misura 100 yard, ovvero 91,44 metri, praticamente un campo da rugby.

Moto-PoloDue le squadre in campo, ciascuna con tre giocatori che rincorrono e si contendono un enorme pallone da 100 kg alla guida di automobili da 500 kg. Automobili che a prima vista sembrano un ibrido maggiorato tra automobiline da autoscontro di una pista da luna-park e i go-kart.
Delle automobiline da autoscontro hanno la caratteristica fascia protettiva laterale per assorbire gli urti, del go-kart la potenza da scaricare in un’accelerazione che le porta a raggiungere una velocità di 80 km all’ora. Non male in un campo di meno di 100 metri.
Sulle automobili spicca un imponente roll-bar avvolgente e protettivo, inevitabile visto il dover giocare a rimbalzare un pallone da 100 kg da spingere oltre una linea di porta per oltrepassarla e segnare il punto!

A riprova della violenza degli scontri, basti pensare che l’arbitro era dotato di sirena piuttosto che di un normale fischietto.

Il Moto-Polo. Lo spettacolo

Lo spettacolo per spettatori assetati di sangue, come il magazine Billboard definisce gli spettatori in un articolo del 22 luglio 1950, doveva essere però assicurato.

In effetti il Moto-Polo, con l’obiettivo dichiarato di fare spettacolo per la televisione, nasce promosso dalla MCA-Music Corporation of America, major che si occupava di musica e produzioni cinematografiche e televisive.
La MCA aveva appena trasformato in spettacolo televisivo di successo il Roller Derby, sport di cui nel 1975 sarà portata sugli schermi una versione estrema e fantascientifica dal cult movie Rollerball, e contava di ripetere l’avventura con il Moto-Polo.

Culver City StadiumMoto-Polo. A suicide attraction

Il 26 luglio 1950 dal Culver City Stadium,  broadcast esclusivo per la West Coast, Klac-Tv manda in onda la prima partita di Moto-Polo, una suicide attraction, sempre a detta del Billboard magazine.

Alla prima partita assistono 8.500 spettatori non paganti, con biglietti offerti da Klac-Tv che aveva tutto l’interesse ad avere pubblico allo stadio così da invogliare spettatori paganti via cable-tv.
Alla seconda partita gli spettatori saranno 10.000, sempre non paganti.

I test vanno bene e il 19 agosto Klac-Tv annuncia la copertura permanente dell’MCA Moto-Polo a partire dal 25 del mese.
Allo stadio gli spettatori avrebbero pagato un biglietto d’ingresso di un dollaro, ma il business sarebbero stati sponsor e cable-tv.

Moto-Polo. La notizia ritrovata

Unica eco italiana dell’MCA Moto-Polo, una fotonotizia pubblicata sull’Annuario 1951 di Tempo, rotocalco all’epoca tra i più popolari, che ci informa di una partita  giocata a San Francisco.
Notizia scarna, ma sufficiente per incuriosirci, farci seguire le poche tracce in rete e far emergere dalle pagine di Sportmemory una notizia dispersa.

Nel 1970 un medico brasiliano, Mario Marques Tourinho, non sappiamo con quanta consapevolezza dell’esperienza californiana, lancia l’Autopolo. Simile nel concetto e nella dinamica del pallone rilanciato dalle automobili, l’Autopolo vivrà alcuni anni di notorietà locale, ma non raggiungerà la spettacolarità del Moto-Polo.

Interessante l’antefatto del Motorcycle Polo o Motoball, giocato con pallone e motociclette e la cui origine affonda tra gli anni ’10 e gli anni ’20, di cui, con adeguamenti successivi e specialmente in Francia, si svolgono tuttora gare ed esibizioni ufficiali

Cosa sia invece accaduto del Moto-Polo californiano non è dato conoscere, ma se qualcuno dovesse scovare altro ci faccia sapere e torneremo volentieri sull’argomento.

 

 

 

Marco Panella, (Roma 1963) direttore editoriale di Sportmemory, curatore di mostre e festival culturali, esperto di storia del costume italiano ed heritage communication. Ha pubblicato "Il Cibo Immaginario. Pubblicità e immagini dell'Italia a tavola"(Artix 2015), "Pranzo di famiglia. Una storia italiana" (Artix 2016), "Fantascienza. 1950-1970 L'iconografia degli anni d'oro" (Artix 2016) e il thriller nero "Tutto in una notte" (Robin 2019)

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