Francesco Moser. Tre volte figliolo…

Francesco Moser e la Parigi-Roubaix, una storia nella storia di un campione tra i più grandi di ogni tempo
Francesco Moser

Tre volte figliolo…chissà che non sia andata proprio così.
Chissà che in una qualche chiesetta trentina di Palù di Giovo o di quelle parti, al giovane Francesco Moser un prete confessore non abbia comminato per penitenza di ripetere per tre volte una preghiera o una buona azione.
No, non lo possiamo sapere, ma possiamo immaginare che in fondo Francesco, uno dei dodici figli di Cecilia Simoni e Ignazio Moser, tutti questi grandi peccati da farsi perdonare non li avesse.
Forse è per questo che quel tre volte figliolo gli deve essere rimasto ben impresso a mente e forse anche frainteso.
Sì, frainteso, perché Francesco Moser quel tre volte figliolo, se c’è stato, deve comunque averlo interpretato a modo suo.
E come lo poteva interpretare uno che corre in bicicletta?
Francesco Moser arriva alla bici a 18 anni, non prestissimo, ma presto i primi risultati gli fanno capire che proprio la biciletta sarà la sua vita.
Meno male. Per lui e per noi.

Dicevamo, quindi cosa ci fa Francesco Moser di quell’eventuale tre volte figliolo?

Semplice, ci vince tre volte la Parigi- Roubaix!
Non una corsa a caso, rispettabilissime anche le corse a caso, non una corsa qualunque, rispettabili pure quelle.
Ma la Parigi-Roubaix non è solo una corsa, è un tempio, è l’ara pagana del ciclismo, dura, tanto dura, da sempre, da quando ha iniziato a essere ambita, amata e temuta nel 1896.
Da allora la Parigi-Roubaix si è corsa sempre tranne quattro anni per la Grande Guerra, tre anni per la Seconda e un anno, nel 2020, per la pandemia.

Francesco Moser su quel tempio scrive la storia

Lui nell’Inferno del Nord ci entra e il diavolo che decide chi deve vincere e chi no lo va a guardare in faccia.
E al diavolo gli ricorda la sua prescrizione…tre volte figliolo…roba da acqua santa che pure il diavolo si spaventa
È così che Francesco Moser la Parigi-Roubaix non solo la vince, ma la vince per tre volte e non tre volte e basta, ma tre volte di seguito.
Prima di lui tre volte di seguito solo Octave Lapize, dal 1909 al 1911, un pioniere.
Dopo di lui tre volte di seguito nessuno.
Prima di lui, di italiani solo Maurice Garin nel 1896 e nel 1897, Jules Rossi nel 1937, Serse Coppi nel 1949, Fausto Coppi nel 1950, Antonio Bevilacqua nel 1951, Felice Gimondi nel 1966

Parlare di Francesco Moser è inevitabilmente riduttivo

Troppo grande, troppo ha dato al ciclismo e allo sport.
Oggi, o appena ieri, il 13 aprile 1980, Francesco Moser vince la sua terza Parigi-Roubaix consecutiva.
Vincerà ancora tanto, non più la corsa dell’Inferno del Nord, ma tanto altro, inutile dirne qui ora.
Oggi ricordiamo l’impresa delle tre Parigi-Roubaix, magari alziamo un bicchiere, magari con Trento doc della Valle di Cembra.
Il suo vino, la sua terra, la sua storia

 

Marco Panella, (Roma 1963) giornalista, direttore editoriale di Sportmemory, curatore di mostre e festival culturali, esperto di heritage communication. Ha pubblicato "Il Cibo Immaginario. Pubblicità e immagini dell'Italia a tavola"(Artix 2015), "Pranzo di famiglia. Una storia italiana" (Artix 2016), "Fantascienza. 1950-1970 L'iconografia degli anni d'oro" (Artix 2016) il thriller nero "Tutto in una notte" (Robin 2019) e la raccolta di racconti "Di sport e di storie" (Sportmemory Edizioni 2021)

ARTICOLI CORRELATI

Gimondi

1965. Quando Gimondi prese la Bastiglia

1965. Il 14 luglio Felice Gimondi porta a casa un sogno e vince il cinquantaduesimo Tour de France. Sarà una sorpresa, ma è l’esordio di una vita da campione. Vincerà di tutto e per lunghe stagioni duellerà con Eddy Merckx, non un cannibale, ma un marziano. Oggi, nel suo giorno, Felice Gimondi, campione e bella persona lo ricordiamo come se stessimo ancora giocando con lui, a biglie, sulla spiaggia.

Leggi tutto »
Giusto Cerutti

Giusto Cerutti. Iconografia di un ciclista indipendente

La lettura di una fotografia può riservare sorprese. Soprattutto se ci entri dentro, se ti fermi sui particolari e ti lasci portare dove vuole lei, spesso in un altro tempo e in un altro mondo. Giusto Cerutti è stato un ciclista, non un campione, ma con questa foto ha tagliato il traguardo del Tempo. E ha vinto.

Leggi tutto »
SPORTMEMORY VACANZA

La villeggiatura e il ciclismo pop delle biglie

Sportmemory racconta storie e rispetta il rito della vacanza agostana che, dell’Italia, è una grande storia di costume italiano dentro la quale ci siamo un po’ tutti. Torneremo con l’aggiornamento mensile il 5 settembre e, a seguire, il 5 di ogni mese che sarà la nostra nuova data editoriale. In questo mese, però, non vi faremo mancare del tutto le nostre storie. Ne pubblicheremo alcune in maniera estemporanea nella sezione Diorama e, come sempre, cercheremo di raccontarle non per informare, ma per emozionare.

Leggi tutto »

Ciao Vittorio, amico mio

Domenico De Lillo è un ciclista di curva. Così si è descritto nell’articolo scritto per Sportmemory a dicembre del 2021. Pistard, 3 volte bronzo mondiale, otto volte campione italiano, 2 record mondiali sulle spalle, Domenico – Nico per tutti – era amico di Vittorio Adorni. Amico come si può essere quando dividi vita e fatica da ciclista. Amico per sempre. Nico ha voluto salutare Vittorio così, scrivendogli una lettera e chiedendo a noi di pubblicarla. E noi, di cuore, la pubblichiamo.

Leggi tutto »

Charly Gaul e Marco Pantani. L’angelo e il pirata

L’angelo della montagna è Charly Gaul. Marco Pantani è il pirata. Marco dice “vado forte in salita per alleviare l’agonia”. Charly, eroe di altri tempi, abbraccia il figlio che non ha mai avuto. Loro ai bordi della vita, noi appassionati – di ieri e di oggi – che non si sa cosa daremmo per poter tornare ai bordi della strada ad incitarli.

Leggi tutto »
Charles Miller

Charles Miller. Il ciclista romantico

Nell’epopea delle Sei Giorni di fine ottocento Charles Miller è un ciclista eroico, un gigante in pista, ma con gambe che si fanno rispettare anche in strada. Charles Miller è anche un ciclista romantico, però. Questa è la storia sua e del matrimonio più incredibile che il ciclismo abbia mai visto.

Leggi tutto »



La nostra newsletter
Chiudi